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Festa europea della musica all’Università per Stranieri

Quattro cori per l’Inno alla gioia dei Beethoven

Tradizione rispettata anche per questa grande ricorrenza della giornata europea della musica, un appuntamento che l’AGiMus di Salvatore Silivestro ha saputo promuovere seguendo un modello consolidato da precedenti edizioni. Ieri pomeriggio, ancora una volta, l’aula magna di Palazzo Gallenga, Betlemme permanente di ogni iniziativa musicale cittadina, ha aperto le sue porte fa risuonare le voci di ben quattro formazioni corali, tutte legate alla città. Ha iniziato Voci dal mondo, compagine stabile di palazzo Gallenga a cui il direttore Alberto Bustos ha affidato una significativa silloge di motivi che partiva da una particolare versione del celebre canone Fra Martino campanaro per addentrarsi poi su percorsi marcatamente popolari come la canzone irlandese Danny boy e i motivi di Simon e Garfunkel, intramontabile sound della giovinezza di tanti di noi.

Si alternava poi il coro della Università delle Tre Età, una formazione vintage che ha la fortuna di essere diretta da Giuliana Milletti, donna piena di spirito e di grazia. Alle sue voci, sorretta dalla fisarmonica di Federico Gili la signora Milletti ha destinato un nostalgico percorso fra le canzoni anni Trenta, da Se potessi avere mille lire al mese, a Por una cabeza manifestazioni di un modo di porgere l’amore che era grazia e signorilità. Significativa l’inserzione di Amapola una rumba del 1920 scritta da Joseph Lacalle. La cantarono i giovani soldati americani dopo lo sbarco in Normandia, quando andavano a morire sui campi di Francia cadendo sui campi cosparsi di papaveri.

Raffinato l’esordio del coro dei Docenti di Perugia, con una lauda francescana del manoscritto di Bruxelles. Il maestro Bustos che li dirige sostiene si tratti dalla prima manifestazione di musica legata alla figura del Santo. La formazione nata nel 2002 sotto il patrocinio dell’Ufficio Scolastico regionale raccoglie docenti del Mariotti e del Pascal. Al pianoforte Giovanna Tozzi. Chiusura sontuosa con la smalto del Coro Lirico dell’Umbria presente a falange possente. Lo ha diretto Carlo Segoloni, che ha fatto balzare sulle sedie il pubblico con l’esplosione di quel coro, Gli arredi festivi che fece del Nabucco una vera dichiarazione di guerra.

Alla voce di Paola Stafficci e al pianoforte di Alessia Cecchetti era affidata una efficace rievocazione dei fasti melodici del Casta diva bellinana, mentre Anna Rita Masciotti ha efficacemente scolpito la Vergine degli angeli verdiana. Chiusura a cori riuniti con la magnificenza dell’ Inno alla gioia di Beethoven. Per il Lirico dell’Umbria si prepara un significativo appuntamento col Nabucco di Giardini del Frontone, con replica a Ostia.

Stefano Ragni

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