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Un inno a Stefano Bollani per la sua performance a Umbria Jazz

// di Francesco Cataldo Verrina //

Bollani sono sempre io, Bollani e bollori, il mutante genetico, l’adattivo, il redivivo, l’uomo per tutte le stagioni, le quattro stagioni, una pizza usa e jazz in scatola per alimenti formato famiglia. Bollani l’epitome del contrappunto sterilizzato e surrogato, consegnato al fruitore come un Glovo tramite un app. Bollani il jazz ed il contrario del jazz, ossia lo zzaj, zap, rai e dai, dille e dalle, le mille bolle blue, cuccuruccù. Bollani piace, Bollani suona piano e forte, forte e chiaro, una transazione tra e-bay e Bahia, l’animatore del festival e della fiesta, Bollani tiene testa, sa parlare, sa cantare ed ululare alla luna, e la luna bussò alle porte del sole, ‘o sole mio, il formaggino mio.

Bollani perde il pelo ma non il Tizio, perde Caio ma non Sempronio. Bollani tiene ‘o core italiano, fa piangere con lacrime napulitane e tu vo fa l’americano. Carosone, bontempone, Rava e scava, Ava come lava, tip e tap, tricche e ballacche. L’uomo solo al comando, il piano solo, solo al piano, sempre ben accompagnato: padre, ex-marito e compagno innamorato. Bollani e le donne, le sue donne, son tutte belle le donne del mondo. Bollani in prima linea, linea di confine tra jazz, gezz e jass. Bollani il mio regno per il cavallo di viale Mazzini 14, il maestro Manzi del prime time, il Piero Angelo della divulgazione jazzistica semplificata, io mammeta e tu, camminando per Toledo, Madrid e Saragozza. Bollani big band, big bang, big Jim, bingo bongo quanto è bello il mondo del jazz, senza meno, senza nero, senza wolf, sense of wonder.

Bollani le sette note, le sette meraviglie del pianismo, del tricotismo e del gargarismo, dell’infinito amore per la melodia italiana, per il made in Italy, per il medio, l’indice e l’anulare, perché in medio stat virtus, stabat mater, mater certa est, est modus in rebus, anagramma e cruciverba. Bollani sul palco, italico seduttore, incantatore di serpenti, serpenti a sonagli, a sonetti, a madrigali, in rima baciata, in rima alternata, scale di blues, scale anti-incendio, scale mobili, la donna è mobile ed io mi sento tanto mobiliere, la donna è mobile qual piuma la vento, vento dell’Est, vento dell’Ovest, vento in poppa, puppe a pera, perepepè, finiscila Peppe!

Bollani happening, happy days, the day after and the day before, uno, bino e trino, trito, Pedrito El Drito, Mighel soy siempre mi, el merendero in cordigliera da mattina a sera, Maracaibo mare forza nove, la prova del nove, prova e riprova, canta che ti passa, come è bello far l’amore da Perugia in su, tre civette sul comò, un sogno americano nel cassetto del comò, com’è, come va, pesce fritto e baccalà. Bollani latino, bussa e bossa, bush in the bush, mistero del verbo, verbo intransitivo, interattivo, interplay, don’t play that song for me.

Bollani me and you, lo yin e lo yang, lo sturm und drang, il drago, il mago, il prestidigitatore sui tasti, sui testi, sugli scritti, sul pentagramma, sul grammofono, sul cucuzzolo della montagna. Bollani la tonica e pentatonica, l’acqua tonica che sgorga dalle sorgenti, depurativo e curativo delle umane paturnie. Bollani collirio, collutorio, collezione Harmony, colazione da Tiffany, colazione a letto, la donna cambia letto ma il fiume no, romantico ottocento, collana di perle, con lana misto lino, collana editoriale, romanzo d’appendice, d’appendicite, never ending story, love story, spy story, mistero, mister X, Malcom X, mal comune mezzo municipio. Il soul e il sol, il bop e il bip, il mi minore e re maggiore, il re è nudo, il si bemolle, il materasso a molle, il bidibodibù e il bibibodibà.

Bollani da urlo, grullo, brullo, trullo di Alberobello e impossibile, col suo sapor mediorientale, mediano, portiere, terzino, attaccante, libero pensatore, pensieri e parole, pensiero stupendo nasce un poco strisciando, striscia la notizia, la nota, la novella, accordi e disaccordi, dissonanze, rimembranze, rime baciate, rime alternate, confluenti, i parenti sono i denti, a denti stretti, stretti abbracciati sul plaid, sambariò, samba pa ti, samba di una nota sola, il ragazzo di Ipanema. Bollani il pianista sull’aceto, sottaceto, sottaciuto, sotto la panca dell’uomo col donca, sottolio, sottovuoto sottosuolo, sosttoscale, sottosopra e sul finale tanti auguri a te, in campagna ed in città per i cinquant’anni di Umbria Jazz, Bollani buonanotte ai suonatori et sic transeat Gloria Gaynor.

www.doppiojazz.it

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