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Incontro alla sala Sant’Anna: “Agire l’accoglienza. Speranza lontano da casa”

Nella elegantissima sala di Sant’Anna un centinaio di rifugiati e di richiedenti asilo provenienti da diverse etnie si è raccolto intorno a una piattaforma di operatori sociali e politici in rappresentanza delle istituzioni regionali

di Stefano Ragni
Ieri pomeriggio nella sala Sant’Anna dalla Università per Stranieri, che, operando con la cooperativa Perusia, con Anci Umbria e con Chorus Inside Umbria, ha dato vita a un incontro di intense emozioni.

Nella elegantissima sala di Sant’Anna, mentre nei locali attigui della san Paolo fervevano le attività di esame, un centinaio di rifugiati e di richiedenti asilo provenienti da diverse etnie si è raccolto intorno a una piattaforma di operatori sociali e politici in rappresentanza delle istituzioni regionali che maggiormente agiscono nel contesto di una tematica fortemente attuale.

Eleonora Bigi, delegata della Regione dell’Umbria e il viceprefetto Nicola di Stefano, hanno preso la parola per illustrare l’articolato percorso messo in atti dalle rispettive istituzioni per far fronte a un problema che coinvolge una popolazione corrispondente ormai al dieci per cento dei residenti umbri. Una sfida enorme affrontata con risorse europee e col coinvolgimento di tanti enti interessati al progetto umanitario, come ha ricordato l’assessore alle politiche sociali del Comune, Edi Cicchi, seguita, nella esposizione, dal direttore dell’Anci Umbria Silvio Ranieri e dal delegato del vescovo, don Riccardo Pascolini.

Particolarmente toccante la personale testimonianza dell’ afgano Seyd Hasnain, presidente di Unire (Unione nazionale italiana rifugiati ed esuli) che ha ricordato le personali esperienze di esilio, evocando le drammatiche fasi della sua odissea sulla strada della libertà. Significativo il contributo di Danilo Cremonte che ha sottolineato le fasi della attività teatrale svolta dalla sua associazione Smascherati che da anni lavoro sulla integrazione attraverso l’attività corporea.

Quando ha preso il microfono il rettore della Università per Stranieri, Valerio de Cesaris, si è avuta la conferma di come l’ateneo internazionale abbia saputo svolgere il ruolo che compete a una istituzione a vocazione universalistica. Il rettore ha confermati come palazzo Gallenga fornisca il massimo della disponibilità in fatto di accoglienza di studenti e di istituzione di corsi idonei per la formazione linguistica dei richiedenti asilo, con elargizione di borse di studio e il supporto di un corpo docente disponibile a farsi carico della assistenza didattica degli studenti.


Accanto a lui il presidente di Chorus Inside Umbria Alessandro Zucchetti, l’ente musicale che si è materialmente assunto l’onere di quello che era lo spettacolo musicale con cui si concludeva il pomeriggio. Sono infatti tre mesi che nell’aula di musica di palazzo Gallenga specifici docenti hanno iniziato un percorso di educazione sonora legata alla corporeità, l’unica possibile in un contesto di utenti provenienti da Asia e Africa, continenti che hanno una propria peculiare tradizione acustica.

Il laboratorio musicale, promosso dalla associazione Bamp ha elaborato al Gallenga una performance artistica che gli studenti hanno gioiosamente offerto al pubblico, ottenendo un coinvolgimento entusiastico di tutti i presenti. Canzoni ritmiche, body percussione e movimenti coreutici animati dai docenti Sabrina Bacaro, Luca Gregori, Cherles Raszl e Marina de Rosa, un turbinare di colori e un accendersi di bagliori sonori degni della migliore condivisione. Alla fine ogni studente ha pronunciato a voce alta il suo nome e il suo paese di origine, Costa d’Avorio, Nigeria, Afghanistan, Somalia, Bangla Desh. Difficile distaccarsi dalla fascinazione di un canto primigenio che ti trascina nel suo vortice perchè legato alle risorse acustiche provenienti dalla propria corporeità.

Nei volti di questi giovani rifugiati poteva cogliere il bagliore di una umanità che chiede solo di essere accettata. Conclusione esotica con una degustazione offerta da Caffè Timbuktu. E un XX giugno di spessore laico, come vuole la tradizione, ma animato da una profonda umanità.​

Written by Admin

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