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10 anni di Birra Flea, festa a Gualdo Tadino per l’azienda ‘green’ di Matteo Minelli

Per l’occasione è stata creata Jolanda, birra dedicata alla sposa di Federico II – Oltre 1200 ospiti nei tour guidati al birrificio che ha registrato il pienone nei due giorni

Musica, birra e ospiti d’eccezione. Gli ingredienti per una festa memorabile c’erano tutti al birrificio Birra Flea di Gualdo Tadino, che ha compiuto dieci anni di attività e li ha voluti celebrare con due giorni di festa, sabato 17 e domenica 18 giugno.

Un successo oltre le aspettative (come d’altronde si può dire per la storia imprenditoriale di Birra Flea) con più di 1200 persone che hanno partecipato ai tour guidati in azienda, numero che sale se si contano anche coloro che hanno degustato le birre nell’area picnic e preso parte ai party serali, con il dj set di sabato che si è protratto fino a notte fonda e che ha visto alla consolle l’attore Marco Bocci e Andro dei Negramaro, e i live di domenica del gruppo musicale Fuperi e della country Band-Jo boys. Tra i presenti anche Laura Chiatti, compagna di Bocci, e l’ex calciatore Marco Materazzi.

Grande protagonista della festa è stata Jolanda, una black ipa, scura e profumata, dal sapore leggermente amaro e deciso e un’abbondante luppolatura, creata dal mastro birraio Enrico Scagnoli proprio per celebrare il decennale del birrificio. La bevanda è dedicata alla nobildonna Jolanda di Brienne, regina di Gerusalemme e seconda sposa di Federico II, e rimarrà nel catalogo a completare la gamma di birre artigianali prodotte a Gualdo Tadino, che utilizzano malti derivati da orzi coltivati unicamente dall’azienda agricola della famiglia Minelli, Tenuta Flea. Quest’ultima è parte del progetto Flea di Matteo Minelli, che fin dalla nascita del birrificio, nel 2013, aveva ben chiaro quella che doveva essere la caratteristica più importante: creare una filiera corta agroalimentare e un birrificio ‘green’.

“Siamo orgogliosi del percorso fatto – ha raccontato l’amministratore delegato di Birra Flea, Matteo Minelli –. Birra Flea nasce da una passione personale per la birra e diventa presto una realtà importante. Siamo partiti con 500 ettolitri di birra prodotti nel 2013 e siamo arrivati a 28 mila ettolitri nel 2022. Credo che Birra Flea sia il primo microbirrificio agricolo artigianale italiano e questo non può che farmi felice. Oggi conta 35 dipendenti e si è affermato non solo in Umbria ma anche all’estero, riuscendo a esportare in 12 Paesi diversi”.

“Fin dal primo giorno – ha continuato Minelli – ho perseguito l’obiettivo di rendere autonoma l’azienda dal punto di vita energetico. Siamo partiti da un piccolo impianto fotovoltaico da 150 kilowatt che stiamo ampliando a 500 kilowatt. Installeremo un impianto a biogas, nei terreni attigui all’azienda, alimentato dagli scarti della lavorazione delle birre e del lievito di prima fermentazione. Questo produrrà ulteriore energia e calore notturni per il nostro stabilimento produttivo, ma gli scarti serviranno anche come cibo integrativo per i 200 capi di bestiame al pascolo nella nostra azienda agricola di 1200 ettari, a soli sei chilometri dal sito produttivo. Un’economia circolare a tutti gli effetti perché siamo noi a produrre per il 90% l’orzo distico con cui facciamo le nostre birre. L’unica cosa che ci manca è la fonderia, per produrre le bottiglie in vetro”.

Se Jolanda rappresenta l’ultima arrivata, ci sono ancora tante novità che ‘fermentano’ a Birra Flea. “Le prospettive sono importanti – ha concluso Minelli – e sono tanti i sogni nel cassetto, le ambizioni e gli stimoli. Nel futuro ci sono molti progetti, ma li sveleremo più avanti”.

Written by Admin

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