Durante l’ultima riunione della Consulta Faunistico-Venatoria, infatti, sono state presentate a tutti i membri delle associazioni venatorie le proposte e le intenzioni dell’assessorato regionale alla Caccia riguardo alla revisione del regolamento in materia
(Perugia) L’obiettivo della Regione è quello di aggiornare le norme nell’ottica di migliorare la gestione faunistica, mantenere un equilibrio sostenibile della popolazione di cinghiale e ridurre in modo significativo i danni che questa specie causa alle colture agricole, così come il numero degli incidenti stradali.

Il fine ultimo è l’approvazione di un regolamento moderno, equilibrato e condiviso, che tuteli contemporaneamente il mondo venatorio, quello agricolo e quello ambientale.Tra le novità allo studio e in via di condivisione, c’è la possibilità di una suddivisione del territorio regionale da destinare alle diverse forme di caccia, così da evitare sovrapposizioni e contrapposizioni tra le attività e rendere più efficiente la gestione complessiva.
Tra le ipotesi di lavoro, tuttora in fase di definizione, c’è quella di assegnare alle squadre alcuni settori fissi, lasciandone altri disponibili tramite prenotazioni via app. Si tratta di proposte aperte al confronto e ancora in fase di studio, poiché la Regione intende lavorare in un clima di dialogo costruttivo con tutte le parti interessate. Il traguardo condiviso dovrà essere quello di arrivare a un sistema di gestione più funzionale rispetto al raggiungimento degli obiettivi condivisi in Consulta.
Una femmina di cinghiale può partorire un paio di volte l’anno, dipende dal peso della femmina e dalla possibilità di alimentazione e può arrivare a partorire fino a otto/dieci cuccioli in media. Questo fattore rende l’idea sul numero della popolazione dei cinghiali che cresce in maniera esponenziale.

Parallelamente, l’assessorato sta proseguendo i lavori per la stesura del nuovo Piano Faunistico-Venatorio, per la definizione del nuovo sistema di rilascio del tesserino venatorio e per la creazione della filiera delle carni selvatiche, strumenti fondamentali per un’organizzazione moderna e coerente dell’attività venatoria regionale.
L’assessorato conferma la massima disponibilità al confronto, nella convinzione che soltanto attraverso un dialogo serio e responsabile si possa giungere a soluzioni che rispondano realmente alle esigenze del territorio e delle comunità coinvolte.
C’è da segnalare solo un appunto che riguarda il connubio cinghiali e città e che riguarda la presenza dei selvatici che oramai e sempre più spesso arrivano a ridosso delle abitazioni e dei quartieri, specialmente quelli dove possono trovare più facilmente cibo e la vicinanza a boschi o macchie. Gli ultimi avvistamenti recenti raccontano cinghiali a spasso nel piazzale del mercato settimanale in via Fosso dell’Infernaccio e l’avvistamento di un branco particolarmente numeroso in un parco pubblico a due passi da via Settevalli nella zona tra via Cicioni e Via Maddoli.


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