Porta Pesa, quartiere amato, e sfregiato, dai grafomani


Scritte ovunque, sui muri, sui raccoglitori di rifiuti, sulle tavole di truciolato


(Inviato Cittadino)

(Perugia) Un fenomeno talmente ricorrente da non destare più meraviglia. Non si contano le scritte vergate ovunque, su ogni tipo di supporto. Senza rispetto nemmeno per la scuola primaria Ciabatti, presa di mira continuamente.

Non si fa in tempo a cancellarne una, che ne compare subito un’altra. I sedicenti writers, invero barbari urbani, hanno anche studiato la dislocazione delle telecamere e cercano di operare fuori dall’inquadratura che ne consentirebbe il riconoscimento. Prova ne sia il fatto che del Ciabatti hanno “affrescato” il muro del terrazzo che dà verso Monteluce o l’ingresso, al riparo del grande cedro che impedisce la vista.

Una telecamera a tutto raggio è piazzata nel palazzo alla confluenza tra via XIV Settembre, lo Slargo della Pesa e via della Torricella. Ma non riesce a coprire tutta la prospettiva e sussistono angoli ciechi. C’è, peraltro, anche chi si chiede se quella telecamera sia attiva e se ci sia qualcuno che ne cura l’efficienza.

La scuola, insomma, è stata colpita reiteratamente. Altrettanto è avvenuto sul muro dell’edificio che la fronteggia, deturpato da una grande scritta verde, in una mistilingua poco comprensibile.

Sorte non migliore era toccata alle tavole di truciolato che proteggono dai tubi Innocenti, atti a sorreggere i pesanti rami del cedro. Anche qui scritte e grafemi sono stati riverniciati di bianco da parte dell’Associazione Porta Pesa-Borgo S. Antonio di Francesco Pinelli. Lungo via Pinturicchio, di fronte all’Oratorio della confraternita del Crocifisso, annesso alla chiesa di Santa Maria Nuova, campeggia una scritta in lingua spagnola.

Ieri mattina gli abitanti della Pesa e dintorni si sono svegliati con la parete che affianca i servizi e i raccoglitori di rifiuti, piazzati vicino alla fermata del pullman di via Brunamonti, decorati con scritte in lingua spagnola. Stavolta gli imbrattatori se la prendono con gli stupratori,  categoria subumana esecrabile, d’accordo, ma poco sensibile a offese che li lasciano, comunque, coi loro demoni interiori.

Recita una scritta violenta, vergata sulla parte alta del contenitore:  “Lo stupratore morto non stupra più” . Una seconda, in lingua spagnola (analogamente a quella di via Pinturicchio) afferma il principio vendicativo “Sine piedad con tu agresor” (che non si traduce).  Insomma, la Pesa sta diventando la madre di tutti gli imbrattatori. Che una madre, quella vera, ce l’hanno. Meglio non nominarla.

Intanto, i membri dell’Associazione di quartiere sono al lavoro (foto 1) per rimediare ai guasti prodotti da questi “giustizieri”. E, insieme ai grandi, dànno una mano anche i bambini. Che cresceranno, si spera, col rispetto dell’ambiente. Almeno loro!

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