Il Fronte del Dissenso chiede se l’agricoltura umbra viene tutelata come dovrebbe a vantaggio dei  coltivatori

Moreno Pasquinelli, candidato alla Presidenza della Regione dell’Umbria per il Fronte del Dissenso, pone un quesito su quanto fatto a sostegno dell’agricoltura umbra sia effettivamente un giusto percorso a favore dei coltivatori.

( Perugia)  Moreno Pasquinelli, del Fronte del Dissenso, pone una riflessione sul tema  dell’agricoltura umbra che soffre una crisi senza precedenti, e molte piccole aziende agricole rischiano di chiudere i battenti. Secondo Pasquinelli la globalizzazione, basata su una feroce competizione di prezzo avvantaggia i paesi che producono cibo-spazzatura con uso spropositato di pesticidi.

“ L’Unione europea ha stanziato recentemente per l’agricoltura la miseria di 500milioni di euro – afferma Pasquinelli – mentre per armare l’Ucraina contro la Russia ha già fornito aiuti per la stellare cifra di 118,3 miliardi. Da parte sua la Giunta regionale – vedi la Risoluzione approvata il 5 marzo scorso e votata anche dalle opposizioni – fiancheggiata dalle associazioni di categoria, non riesce ad andare oltre le buone intenzioni. Un esempio del disastro è quello del grano”. Ed aggiunge “ i nostri produttori di grano non riescono a coprire i costi di produzione tra spese dei concimi, gasolio, manutenzione macchine, dipendenti. Aggiungiamoci poi i assi usurai delle banche”. In effetti , negli ultimi tempi, il prezzo del grano duro è crollato del 30% mentre quello della pasta è cresciuto del 18% e quello del pane del 37% rispetto al 2017 . Parliamo di una crescita del 62% rispetto a 12 anni fa.

“ La grande distribuzione – commenta Pasquinelli – fa profitti stellari mentre gli agricoltori faticano a sopravvivere. Al contempo le importazioni di grano straniero, quasi sempre OGM, coltivato con pesticidi e da manodopera sottopagata, sono aumentate del 18% rispetto al 2023.  Il governo e la giunta regionale chiedono la tracciabilità dei prodotti derivati dai cereali”. Pasquinelli conclude dicendo: “ Giusto, ma non basta! E’ necessario derogare alle regole liberiste della UE e adottare dazi adeguati sul grano di importazione”.

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