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Oltre 130 ragazzi all’auditorium Santa Cecilia per parlare di libri e passione per la scrittura

Incontro con l’autore: studenti delle scuole Fabretti e San Paolo di Perugia vis-à-vis con lo scrittore Paolo di Paolo

Accorciare le distanze tra il mondo dei libri e quello dei ragazzi, spingerli oltre il piacere della lettura per fare cogliere loro anche il piacere della critica, della riflessione. Anche attraverso il confronto vis-à-vis con gli autori dei libri letti sui banchi di scuola.

Questo il senso dell’iniziativa che si è svolta all’auditorium Santa Cecilia, a Perugia, dove oltre 130 ragazzi, studenti e studentesse della scuola primaria Fabretti e della scuola secondaria San Paolo, hanno incontrato lo scrittore e autore di numerosi libri di successo, Paolo di Paolo. Una platea di ragazzi appassionati hanno rivolto all’autore domande sulla sua vita, i suoi lavori, spaziando anche, prendendo come spunto alcuni articoli di giornale scritti da Di Paolo, su temi di attualità come l’immigrazione e l’ambiente.

“Io ho sempre pensato che la letteratura e la scrittura sono una forma di dialogo – ha detto Di Paolo rivolgendosi agli studenti -. Un libro nasce nella solitudine, magari scritto in una stanza, ma dal momento in cui esce nelle librerie è li che comincia il dialogo creando una zona comune in cui i sentimenti di chi ha scritto  e quelli di chi ha letto si incontrano, si uniscono”. Di Paolo ha raccontato la sua esperienza di scrittore, ha parlato di quelle che sono le difficoltà ma anche le soddisfazioni di chi sceglie la scrittura come passione. L’autore ha parlato dei libri ma anche dei giornali, di informazione, di notizie, di come come è cambiata la scrittura e il modo di informarsi. “Credo che questo tipo di incontri nelle scuole – ha detto Paolo di Paolo parlando dell’iniziativa – servano a ricucire una distanza almeno apparente tra il mondo dei libri e il mondo di ragazzi e ragazze. Non sempre, soprattutto nei piccoli centri, c’è l’abitudine a frequentare la libreria. A volte quindi si può avere l’impressione che ciò che si studia a scuola è materia inerte, fredda, algida in qualche modo, distante dalla vita del quotidiano, del presente. Vedere uno scrittore in carne e ossa non è un valore di per se ma è un valore soprattutto relativo al fatto che tu metti a fuoco, soprattutto a 11 o 12 anni, che lo scrittore esiste esattamente come vedi certi personaggi in tv o nei social. Capisci che esiste qualcuno che dedica la sua vita a generare, scrivere e raccontare storie. Queste iniziative posso definirle un tentativo di confidenza che accorcia una distanza. Se si riesce a creare un varco, nell’arco di una ora e mezza, in cui gli sguardi e l’attenzione dei ragazzi si fissa su qualcosa che loro stessi non avevano previsto di trovare interessante, questa credo sia una vittoria”. “La nostra scuola ha l’educazione alla lettura come priorità assoluta – ha detto Viviana Simonetti, insegnante di Lettere alla scuola secondaria San Paolo –. L’incontro con l’autore è una delle possibilità che noi ogni anno sperimentiamo, dando ai ragazzi la possibilità di conoscere almeno uno scrittore. Per il terzo anno consecutivo, inoltre,la nostra scuola partecipa al Premio Strega ragazze e ragazzi, nella sezione 11+. Cerchiamo di stillare nei ragazzi non solo il piacere della lettura ma anche il piacere della critica letteraria, dell’espressione di un giudizio rispetto alla lettura, che può anche essere negativo ma che ci deve aprire degli interrogativi e che ci deve mettere in dialogo con la nostra interiorità”.

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