(Perugia-Avellino) Una ambientazione prestigiosa capace di coniugare turismo e decima Musa
(Inviato Cittadino)
(Perugia-Avellino) Una ambientazione prestigiosa, giusta cornice per il libro Le Fondazioni Film Commission. Tra ruolo istituzionale e cineturismo di Daniele Corvi e Fabio Melelli, uscito per i tipi di Morlacchi e già attenzionato dall’ambiente del cinema, del territorio, della politica, della cultura. Perché si tratta di un’opera già presentata per lo Stivale e ulteriormente accreditata da questa presenza all’iniziativa di Camillo Marino e Giuseppe Tedesco, intellettuali che si richiamano allo spirito e all’ispirazione ideale di Pier Paolo Pasolini (la cui icona campeggia nella sala dell’evento).
Il Festival avellinese è oggi un punto di riferimento per il cinema internazionale ed è già noto per riuscire ad armonizzare radicamento territoriale e apertura internazionale, nel quadro della fattiva promozione di un cinema attento ai temi del reale e dell’impegno civile.

La platea era costituita da studenti e da addetti ai lavori provenienti da tutto il mondo. Le ha parlato Daniele Corvi, col direttore della Film Commission Campania, Maurizio Gemma, in un confronto moderato dalla giornalista Rosaria Carifano.
Le film commission – come ha ricordato Daniele Corvi – sono enti che negli ultimi anni hanno finito con l’assumere, nella maggioranza dei casi, la veste giuridica delle fondazioni a partecipazioni pubblica. Una formula che, al momento, è quella che consente una maggiore dinamicità di questi enti, ormai presenti in tutte le regioni, seppure con risultati diversi.
Ovvio, ma non banale, rilevare come l’impatto del lavoro di un’efficiente film commission possa efficacemente configurarsi in volano di sviluppo economico, culturale e turistico per i rispettivi territori, come testimoniato da Maurizio Gemma che ha assistito alla rinascita di alcune zone della Campania, proprio grazie anche al cinema.
Sono numerosi i successi che si dipanano nell’ultimo quarto di secolo: tra i quali film di illustri registi come Paolo Sorrentino, Mario Martone, Marco Bellocchio nonché serie di rango come L’amica geniale, Gomorra, Mare fuori.
Gemma ha ricordato tutto il lavoro che c’è dietro ogni singola scena e quanto sia importante non solo disporre delle opportune competenze, ma anche riuscire a intrecciare relazioni nel territorio per incrementarne lo sviluppo e semplificare, assecondare, efficientare il lavoro delle produzioni.
Attraverso gli studi di Fabio Melelli, il libro ha messo l’accento sull’analisi capillare, regione per regione, di fenomeni di cineturismo. Termine di recente conio, ma di inequivocabile significato.
Tenendo soprattutto presente il fatto che l’Irpinia, fin dal secondo dopoguerra, si è distinta per film celebri come Due soldi di speranza di Renato Castellani, Palma d’oro al Festival di Cannes, e il celebre Totò, Signori si nasce.
Tuttavia, è in specie con il lavoro della Film Commission che la Campania ha aumentato esponenzialmente la valorizzazione dei territori grazie ai film e beneficiando del fenomeno del cosiddetto cineturismo.
Il modello virtuoso della Campania ha ispirato anche le film commission più giovani di regioni come l’Umbria (costituita solo nel 2021), anche se l’Istituzione sta attualmente attraversando una fase di riorganizzazione e rilancio. Ed è un bene che sia così, visti gli esiti poco incoraggianti del pregresso.
A tal proposito, la nuova coordinatrice di Umbria Film Commission, Sonia Broccatelli, ha fatto sapere, con una nota letta da Corvi, che: La Umbria Film Commission è attualmente in fase di riorganizzazione e intende avviare un processo di rilancio all’insegna dell’innovazione.
La nota fa anche cenno alla riattivazione del cineporto del CMM (Centro multimediale di Terni), fondamentale per offrire anche dei teatri di posa in Umbria”.
Rilevando come sia essenziale costituire su tutto il territorio spazi idonei per le riprese e per l’allestimento dei reparti, con assistenza in tutte le fasi della produzione.
Parole che confortano i cinefili e quanti sono interessati al settore e alle sue ricadute economiche e culturali.
Ci si augura che la Regione Umbria, dopo i fallimenti della scorsa legislatura, intraprenda finalmente la strada giusta, in termini utili a valorizzare economia, storia, identità. Sempre sperando che – come si dice – agli impegni, ai buoni propositi, alle parole generosamente dispensate dalla politica facciano seguito… i fatti.













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