Testimonianza del Prof. Avv. Pierpaolo Rivello
Nell’ambito di un Progetto sviluppato dalla Scuola universitaria superiore di Pisa, con il finanziamento del nostro Ministero per gli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale e sotto l’egida del Ministero della Giustizia, in accordo con i Ministeri della Giustizia di alcune Nazioni africane ubicate nella c.d. Regione dei Grandi Laghi, il Prof.Avv. Pierpaolo Rivello è stato incaricato di tenere dei Corsi di Alta formazione, in lingua francese, dedicati ai magistrati locali ed al personale del settore della sicurezza e del contrasto alla corruzione di tali Paesi.
« A maggio, insieme all’amico Alberto Pasquero, grande esperto di tematiche di diritto internazionale, mi sono recato in Congo Brazzaville per parlare delle problematiche legate alla cooperazione giudiziaria sovranazionale, come previsto dall’intesa con il Ministero della giustizia, dei diritti umani e della promozione dei popoli autoctoni della Repubblica del Congo.» – ci spiega il Prof. Avv. Pierpaolo Rivello, al ritorno dalla sua esperienza.

No alla pretesa di “esportare” modelli italiani o europei in ambito giudiziario. Dialogo che ha tenuto conto del diverso contesto africano.
«Come ho voluto immediatamente precisare nel discorso d’esordio innanzi ai magistrati congolesi, il mio scopo non era certo quello di pretendere di “esportare” modelli, in ambito giudiziario, italiani o, più genericamente, europei nel diverso contesto africano, ispirato a differenti valori e tradizioni delle quali sarebbe stato gravissimo non tener conto, ma, al contrario, di cercare di sviluppare un proficuo dialogo ed interscambio reciproco di conoscenze, volto a dar conto delle esperienze positive e negative che connotano la lotta al crimine nei differenti contesti nazionali.»
Cosa accomuna l’Italia al Congo Brazzaville e l’Europa all’Africa: dalla collaborazione sovranazionale alla creazione di reti giudiziarie
«Per quanto concerne gli accordi sovranazionali, ho immediatamente voluto valorizzare un dato che accomuna l’Italia al Congo Brazzaville, l’Europa all’Africa. L’Italia è legata strettamente alle altre Nazioni europee, per quanto concerne il contesto giudiziario, grazie al concreto sviluppo del concetto di “spazio giuridico europeo”, che ha reso possibile pervenire a strumenti di indubbia efficacia operativa, quali il mandato d’arresto europeo, lo sviluppo di strutture di lotta alla criminalità finanziaria quali l’Olaf, l’implementazione della struttura rappresentata dai “magistrati di collegamento”. Più precisamente, a partire dal Trattato di Maastrich e dalla conseguente creazione del Terzo Pilastro del trattato sull’Unione europea, si è compresa la necessità di pervenire ad un’armonizzazione dei sistemi giudiziari delle diverse Nazioni europee, in un’ottica di collaborazione sovranazionale che ha reso possibile la creazione di “reti”, quali la rete europea di formazione giudiziaria (sulla base dell’Azione comune 98/428/JAI del 29 giugno 1998, adottata dal Consiglio sulla base dell’art. K.3 del Trattato sull’Unione europea); il sistema d’informazione Schengen; la rete europea dei punti di contatto; nonché l’istituzione di Agenzie come CEPOL, Europol ed Eurojust. Nella comprensione dell’importanza della creazione di uno “spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia” in ambito europeo, la collaborazione giudiziaria è divenuta uno degli aspetti essenziali nel quadro dell’Unione europea. Con il Trattato di Lisbona la cooperazione penale è delineata agli artt. 82 e seguenti del Capitolo 4, Titolo V “Espace de liberté, de sécurité et de justice” del Trattato del funzionamento dell’Unione Europea. Analogamente il Congo Brazzaville è strettamente e proficuamente legato ad altre Nazioni della Regione dei Grandi Laghi grazie alla comune adesione ad organismi quali la CEMAC E la CEEAO.»

I temi trattati dal corso di Alta Formazione: dalla tratta degli esseri umani al traffico illecito di migranti
« Nel di Corso di Alta Formazione è stato dunque analizzato questo contesto, e più precisamente: il quadro normativo internazionale sovraregionale della cooperazione giudiziaria in materia di lotta contro la criminalità transnazionale organizzata, con particolare attenzione alla tratta degli essere umani e al traffico illecito dei migranti; gli strumenti esistenti e quelli ipotizzabili per migliorare l’efficacia di tale quadro; la Convenzione delle Nazioni Unite sulla criminalità transnazionale organizzata; la correlazione tra le fonti internazionali e quelle interne ed il ruolo dei giudici nazionali per assicurare l’applicazione in via prioritaria della normativa internazionale; gli strumenti di assistenza giudiziaria; l’estradizione ed i legittimi motivi di rifiuto e d’esclusione alla collaborazione legati alla natura politica dell’infrazione contestata dallo Stato richiedente assistenza o richiedente l’estradizione; alla natura della pena (si pensi a Stati che ancora prevedono la pena di morte), alle condizioni inumane del trattamento carcerario previsto dallo Stato richiedente, alla situazione personale del soggetto nei cui confronti è stata richiesta l’estradizione.»
Firmato un accordo di cooperazione giudiziaria e di assistenza e collaborazione nell’ambito della formazione tra l’Italia e il Congo Brazzaville
«Il Corso ha avuto una solenne cerimonia di apertura alla presenza del Ministro della giustizia congolese Ange Aimè Wilfrid Binanga, dell’Ambasciatore d’Italia a Brazzaville Enrico Nunziata e dell’Ambasciatore dell’Unione europea in Congo Giacomo Durazzo, della quale è stato dato ampio rilievo da parte delle principali reti televisive nazionali congolesi. Al termine del Corso, e anche grazie al buon esito dello stesso, è stato firmato un accordo di cooperazione giudiziaria e di assistenza e collaborazione nell’ambito della formazione tra l’Italia e il Congo Brazzaville. Vi è stato infine una cerimonia di chiusura presso l’Ambasciata d’Italia a Brazzaville.»
Prevenzione e lotta alla corruzione, i temi del corso tenuto in Camerun
« Il successivo Corso, in Camerun, su “Corruption et criminalité économique”, è stato svolto da me, insieme al Colonnello della Guardia di Finanza Petrozziello, a Yaoundé, capitale del Cameroun, nel mese di giugno, ed ha avuto ad oggetto: l’impatto della corruzione e della criminalità economica sulla società e l’economia; i principi fondamentali e le linee direttrici per la prevenzione e la lotta alla corruzione e alla criminalità economica; i codici di condotta ed etici adottabili dai pubblici amministratori; la promozione e lo sviluppo di una cultura d’integrità e responsabilità; l’importanza delle segnalazioni e delle denunce per realizzare una lotta efficace contro la corruzione economica; le tecniche di inchiesta più efficaci; la necessità di collaborazione tra i vari organismi di polizia; la confisca dei beni illeciti; la lotta al riciclaggio. Anche di detto Corso è stato dato ampio risalto dalle reti televisive africane.»
Il fenomeno del terrorismo in Tchad
«Infine nel mese di luglio vi è stato il Corso tenuto a N’Djiamena, capitale del Tchad, tenuto da me con l’assistenza di un giovane studioso inviato per assistermi e collaborare con me, il dott. Federico Magris. Il Corso ha analizzato il fenomeno del terrorismo in Tchad: analisi giuridica e sociopolitica; il quadro giuridico internazionale in tema di lotta al terrorismo; l’esperienza giudiziaria italiana nella lotta al terrorismo; gli strumenti atti a garantire un’adeguata protezione dei testimoni nei processi per fatti di terrorismo.»












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