Virgilio di lusso: il nostro collaboratore, storico del Cinema e critico Carlo Guerrini
(Inviato Cittadino)
(Perugia) – Non è la prima volta che Carlo Guerrini, accanito e attrezzato cinefilo, accompagna un manipolo di amanti della Decima Musa per vie e piazze di Perugia, alla ricerca dei luoghi nei quali vennero girati film importanti.
L’occasione è fornita dalla 11.ma edizione di PERSO, Perugia Social Film, che ha messo solide radici fra i travertini della nostra città e che si conclude oggi, 8 ottobre.

Ci facciamo raccontare succintamente il percorso seguito, un po’ variato rispetto a quello degli anni scorsi.
“Ho iniziato lo scorso anno a fare il Tour “pedonale”, grazie a Luca Ferretti e Fabio Melelli che me lo hanno proposto. Nel 2024 siamo partiti da Porta Sole e lo abbiamo concluso ai Giardini Carducci, un itinerario che ha varcato non di poco la soglia prestabilita delle due ore. Quest’anno ho pensato di accorciarlo un pochino e modificarlo, per non essere ripetitivo e aggiornarlo ad altri film girati a Perugia”.
Quale, dunque, il percorso?
“Siamo partiti dall’Hotel Sangallo Palace, dove soggiornava nel 2023 la troupe di MIXED BY ERRY di Sidney Sibilia, base utile per arrivare al dismesso Carcere di Piazza Partigiani, dove sono state girate alcune scene (nella fiction Poggioreale) della reclusione dei fratelli Frattasio, i protagonisti della vicenda. Il regista ricorda che erano giornate fredde e piovose. Poi siamo risaliti verso l’acropoli passando per le scale mobili interne alla Rocca Paolina. In via Bagliona abbiamo ricordato i film girati all’interno, come UN INCIDENTE DI PERCORSO del perugino Donatello Alunni Pierucci; UNA DOMENICA SÌ di Cesare Bastelli, direttore della fotografia dei film di Pupi Avati che proprio in quell’anno, 1986, girava alla stazione REGALO DI NATALE (la famosa scena iniziale); FRANCESCO di Liliana Cavani, che vi ricostruì l’Assisi medioevale e che attirò il gentil sesso, ansioso di rubare immagini del protagonista Mickey Rourke. Sosta dovuta, po,i ai Giardini Carducci, dal cui panorama si affacciano i protagonisti Elena e Giorgio del film del 1943 UOMINI E CIELI di Francesco De Robertis, opera nata come prodotto di propaganda ma poi uscita, con una revisione dei dialoghi, nel 1947. Da lì Elena mostra all’uomo lo Stadio Santa Giuliana, risalente al 1937 su progetto di Giuseppe Lilli. Piazza Italia e il Brufani sono invece i luoghi caratteristici del film BUFERE di Guido Brignone (1953), con il matrimonio tra Jean Gabin e Carla Del Poggio, i coniugi Sanna, messo in pericolo dalla perfida Silvana Pampanini, che in una scena sale la scalinata di Via Grecchi per dirigersi verso l’Hotel Brufani dove alloggia, artista di uno spettacolo che si svolge al Teatro Pavone in Piazza della Repubblica”.

E per i film di genere?
“Qui un’altra tappa è d’obbligo, perché il cinema sexy anni ’70 vi ha ambientato scene di ADOLESCENZA PERVERSA (José Benazeraf) con Femi Benussi e del mitico LABBRA DI LURIDO BLU di Giulio Petroni con la coppia Corrado Pani e Lisa Gastoni. Film pruriginosi e libertini hanno dominato quel decennio insieme alle opere strappalacrime come L’ULTIMA NEVE DI PRIMAVERA e IL MAESTRO DI VIOLINO col grande Mimmo Modugno. Quest’anno ci siamo poi fermati in via Mazzini e in Piazza Matteotti, non solo perché luoghi del thriller UN DELITTO POCO COMUNE di Ruggero Deodato, poi programmato al cinema Méliès, ma anche perché lì ha girato almeno due scene Francesca Archibugi per un film che vedremo entro l’anno, ILLUSIONE, con Jasmine Trinca, Michele Riondino e Vittoria Puccini”.
E quanto ai luoghi storici dell’acropoli?
“La chicca del tour è stato l’ingresso al Nobile Collegio della Mercanzia, dove Pupi Avati ha collocato la dimora di Bonifacio VIII (Leopoldo Mastelloni), che lì riceve gli ambasciatori fiorentini nel DANTE del 2022. Inevitabile, poi, Piazza IV Novembre, dove hanno girato almeno la metà dei circa 40 film ospitati a Perugia (escluse le opere televisive). In piazza arrivano tutti, non solo per passeggiare e chiacchierare, ma anche i tedeschi di ASSISI UNDERGROUND di Alexander Ramati (1984) o i carri degli alleati in LA TUA DONNA di Giovanni Paolucci (1955) con Massimo Girotti; una piazza disseminata di appestati in BENEDETTA di Paul Verhoeven (2021) o deserta, come accade nei titoli di testa del semisconosciuto IL MAESTRO (1989) di Marion Hansel, interpretato da Malcom Mac Dowell e Charles Aznavour e adattato da un racconto di Mario Soldati, “La giacca verde”. Infine, da Via Maestà delle Volte, altro set di alcuni film appena citati, il tour si è chiuso sull’affaccio che guarda Via Battisti e l’Acquedotto dal termine di via delle Cantine: un’inquadratura che ha affascinato diversi registi e operatori e che torna quasi identica in almeno cinque lungometraggi del secolo scorso”.
Quali le reazioni del tuo manipolo di appassionati?
“Trascorse le due ore abbondanti, un pubblico paziente e composto, con alcuni studenti stranieri dell’Università (in parte discepoli del nostro Prof. Melelli) ha ringraziato la guida, cioè il sottoscritto, con un applauso di commiato, sempre gradito. L’anno scorso tenni anche una lezione con le foto sostituite dai più icastici spezzoni dei film, al ristorante Numero Zero”.
Quale la differenza fra le clip e il sopralluogo nei posti reali?
“Indubbiamente, vedere direttamente Perugia nelle clip tratte dai vari lungometraggi è più attraente anche se meno “salutare” sul piano fisico; si tocca con mano l’opera del tempo sulle strade, sulle vie e sui mezzi di trasporto, quando il luogo non viene manipolato per esigenze storiche di copione. Forse si rifarà ancora, se sarà possibile inserire l’evento in una manifestazione adeguata. Staremo a vedere”.
Credits Luca Ferretti, direttore artistico del Perso








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