Resoconto conferenza stampa Foligno in Comune

Riceviamo e pubblichiamo

Lunedì 22 Aprile, in occasione della giornata internazionale della Terra, Foligno in Comune ha presentato, presso il Laboratorio delle idee – sede Comitato elettorale – Via Mazzini, 15 Foligno, il programma per l’ambiente.

Hanno partecipato, Vincenzo Falasca, Presidente Foligno in Comune e architetto, Sara Tiberi, Docente e RSU FLC-CGIL, Diego Mattioli Esperto in progetti comunitari di sviluppo e tutela ambientale. Era presente anche Mauro Masciotti Candidato Sindaco al comune di Foligno, che si è detto profondamente colpito dalla qualità della proposta di Foligno in Comune.

Il titolo del documento programmatico “Cambia il clima” è al contempo un’affermazione e un’esortazione a che ognuno giochi il proprio ruolo nell’azione contro i cambiamenti climatici, ma anche nel far cambiare il clima politico a Foligno.

Falasca e Mattioli hanno toccato i cinque punti programmatici cardine in tema di ambiente:

1. Persone e Ambiente al centro di un nuovo patto per lo sviluppo del territorio. La rivoluzione introdotta dalla direttiva comunitaria sulla Responsabilità Sociale d’Impresa comporta un profondo processo di cambiamento delle dinamiche di competitività del tessuto produttivo. In questo contesto il benessere dei lavoratori, la conciliazione dei tempi, lo sviluppo di carriera, da un lato, il rispetto del territorio e delle sue matrici ambientali dall’altro, divengono ambiti nei quali l’azienda deve investire per poter essere competitiva. C’è dunque bisogno di un Patto dello Sviluppo del Territorio in cui Sviluppo, Persone e Ambiente siano gli assi introno ai quali costruire il futuro industriale di Foligno. E’ necessario declinare nelle realtà sociali e  imprenditoriali in quelle dinamiche  insite nell’innovazione e di quanto oggi viene chiamata Industria 5.0; ovvero un percorso basato sulla cooperazione e su un rapporto sano  uomo-macchina l’obiettivo di dare un valore aggiunto al lavoro, ai lavoratori e anche l’ambiente.

2. Le sfide per la Foligno di domani: cambiamenti climatici, azioni di resilienza e rigenerazione urbana

La sfida climatica diviene oggi il centro intorno al quale ripensare tutti i documenti di programmazione del territorio:

Nuovo Piano Regolatore Generale basato su: 

  • Stop al consumo di suolo e riqualificazione degli spazi edificati;
  • Pedonalizzazione, riacquisizione degli spazi pubblici di socialità, promozione dell’economia del centro e valorizzazione delle attività artistico culturali
  • Sviluppo urbano policentrico: periferie come luoghi di socialità, cultura e attività economiche.

Strategia urbana per il clima e la biodiversità basata su

  • Progettazione di una infrastruttura verde delle aree urbane e periurbane che diventi strumento di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e hotspot di biodiversità (orti urbani e coltivazioni albore locali)
  • Interventi di manutenzione e gestione della rete fluviale a partire da Topino e includendo il reticolo fluviale secondario per garantire la resilienza in caso di eventi meteorici estremi
  • Definizione di un piano di gestione e manutenzione del verde urbano e della sentieristica in collaborazione con la cittadinanza le associazioni e le imprese del territorio

Piano energetico comunale basato su:

  • Piani di riqualificazione energetica di edifici pubblici e privati
  • Consumi privati: politiche dedicate a combattere il fenomeno della povertà energetica; incentivi alla riduzione dei consumi da riscaldamento e raffreddamento
  • Patrimonio pubblico: tecnologie domotiche che ottimizzino i consumi; revisione dei contratti di approvvigionamento energetico verso il 100% rinnovabile certificata
  • Ampliamento della rete di ricarica per auto, scooter e bici elettriche
  • Azione di animazione territoriale per far attivare CER (Comunità Energetiche Rinnovabili) in areali omogenei (frazioni, grandi quartieri, periferie)

3. La sfida “dolce” per la mobilità urbana ed extraurbana.

L’attuale PUMS (Piano Urbano Mobilità Sostenibile), approvato dalla presente amministrazione, sta dimostrando tutta la propria inadeguatezza aumentando i fattori di rischio stradale e se possibile peggiorando ulteriormente i dati sulla sicurezza stradale e sulla qualità dell’aria. La nostra proposta è di rivedere profondamente il PUMS, ripensandolo in una logica di interconnessione con l’intero sistema della mobilità della Valle Umbra Sud e ponendo al centro i concetti di mobilità dolce e intermodalità.

In concreto il nuovo Piano si basera su 7 pilastri:

  • Rete della Mobilità Pedonale,  chiusura del centro storico e ridefinizione del sistema di parcheggi e interconnessione con servizi di mobilità urbana gratuita che garantiscano una rete integrata delle mobilità urbana
  • Ciclopolitana urbana e extraurbana per connettere  tutte le aree della città e dei quartieri circostanti con una rete di ciclabili realizzate all’interno della sede stradale
  • Potenziamento Trasporto Pubblico Locale per garantire  la connessione puntuale di tutte le aree della città e delle frazione introducendo il sistema del “servizio a chiamata” che garantisce il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia del servizio
  • Percorsi “Casa-Scuola” e “Casa-Lavoro” a piedi e in bicicletta d’intesa con le scuole e le aziende attivando azioni di incentivazione e comunicazione diffusa.
  • Una diversa logistica delle merci in ambito urbano dove l’”ultimo miglio” sia coperto da mezzi elettrici o da cargo-bike;
  • “Città 30” Zone 30 realizzate con dissuasori, percorsi ridisegnati e sistemi di controllo in ogni aria residenziale (da realizzare a valle di quanto detto sopra)
  • Introdurre la figura del Mobility Manager d’area al fine progettare  e programmare quanto sopra esposto nonché recuperare fondi nazionali ed europei

4. Verso un’economia circolare dei rifiuti a Foligno: una la rivoluzione possibile

Lo stato in cui versa il sistema di gestione dei rifiuti è allarmante, anche se nel nostro territorio esistono realtà industriali virtuose che si occupano di riciclo (vedi biodigestore per il riciclo della frazione organica e la Cartira di Trevi).  Il punto debole di questo territorio rimane il servizio per cui a livello di % di raccolte, la Valle Umbra Sud è il fanalino di coda a livello regionale con percentuali di raccolta differenzia preoccupantemente al di sotto degli obiettivi regionali e nazionali. La nostra idea si basa sui principi cardine:

  • Estendere all’intero territorio comunale i servizi porta a porta attuando una riprogettazione dei servizi partecipata e comunicata in modo puntale con la cittadinanza
  • Investire per la progressiva attuazione della tariffa puntuale (chi differenzia di più paga di meno),
  • Miglioramento della rete dei centri di raccolta e attivazione di nuove filiere di recupero (oli esausti ad esempio)
  • Creare una rete di centri di separazione e riuso;
  • Introdurre politiche di riduzione rifiuti alla  fonte, quindi più casette dell’acqua, azioni plastic-free  (come da normative vigenti) negli esercizi pubblici e negli eventi.
  • Promuovere il miglioramento della frazione organica e della promozione  del compostaggio domestico e del compost per usi agricoli;

Al contempo si deve continuare ad investire perché si sviluppi una rete regionale di poli di riciclo,  al di  fuori della logica dell’incenerimento della regione per cui si al potenziamento dell’impianto di selezione di VUS mai partito in modo che venga garantito l’avvio al riciclo delle principali matrici di rifiuto secco  (plastica, vetro, metalli etc)

5. Una montagna di opportunità: le politiche di salvaguardia e sviluppo della montagna folignate.

La montagna folignate è una straordinaria risorsa. Fornisce acqua buona ed aria pulita, dispone di una importante infrastruttura culturale (area di Plestia, Museo archeologico, Museo dell’Oasi, Aula Verde dell’Altolina, Ecomuseo del Menotre, archeologia industriale a Pale e Rasiglia, castellieri medievali, fontane storiche, pievi, ecc.) e va accompagnata verso un rinascimento economico ambientale e sociale, dopo una fase di abbandono e marginalizzazione. Il suo sviluppo deve basarsi sulla gestione degli equilibri dinamici tra uomo, risorse naturali e biodiversità, con azioni tese a mitigare i conflitti tra queste dimensioni: il dissesto idrogeologico, la perdita di territorio e risorse umane, lo sfruttamento improprio delle risorse idriche ed ambientali, l’espansione del bosco.

La nostra proposta di sviluppo sostenibile nei territori marginali si basa su tre idee forza:

  • Integrazione di redditi di diversa origine: turismo, agricoltura biologica, forestazione sostenibile, manutenzione del territorio, produzioni tipiche, razze autoctone (quindi intercettazione dei fondi PSR dedidati al settore)
  • Tutela e valorizzazione della biodiversità, anche come leva di filiere turistiche di qualità secondo l’approccio della Carta Europea del Turismo Sostenibile
  • Investimento nel valore scientifico, culturale e storico del territorio a partire dalla storia della rete idrica sotterranea (sorgenti) e superficiale (fiumi)

Un approfondimento a parte è stato dedicato da Sara Tiberi che in qualità di docente ha sottolineato che  siamo di fronte a sfide globali senza precedenti e che è necessario agire con urgenza e determinazione per affrontarle.

Uno dei pilastri fondamentali per affrontare queste sfide è l’educazione.

La scuola svolge un ruolo cruciale nel formare cittadini consapevoli, responsabili e pronti a contribuire al benessere della società e dell’ambiente. Attraverso l’educazione civica e l’integrazione di contenuti legati allo sviluppo sostenibile in tutte le materie, noi insegnanti trasmettiamo ai nostri studenti conoscenze, valori e competenze essenziali per promuovere uno stile di vita sostenibile e rispettoso dell’ambiente.

Tuttavia, affinché questo obiettivo sia raggiunto pienamente, è necessario un impegno congiunto tra la scuola, la comunità e le istituzioni locali,  e queste ultime hanno un ruolo cruciale di mediazione tra la scuola e il territorio.

È responsabilità delle istituzioni fornire risorse, supporto e infrastrutture necessarie per rendere praticabile ciò che noi professori insegniamo.

Tiberi ha proseguito con alcuni esempi: “se io parlo ai ragazzi di raccolta differenziata e poi gli stessi ragazzi, uscendo da scuola, spesso non trovano il cestino dove buttare la carta della merenda o la bottiglia dell’acqua, se la devono portare dietro, e vedono in terra di tutto,  finiscono per fare altrettanto.

E’ stato provato scientificamente che, di fronte ad un edificio abbandonato in una zona degradata, prima o poi ci sarà qualcuno che prenderà un sasso e spaccherà i vetri, o magari qualcuno ci porterà rifiuti di ogni tipo.

Altro esempio, a scuola si insegna l’importanza della mobilità dolce, ossia un tipo di mobilità sostenibile, in cui si utilizzano piccoli veicoli elettrici o mezzi non motorizzati per spostarsi, e Foligno città lo permetterebbe essendo quasi completamente in pianura.

Invece il comune non aiuta questo percorso. Continua  a permettere che i genitori accompagnino i figli fino all’entrata delle scuole, visto che il centro storico è in quegli orari aperto, fornisce come servizio il trasporto con gli autobus esclusivamente al Plateatico, dove si concentrano  tutti i mezzi, tra l’altro con una viabilità pericolosa.

Non si parla mai di pedibus, di delocalizzazione delle fermate autobus, e sfido chiunque a rendersi conto di tutto ciò venendo a vedere negli orari di entrata ed uscita delle scuola la situazione.”

In definitiva, ogni azione pedagogica è vana se ciò che hai imparato non può essere tradotto in pratica e questo è tanto più pericoloso quando l’impossibilità della pratica è responsabilità di un ente locale non collaborante.

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