Il Fronte del Dissenso si oppone alla gestione clientelare della cosa pubblica


Tesei e Agabiti salvate dall’Abuso d’Ufficio grazie alla cancellazione del reato.

(Perugia) A seguito della recente modifica della normativa, che prevede “l’abolizione del reato di “Abuso d’Ufficio”, la legge non perseguirà più Paola Agabiti e Donatella Tesei. La notizia è apparsa a livello nazionale anche nei telegiornali come quello di Studio Aperto.

Servizio andato in onda su Studio Aperto

Moreno Pasquinelli, del Fronte del Dissenso, fa notare che anche se derubricata la dimensione giudiziaria risalta comunque la gravità politica del misfatto. 

“ Riguarda la ben nota prassi clientelare e disonesta di chi amministra la cosa pubblica, dei criteri con cui vengono erogati fondi pubblici, affinché siano accaparrati dai compari del decisore politico” dichiara Pasquinelli  che aggiunge : “ Nel caso di specie l’azienda di famiglia dell’assessore regionale al Bilancio Paola Agabiti, la potente e ricca “Urbani Tartufi”, ottenne 4,8 milioni di euro di un bando di 10,7 milioni  pari al 40% dell’intero bando. Un finanziamento di favore scandaloso poiché la “Urbani Tartufi” è la più grande azienda umbra del settore con 50 milioni di fatturato e 103 dipendenti”. 

Dichiarazione di Moreno Pasquinelli sulla vicenda Tesei Agabiti

E Pasquinelli sottolinea quanto “ Questa vicenda svela come vengono ripartiti i fondi del PSR  – Piano di Sviluppo Rurale : la grande parte viene ottenuta dai pesci grossi, mentre ai produttori più piccoli giungono solo le briciole. Che poi si scopra che nell’azienda di famiglia della Agabiti, proprio in concomitanza col misfatto, venne assunto il figlio di Donatella Tesei. Questo è un’aggravante, un esempio di favoritismo e nepotismo”. La nota del Fronte del Dissenso si chiude con lo slogan  “ Anche se voi vi credete assolte, siete sempre coinvolte”.  

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.