Condanna delle violenze contro i cristiani in Cisgiordania e invito universale a ricercare la riconciliazione
(Assisi)In un momento di profonda tensione che scuote la Terra Santa, la comunità cristiana e le istituzioni religiose si uniscono nel richiamo alla pace e alla non violenza. La recente escalation di violenze contro le comunità cristiane in Cisgiordania ha suscitato dolore e preoccupazione, spingendo i leader religiosi a condannare fermamente ogni atto di aggressione e discriminazione.
Il Custode del Sacro Convento di San Francesco in Assisi, fra Marco Moroni, OFMConv, ha espresso con forza la condanna di tali violenze, sottolineando che “a Dio non si addice la violenza”. In una dichiarazione trasmessa dal Patriarcato Latino di Gerusalemme, Moroni ha ricordato come la Bibbia, condivisa da ebrei e cristiani, richiami alla pace e alla giustizia, invitando tutti a lasciar perdere l’inimicizia e a costruire ponti di riconciliazione.
“Non è questo il tempo dell’odio e della vendetta, ma quello di gesti di collaborazione e di rispetto reciproco”, ha affermato il religioso. La sacra Scrittura, ha aggiunto, invita a vedere nei messaggeri di pace i veri portatori di bene, sottolineando che “Dio regna nella giustizia e nell’amore: a Dio non si confanno né violenza né ingiustizia”.

L’appello si rivolge a tutta la comunità internazionale affinché riconosca il valore di ogni essere umano, promuovendo la fraternità e il rispetto reciproco come strumenti di vera prosperità. La speranza è che, seguendo l’esempio di san Francesco, che dedicò la sua vita alla riconciliazione tra nemici, si possa intraprendere un cammino di pace duraturo.
Moroni ha concluso ricordando che “beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9), e ha auspicato che il messaggio di riconciliazione possa ispirare azioni concrete per fermare la spirale di violenza e discriminazione che minaccia la stabilità della regione.
In un momento così delicato, il richiamo universale alla pace e alla fratellanza si fa ancora più urgente, riaffermando che il rispetto e la collaborazione tra tutti i popoli sono la strada per un futuro di speranza e di convivenza pacifica.













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