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Usl Umbria 1, il Centro Dai Città della Pieve riapre le porte ai giovani

Nei mesi estivi la struttura accoglie i giovani tra i 12 e i 19 anni. Nel 2022 il Centro ha ospitato, in diverse modalità, 240 pazienti

Città della Pieve, 23 giugno 2023 – Il Centro Dai dell’Usl Umbria 1 di Città della Pieve, diretto dalla dottoressa Laura Dalla Ragione, riapre le porte ai giovani di età compresa tra i 12 e i 19 anni, provenienti da tutta Italia. Come ogni anno, da giugno a settembre, la struttura accoglie giovani pazienti affetti da obesità e da disturbo da alimentazione incontrollata. Da quasi quindici anni il Centro è riconosciuto come un punto di riferimento d’eccellenza italiano per la cura e la riabilitazione; dal 2020, inoltre, è “Centro Nazionale di Elevata Specializzazione”, accreditato dalla Società Italiana dell’Obesità (Sio).

La struttura è stata recentemente ingrandita: accoglie 19 pazienti in regime residenziale e 10 in regime diurno; molti di loro sono poi seguiti in ambulatorio. Nel 2022 sono state circa 240 le persone che hanno avuto bisogno, nelle diverse modalità, del supporto del Centro Dai.

“Tutte le rilevazioni statistiche – spiega Laura Dalla Ragione, responsabile Centro Dai e Rete Dca dell’Usl Umbria 1 purtroppo continuano a mettere l’Italia in cima alla lista dei paesi europei per il numero di bambini obesi, nonché far emergere numeri sempre crescenti di obesi anche gravi, nelle altre fasce di età. L’Umbria non è più un’isola felice e si stima, secondo la rilevazione di Okkio alla Salute, che il numero dei bambini, che ne soffre, sia intorno ai 20.000. L’obesità in quella fascia di età, oltre che essere un fattore di rischio importante per l’obesità adulta, è fonte di grande sofferenza per i ragazzi, oggetto di bullismo e di cyberbullismo”.

Il Centro Dai, con un lavoro a 360 gradi che coinvolge molti professionisti (medici, psicologi, educatori tecnici della riabilitazione psichiatrici), propone un programma sempre più rispondente alla crisi profondissima che affligge un’intera generazione, sempre più schiava dei social media e di un ideale di successo e felicità.

Come spiega il dottor Simone Pampanelli, endocrinologo e responsabile dei Percorsi nutrizionali, che collabora con l’Usl Umbria 1 nella struttura di Città della Pieve: “La forza e la specificità del trattamento è il lavoro in gruppo, in quanto questo determina un’azione reciproca tra gli individui coinvolti, un’interazione delle pluralità e la formazione di un legame profondo tra chi si trova a vivere la stessa fragilità emotiva che invade non solo la dimensione del corpo e del cibo, ma chiaramente ogni elemento della vita del ragazzo”. Condividere, infatti, le esperienze di vita con gli altri in gruppo può essere molto efficace nel contribuire a ridurre sentimenti profondamente angoscianti, sensi di colpa, vergogna, la tendenza all’isolamento, la svalutazione etc. e può portare ad importanti intuizioni sulle strategie per il recupero.

Anche nel lavoro nutrizionale proposto viene offerta la possibilità di sperimentare qualcosa di diverso dalla solita dieta portando, invece, i pazienti a lavorare ognuno sul proprio specifico rapporto con il cibo e l’alimentazione, avendo come obiettivo quello di orientarli verso uno stile alimentare sano e che sia attento anche alle esigenze personali.I ragazzi partecipano ogni settimana a gruppi specifici nei quali ottengono informazioni sulla buona alimentazione al fine di poter scegliere in maniera consapevole ogni alimento, anche in relazione al rientro a casa una volta terminato il percorso riabilitativo.

Durante la riabilitazione nutrizionale con i ragazzi viene valorizzata molto la parte esperienziale, proponendo numerosi laboratori di cucina in cui i ragazzi possono cucinare nella grande cucina (recentemente rinnovata) che aiutano l’adolescente a ri-scoprire nuovamente il gusto nell’alimentazione e il piacere del cibo, i suoi significati relazionali anche in riferimento ai legami con le figure familiari di riferimento e di comprendere una nuova modalità di manipolazione della materia alimentare che possa portare alla riscoperta di un contatto positivo e benefico con esso.

Ogni giorno, inoltre, i ragazzi vanno a camminare nelle splendide campagne intorno a Città della Pieve, con una esperienza di contatto con la natura straordinaria. Molte sono le attività inserite: due volte alla settimana la piscina di Chianciano accoglie i ragazzi; un maneggio di cavalli diventa un laboratorio di esperienza di ippoterapia, utilissima; previsti corsi di ballo, che riscuotono un grande successo.

Al percorso nutrizionale si interseca quello psicologico, che cerca di lavorare sulle grandi ferite che i ragazzi di oggi portano in se stessi come un pesante fardello che si è trasformato in corpo. “Il corpo resta uno dei principali temi trattati con i ragazzi – prosegue la responsabile del Centro Dai – durante il programma terapeutico, cercando di favorire la simbolizzazione delle forme corporee e lavorando insieme a loro sulla metabolizzazione dei significati che in se stesso nasconde, rompendo l’idea popolare che il peso è direttamente collegato al valore personale e al raggiungimento degli obiettivi di vita. L’innovativa tecnica della ‘Terapia dello Specchio’ supporta in modo potente questo cambiamento di rotta rispetto al concetto pericolosamente narcisista che magrezza equivale a successo e bellezza, assunto che alimenta i principali disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Il lavoro psicologico si propone di avviare un percorso individuale di ridefinizione positiva del soggetto, della sua individualità e delle proprie capacità, rimandando all’adolescente un senso di maggiore autostima che possa svincolarsi dal peso e dalla sua rappresentazione numerica”.

Nel Centro, durante il percorso, si lavora anche con i familiari, punto cardine del trattamento. “Anche le situazioni familiari contribuiscono spesso al mantenimento della patologia – sottolinea Dalla Ragione – e molti sono gli studi nella letteratura internazionale che mettono in evidenza come, nello stesso ambiente familiare, ci sia da parte di tutti i membri confusione e difficoltà nella gestione del cibo, delle frustrazioni e delle emozioni. Il Ministero della Salute ha identificato, inoltre, nella sedentarietà una delle maggiori cause dell’obesità. Per questo motivo il Centro prevede un programma giornaliero di attività motoria all’aperto ed altre attività come fisioterapia, riabilitazione in acqua o danza per favorire il ripristino di una corretta attività fisica, elemento spesso quasi del tutto scomparso nella vita dei nostri ragazzi a favore del mondo virtuale. Per questo motivo durante il percorso l’uso di cellulari, tablet e pc è limitato a favore della parole e dello scambio attivo di sogni e desideri tra i ragazzi, ormai decisamente disabituati a questa attività”.

“L’obiettivo profondo di questo grande progetto, – conclude Dalla Ragione – nel quale sono investite numerose risorse e professionalità, è quello di ridare una possibilità in più a questa generazione di adolescenti così fragili e apparentemente smarriti in una realtà altamente tecnologizzata ma allo stesso tempo fredda e poco attenta ai bisogni dell’anima”.

Written by Redazione

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