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La scomparsa di Francesco Conestabile della Staffa, il cordoglio del mondo della musica

Il ricordo di Eugenio Becchetti

Lo avevamo visto poche sere fa, salire sull’organo di santa Maria Nuova in occasione della Notte Bianca delle chiese, mentre il suo maestro e sodale, Eugenio Becchetti, faceva sentire le risorse sonore dello storico Luca Blasi. Una presenza elegante e discreta la sua, sempre filtrata da quanto l’appartenenza a una delle più storiche famiglie della nobiltà perugina gli dettava. Ma la passione per la musica e per il restauro degli organi antichi gli aveva anche insegnato l’umiltà delle mani, il confrontarsi con la polvere del tempo e la spigolosità di legni antichi, l’immergersi nelle viscere di questi manufatti rosi dallo scorrere degli anni con la volontà di restituire suono e vita e polmoni silenziosi da secoli.

Pochi giorni dopo la disgrazia, a tumulazione avvenuta Eugenio Becchetti sente il dovere di ricordare questo giovane gentile e sfortunato che gli era sbocciato accanto come un figlio. Registriamo la sua testimonianza:
“Ho conosciuto Francesco Conestabile della Staffa nel 2004 in occasione del ripristino dell’organo Morettini del santuario di Montemelino. Era un bel ragazzo interessato alla musica e al lavoro che stavo facendo. Ci siamo trovati subito in sintonia e mi raccontò della sua passione per la musica e per l’organo in particolare, mi disse che suonava la chitarra elettrica e che amava il volo e l’equitazione.

Non capii bene chi fosse in quanto mi si presentò solo come Francesco Conestabile e al momento non feci il collegamento con una delle più antiche famiglie perugine. Più tardi, mentre cercavo notizie sullo strumento in questione, mi imbattei nel catalogo delle opere di Angelo Morettini da li pubblicato nel 1838 e vedendo la dedica “ a sua Eccellenza il Sig. Cav. Francesco Conestabile della Staffa Confaloniere di Perugia, mi resi conto che il giovane che avevo incontrato era il discendente diretto del Mentore di Morettini. Ovvero di colui che nel 1870 acquistò l’organo in occasione della soppressione del monastero di santa Giuliana. Facendone poi donazione al santuario di Montemelino.

Continuammo a frequentarci e mi accori che fra Francesco e mia figlia Elvira stava nascendo qualcosa che, anche a causa dei comuni interessi per la natura, i cavalli, la cinofilia e un modo di approssimarsi alla vita senza fronzoli e pregiudizi andava a costituire un patrimonio di sensazioni comuni.

Nel giro di pochi mesi Francesco accettò di collaborare con la mia attività e nel 2013 costituimmo la “Eugenio Becchetti % Co.s.a.s.”. In tal modo si stava definendo il progetto di riportare l’arte organaria perugina ai suoi antichi lustri. Appassionato cinofilo Francesco è stato uno dei fondatori del centro cinofilo “Randagility” di Castelvieto, profondendo a piene mani il suo impegno manuale, organizzativo e operativo.

Insieme a Francesco abbiamo lavorato insieme al restauro di tanti organi del territorio, tra cui vorrei ricordare il Morettini di santa Croce di Castiglion Fosco, opera prima di Angeli Morettini, i Collegi Onaosi di Perugia, la parrocchia di sant’Andrea a Pigli, chiesa del Gesù a Perugia, san Ponziano a Spoleto, monastero di Fonte Avellana, san Crispolto a Bettona, s. Francsco a Gubbio, santa Sabina a Fratta Todina, basilica di san Pietro, san Secondo a Città di Castello, Monte Vecchio della Pergola, Barchi, Collegiata di Contigliano, Papiano”.
Stefano Ragni

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