Insieme agli autori (Meniconi-Allegrini) il magistrato Giuseppe Severini e l’archeologo-attore Paolo Braconi
(Perugia) Un pomeriggio di legal-peruginità. Il primo evento di UmbriaLibriOff, anteprima di Umbria Libri 2025, in cui l’editore Morlacchi ha messo in vetrina uno dei prodotti di punta della sua vasta e qualificata produzione libraria.
La versione in lingua perugina della nostra Carta è un’articolazione del progetto nazionale, nato per esaltare l’identità delle parlate regionali. Non un nostalgico come eravamo, ma un’operazione di salvaguardia e tutela di un portato che non è solo linguistico, ma storico-identitario e antropologico.

Questo il senso dell’operazione che il peruginologo, nostro collaboratore, Sandro Allegrini, ha portato a termine, con la consulenza giuridica di Beatrice Meniconi, Consigliere della Corte dei conti presso la Prima sezione giurisdizionale centrale di Appello di Roma, Ufficiale ordine al merito della Repubblica Italiana. Beatrice, non dantesca ma esperta giureconsulta, ha verificato la congruità della versione perugina rispetto ai principii sanciti dal Documento fondamentale della nostra Nazione.
A dare una mano nella lettura di alcuni articoli, un grande attore che calca le scene da qualche decennio: prima con la Compagnia magionese e poi col Canguasto di Mariella Chiarini. Braconi è archeologo di vaglia con all’attivo oltre 60 campagne di scavi. È archeostorico col pallino della divulgazione alta, oltre che deciso ricercatore nel campo dell’archeofood, avendo inventato delizie come la farsiccia (salsiccia di farro). Spirito ironico, divertito e divertente, ha proposto una lettura rigorosa e insieme arguta di alcuni passaggi del documento.
La dottoressa Beatrice Meniconi ha dato lettura della comunicazione di saluto inviata dal magistrato Vito Tenore cui si deve l’idea primigenia dell’iniziativa. Soffermandosi su alcuni articoli la cui attualità e validità sono ulteriormente confermate e rafforzate dagli eventi in atto nello scacchiere nazionale e non solo.
Grandi elogi alla pittrice perugina Serena Cavallini che ha realizzato un copertina di unanime apprezzamento, oltre alle tavole all’interno per una narrazione perugina intensa e coinvolgente. Complimenti unanimi al lavoro editoriale di Martina Galli per la cura e la pazienza certosina con le quali si è accinta a un impegno non facile e felicemente condotto a termine.
Giuseppe Severini, presidente di Sezione emerito del Consiglio di Stato, ha intrattenuto il qualificato uditorio con riflessioni e informazioni di sicuro interesse. Oltre alla panoramica legata alle isole italiane e alle rispettive Carte costituzionali, ha allargato lo sguardo sull’Europa, riscuotendo un’attenzione rispettosa e motivata.

In particolare, circa la perspicuità della forma linguistica della nostra Costituzione, Severini ha citato la revisione formale affidata allo studioso cortonese Pietro Pancrazi. Senza dimenticare che uno dei padri costituenti è anche il nostro Walter Binni che ascoltò i suggerimenti accorti dell’amico Aldo Capitini.
È stata una rivelazione inedita e sconosciuta ai più questo nesso del grande letterato, laureato in giurisprudenza, ma vocato alla letteratura. Tanto da aver collaborato con storiche testate come “La Voce”, “Il Ponte” e “Il Corriere della Sera” e aver partecipato alla Resistenza. Un’informazione che, data la vicinanza di Perugia con la città di Cortona, e la comune appartenenza etrusca, ha fornito carburante alla motivazione di questa traduzione nella lingua del Grifo.
Al termine della partecipata presentazione, un brindisi e qualche scatto col libro. Oltre al tavolo dei relatori, una, intergenerazionale, dell’autrice e una dell’autore in compagnia dell’editore di questo giornale.
In attesa di altre presentazioni rivolte alla città in generale e anche a target specifici come ragazzi delle scuole, Ordini professionali, Associazioni nelle rispettive sedi. La prossima, in data 13 novembre, alla Fondazione Perugia con gli autori, il prefatore Severini e il magistrato Fausto Cardella.













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