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Libri, esce per Luiss Press ‘Mitologie italiane’ di Pilati e Pugnalin

(Adnkronos) – ‘Mitologie italiane. Idee che hanno deviato la storia’. È il titolo del libro di Antonio Pilati e Riccardo Pugnalin, pubblicato dalla Luiss University Press, in uscita in questi giorni. I due autori leggono la storia italiana postunitaria attraverso la lente di due mitologie politiche: quella del primato nazionale fino al 1943 e quella dell’europeismo dopo il crollo del Muro di Berlino. Entrambe le mitologie hanno frenato di fatto, tranne alcune parentesi di slancio e sviluppo come la stagione degasperiana e il periodo craxiano, la crescita culturale, economica e sociale dell’Italia, imbrigliandolo in gabbie mitologiche non aderenti alla natura di un Paese così plurale e diversificato. Tuttavia, “forse oggi siamo entrati finalmente, a giudicare dai primi segnali di questo governo, in una terza fase di rilancio in cui riaffiorano gli elementi più pragmatici, più aderenti alle variegate realtà economiche e culturali del paese. Possiamo sperare che sia un periodo libero da ideologie, non più incasellato in una gabbia mitologizzata”, dichiara ad Adnkronos Riccardo Pugnalin, che vede la possibilità di una nuova stagione di “pragmatismo liberale e tutela delle vocazioni nazionali”.
 

La scelta nazionale unitaria e quella europea unita come elementi centrali delle scelte politiche dell’Italia non sono state in origine opzioni sbagliate, ma le loro mitologie hanno impresso un’“esasperazione, o accelerazione innaturale usata a fini strumentali” di due idee pienamente legittime. Nel primo caso – dal 1861 al 1943 – si è trattato dell’esagerazione e dell’eccessiva autostima dell’eccezionalità della storia italiana, “senza tenere invece conto di una più attenta evoluzione e plurale composizione” della società, della cultura e dell’economia. Una visione mitologica dell’Italia come “una forma di costrizione” che, declinata in chiave aggressiva, ha spesso condotto verso “avventure e lidi pericolosi”.  

La seconda mitologia – dal 1990 fino al presente – è stata di segno completamente opposto e ha esasperato l’idea di Europa sottoponendo l’Italia “all’autodeprezzamento di sé stessa rispetto alle altre nazioni europee. Si è passati quindi da una mitologia esaltante a una mortificante”. Ma “è sotto gli occhi di tutti oggi il risultato di questa scelta, con la sempre più difficile gestione europea di qualunque dossier”. Non è una critica al progetto europeo in sé ma all’esasperazione di quel mito che “ha impresso direzioni obbligate e non cogestite che ha fatto dell’Europa qualcosa che esiste solo sulla mappa ma non nella vita quotidiana”, e che “l’Italia ha subito per mancanza di una scelta decisa e forte da portare in sede comunitaria”. Anche su questo fronte, però, Pugnalin vede nell’attuale azione politica governativa i segnali chiari di una diversa tendenza “che scorre non solo in Italia ma anche in altri paesi e che probabilmente ci farà respirare aria nuova e libera da mitologie anche in Europa”.  

Written by Adnkronos

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