Forno crematorio out. Disagi e spesa per  cittadini. Perdita di gettito per il Comune

Da febbraio 2025 fuori uso. Il ripristino promesso per il prossimo mese di gennaio

(Inviato Cittadino)

(Perugia) Una carenza da più parti rilevata, quella di non poter disporre di un servizio sempre più richiesto e necessario. Da parte di tutto il territorio regionale. Con salme “da esportazione” verso province viciniori, specie toscane. Lavori in corso e tempi rispettati, risponde l’Amministrazione.

Due indispensabili step. D’altronde, si rileva che l’intervento non era procrastinabile ed era necessario procedere in due fasi. La prima, consistente nella fornitura e nella messa in esercizio del nuovo scambiatore. La seconda, relativa alla realizzazione di un manufatto, ossia di un’opera muraria, a protezione dello stesso.

Tutto pronto entro gennaio. La collocazione dello scambiatore all’interno del nuovo manufatto e le operazioni di allaccio sono previste per le prime settimane di gennaio. A seguire, sempre entro il mese di gennaio, l’impianto sarà collaudato e il servizio riattivato.

400 mila euro di mancati introiti. È realistico considerare che la sospensione del servizio sia costata circa 400 mila euro in termini di mancati introiti. Ma è pur vero che non si poteva operare in questa fase di ristrutturazione. E che, a impianto fermo, è consequenziale la perdita dei relativi proventi.

Preparandosi al secondo impianto. Peraltro è ai blocchi di partenza un progetto esecutivo finalizzato alla realizzazione del secondo impianto di cremazione, approvato già in  novembre.  La gara per l’affidamento dei lavori è prevista nei primi mesi del 2026 e in parallelo sarà affidata anche la fornitura dell’impianto di cremazione. La durata prevista dei lavori è stimata intorno agli otto mesi, sempre salvo imprevisti.

Ariodante Fabretti, storico e archeologo perugino

Cremazione: una scelta sempre più di moda.  Certo è che il servizio di cremazione ha conosciuto, in termini di richieste, un impulso considerevole. La Società per la cremazione, intitolata al nome e alla memoria di Ariodante Fabretti, è quanto mai attiva e conta un numero di soci in deciso incremento. Colpa o merito di una progressiva laicizzazione della società civile e anche in considerazione della valenza massonica della città di Perugia. Tutti fattori che spingono decisamente in direzione di un incremento della scelta della cremazione.

In ascesa dalla fine dell’Ottocento. L’Associazione per la Cremazione di Perugia (SOCREM) si pone in linea di continuità coi valori e le esigenze espresse da quella storica dell’ultimo quarto di secolo dell’Ottocento, ispirata appunto da Ariodante Fabretti. I soci possono godere anche della dispersione delle ceneri nel Giardino delle Rimembranze, situato nel Cimitero Monumentale di Perugia.

Epigrafe di libero pensiero. Commovente l’epigrafe che sovrasta le ceneri di Fabretti nel Tempio crematorio: “Quest’Ara crematoria, affermazione di libero pensiero altamente civile, nella pietà per gli estinti, Perugia volle onorata nel nome di ARIODANTE FABRETTI, sacro alla scienza e alla Patria. 1894”. Quelle ceneri furono conferite alla natia  Perugia da Torino, dove Fabretti aveva operato come archeologo e storico per la costituzione del Museo Egizio.

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