Camera dei Deputati: l’Archivio delle Mani Maestre riconosciuto ufficialmente, un omaggio alla tradizione artigiana eugubina

Un progetto simbolico, ideato da Patrizia Ramacci, celebra il saper fare italiano attraverso calchi delle mani di maestri artigiani, con il sostegno delle istituzioni e delle eccellenze del settore

(Gubbio) Un importante riconoscimento istituzionale per il patrimonio di saper fare e di tradizione italiana: è quanto è stato ottenuto con la presentazione di “L’Archivio delle Mani Maestre”, un progetto ideato dall’artigiana eugubina Patrizia Ramacci, che si posiziona come un simbolo vivido della cultura del fare e dell’eccellenza artigiana del nostro Paese.

L’evento, svoltosi alla Camera dei Deputati a Roma, ha segnato un momento di grande rilevanza, non solo per la sua valenza reale di valorizzazione del patrimonio artistico e artigianale, ma anche simbolica, rafforzando il ruolo delle istituzioni nel custodire e promuovere la tradizione italiana. Presenti alla conferenza stampa, tra gli altri, l’assessore alla Cultura, Turismo e Centro Storico del Comune di Gubbio, Paola Salciarini, che ha sottolineato l’importanza del progetto per la memoria collettiva e le future generazioni.

Durante l’incontro, moderato da Paolo Panfili dell’associazione “L’Archivio delle Mani Maestre”, sono stati inviati saluti video dell’onorevole Anna Ascani, vicepresidente della Camera, e di Andrea Rueca, responsabile dell’ufficio CNA Gubbio, simbolo del sostegno alle piccole e medie imprese artigiane.

Il progetto si arricchisce con l’ingresso di nuove “Mani Maestre”: i calchi, realizzati in modo permanente durante la cerimonia, sono diventati un gesto tangibile della trasmissione di saperi, un ponte tra passato e presente. Ospiti dell’evento, Alessandra de Nitto della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte e Rosa Maria Villani, già direttrice della Scuola dell’Arte della Medaglia, hanno annunciato l’ingresso dei calchi di Gaetano Aloisio, presidente della Federazione mondiale dei maestri sarti, e di Aldo Vitali, Camerlengo dell’Università e Nobil Collegio degli orefici gioiellieri argentieri di Roma.

Patrizia Ramacci ha evidenziato come “L’Archivio delle Mani Maestre” sia nato come un omaggio alla presenza degli artigiani nel nostro vissuto, testimoniando come le mani siano il tramite diretto tra cultura, arte e identità. “Vogliamo che questo progetto illumini le professioni artigiane spesso poco conosciute, valorizzando dedizione, passione e capacità di creare opere straordinarie, trasmettendo il sapere alle nuove generazioni.”

Attualmente, l’Archivio è una realtà in movimento, con sedi a Gubbio, dove la mostra ha trovato la sua prima casa nel Palazzo dei Consoli, e a Venezia, al Salone dell’Alto Artigianato, dove sono stati raccolti nuovi calchi e si è continuato il percorso di valorizzazione delle eccellenze italiane.

Il progetto, quindi, si configura come un patrimonio condiviso, un racconto attraverso il simbolo delle mani, che rappresenta un “tempo nuovo” di comunità artigiane aperte, coese e orgogliose delle proprie radici. Come ricorda Patrizia Ramacci, “l’artigiano è il custode della bellezza quotidiana e della cura delle cose che definiscono la nostra identità nazionale”.

Un riconoscimento che rende insigni e ancora più concrete le testimonianze di un’Italia che continua a plasmare la sua storia attraverso mani che creano, custodiscono e tramandano.

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.