Il Perugia torna da Rimini con un punto, un misero punto che, ad oggi e per quanto andato in scena, è quasi oro colato e, forse, già questo dovrebbe far riflettere.
Nulla contro la squadra, che, va riconosciuto, ha lottato con determinazione e saputo indossare la tuta operaia contro un avversario che, probabilmente, avrebbe meritato di più (checché ne abbiano detto, alla fine, i propri tifosi), ma questo pareggio aggiunge ulteriore consapevolezza di che tipo di torneo abbiano disputato ques’anno i Grifoni.
Un percorso costellato da ostacoli che metterebbero in ginocchio e destabilizzerebbero chiunque, come dichiarato in conferenza dal tecnico romano, perché avere ogni settimana uno o due nuovi infortunati gravi (l’ultimo della serie è Di Maggio, che segue Riccardi, Angella e Mezzoni, oltre ai soliti lungodegenti) a memoria non lo si ricorda. Una sorta di avversario silente, dunque, oltre a quelli in campo, che continua ad imperversare come una maledizione ed a rendere il baldacchino ancora più precario di quanto già non lo sia. La classifica rimane, dunque, mediocre, ma avrebbe potuto esserlo ancora di più se Gemello non avesse, di nuovo, indossato i panni di superman e Cisco, al terzo tentativo, non avesse indovinato l’angolino giusto, dopo il vantaggio iniziale del Rimini. Sono loro le uniche note positive dell’ennesima giornata deludente. Il portiere biancorosso, cresciuto a dismisura rispetto alle prime giornate, si è esibito, anche ieri, in parate salva risultato, mentre il rientrante laterale destro, si è dimostrato, ancora una volta, l’unica spina nel fianco degli avversari, vista l’assenza di Di Maggio, il passo indietro di Matos e l’isolatezza di Montevago. Ad un certo punto, infatti, pareva come se la gara fosse solo un conto aperto tra l’ex Cittadella ed un Rimini, che specie nel primo, ha, letteralmente, preso a pallonate la squadra di Zauli, prima che quest’ultimo, a metà gara, decidesse di apportare dei corettivi (passaggio della difesa a tre e irrobustimento del centrocampo). Ma il Perugia, falcidiato dalle defezioni, continua, specie in trasferta, a mostrare lacune tecniche in ogni suo reparto ed a palesare tutta la propria idiosincrasia verso il modulo tattico proposto, ancora una volta un vestito che mal si addice alle caratteristiche dei singoli e che finisce, sistematicamente, per esaltare i meriti degli avversari.
Ad oggi, dunque, i Biancorossi sono questi e, se è vero che nelle zone centrali della classifica le distanze sono tali, salvo miracoli, da poter far sperare ancora di raggiungere un misero ottavo posto, forse si dovrebbe seriamente cominciare, fin da subito, a pianificare la squadra del futuro. Domani sarà, infatti, l’ultimo giorno di mercato e, al netto di chi sia già arrivato, sarebbe cosa buona e giusta riuscire a piazzare chi sia rimasto ancora sul groppone e far arrivare elementi utili, sulla base dei quali e dei pochi che si salvano della rosa attuale ricostituire l’intelaiatura. Forse è l’unico vero segnale che la Società potrebbe dare ad un ambiente intristito e rassegnato ad una mediocrità difficile da ripescare nell’ultimo mezzo secolo di storia biancorossa.
Per Perugia2005News Alessio Torzuoli
Foto by SettoncePhotoAgency












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