Riflessioni e idee per una città più vivibile: proposta di un patto civico con i cittadini
(Perugia) Non si può certo parlare di giungla, eppure lo stato di abbandono di alcuni luoghi della cittadina perugina è evidente agli occhi di chiunque si trovi a percorrerli. Marciapiedi che, in teoria, dovrebbero essere a disposizione per il transito dei cittadini, oggi risultano quasi impraticabili: le piante selvatiche crescono rigogliose, occupando ogni spazio calpestabile costringendo chi lo percorre a scendere in strada, invadendo la corsia riservata alle automobili. Così, la sicurezza di chi si sposta a piedi viene inevitabilmente compromessa.

È facile comprendere come il Comune di Perugia, data la vastità e la complessità del territorio, fatichi ad avere piena contezza di ogni luogo che necessiterebbe di un intervento puntuale per il taglio delle erbe infestanti. Le risorse sono limitate, le priorità molteplici. Ma allora, quale potrebbe essere una soluzione efficace e innovativa per ovviare, almeno in parte, a questa situazione?
La risposta potrebbe risiedere proprio nei cittadini, nella loro intraprendenza e nel profondo legame con il territorio. Nella nostra terra vivono molte persone, spesso anziane, che già si dedicano con passione alla cura e alla manutenzione del verde all’interno delle proprie proprietà. Perché non estendere questa buona pratica agli spazi pubblici, coinvolgendo chi ha tempo, voglia e competenza?

Si potrebbe immaginare di affidare, in maniera regolamentata e volontaria, piccoli pezzetti di territorio comunale a cittadini motivati, che in cambio del loro impegno potrebbero beneficiare di incentivi sotto forma di sconti sulla Tari, sull’IMU o su altre imposte locali. Una sorta di patto civico che premi la partecipazione attiva e la responsabilità condivisa, facendo leva sulla meritocrazia e sul senso di appartenenza alla comunità.
In questo modo, la cura degli spazi comuni diventerebbe non solo un dovere civico, ma anche un’opportunità per rinsaldare i legami sociali, valorizzare le competenze di ognuna e ognuno e contribuire concretamente al decoro urbano. Coniugare le buone volontà con il riconoscimento concreto dell’impegno potrebbe rappresentare una risposta efficace e sostenibile per una città più sicura, accogliente e vivibile per tutte e tutti.













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