Il 17 e 18 novembre si rinnovano la Giunta e l’Assemblea legislativa regionale Si vota: Tesei o Proietti

 

(Perugia) Il voto in Umbria offre spunti significativi per riflessioni sull’attuale sistema politico, evidenziando numerose problematiche che meritano un’analisi approfondita. L’elezione diretta dei Presidenti delle Giunte regionali ha cambiato radicalmente il modo in cui il potere viene esercitato a livello locale, eliminando il filtro che i partiti politici una volta garantivano tra i cittadini e le istituzioni. Questo ha portato a una concentrazione del potere in una sola persona, con un Consiglio regionale che, ridotto e depotenziato, rischia di diventare un mero strumento di ratifica delle decisioni del Presidente.

Un primo punto critico riguarda le modalità di selezione dei candidati per le cariche di vertice. La mancanza di consultazione popolare significa che gli elettori si trovano a votare per nomi spesso sconosciuti, senza avere un reale legame con i candidati. Le primarie, se ben organizzate, potrebbero colmare questo gap, ma dipendono dalla presenza e dalla solidità dei partiti politici, che al momento sembrano in crisi.

In secondo luogo, l’astensionismo elettorale è una diretta conseguenza della disaffezione dei cittadini verso un sistema che percepiscono come distante e poco rappresentativo. Ripristinare un certificato di buona condotta legato alla partecipazione elettorale potrebbe incentivare il voto, sottolineando l’importanza del dovere civico.

Una campagna elettorale stanca precede un appuntamento storico
Una campagna elettorale stanca precede un appuntamento storico

In merito alla legge elettorale, il fatto che una persona possa vincere con meno del 50% dei voti è un problema serio, che mina le basi stesse della rappresentatività democratica. L’introduzione di un sistema di ballottaggio, simile a quello delle elezioni comunali, potrebbe garantire che il vincitore abbia un reale consenso popolare.

Inoltre, la questione del finanziamento delle campagne elettorali è cruciale: senza adeguati fondi pubblici, solo i candidati benestanti possono permettersi di competere, limitando ulteriormente la pluralità e l’inclusività della competizione politica.

Infine, è importante sottolineare il valore dell’alternanza al governo. La fluidità dell’attuale sistema politico permette a diverse forze di emergere e di governare, e un ricambio nella leadership politica è essenziale per garantire una rappresentanza autentica e dinamica. Questo dovrebbe avvenire in un contesto in cui i politici cambiano, ma la burocrazia rimane stabile, assicurando così continuità amministrativa e competenza nel servizio pubblico.

In conclusione, la situazione attuale richiede un ripensamento profondo e un intervento strutturale per restituire valore alla partecipazione democratica. Solo attraverso riforme significative sarà possibile riallacciare il legame tra cittadini e istituzioni, restituendo dignità al voto e al processo democratico.

Volendo spiegare come funziona l’attribuzione dei seggi alle elezioni regionali, per cronaca, è apparsa la notizia ( nell’edizione odierna di un quotidiano – 16 novembre)  che gli 8 seggi spettanti alla minoranza “saranno assegnati in maniera proporzionale alle liste che hanno superato la soglia di sbarramento del 2,5%”. Non è così.

Detto in questo modo il lettore potrebbe addirittura pensare che in Umbria lo sbarramento sia più basso di quello del 3% in vigore alle elezioni politiche. E’ vero invece l’esatto contrario. Alla soglia esplicita del 2,5% si accompagna infatti una soglia implicita (cioè derivante dai meccanismi della legge elettorale) molto più alta, e particolarmente penalizzante per le liste alternative alle due coalizioni del sistema (destra e centrosinistra). Per le altre liste questa soglia implicita va da un minimo del 5% ad un massimo del 7%, a seconda di come si distribuiranno i voti. In pratica siamo ben al di là del 2,5%.

La verità è che la legge umbra è particolarmente antidemocratica . Lo è per tre motivi. Primo, per un premio di maggioranza del 60% che trasforma anche la più modesta maggioranza relativa in una maggioranza assoluta. Secondo, perché nasconde quale è la vera soglia da raggiungere per accedere al Consiglio regionale. Terzo, perché la soglia implicita per le formazioni interne alle coalizioni del sistema è comunque circa la meta di quella imposta alle forze alternative.

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