Il 28 novembre Simone Locarni, al pianoforte si esibirà in duo, con Tom Arthurs alla tromba, allo Stix Music Club di Perugia. Il concerto, denominato «Alianti», è una produzione di Tones On The Stones
(Perugia) La traiettoria di Simone Locarni si distingue per una continuità formativa che dal pianoforte classico conduce a un linguaggio jazzistico di forte identità. La disciplina assimilata al Conservatorio «Giuseppe Verdi» di Milano ha sedimentato una tecnica solida, che nel tempo si è trasformata in strumento di esplorazione armonica e di invenzione timbrica. L’incontro con figure come Ramberto Ciammarughi, Franco D’Andrea e Umberto Petrin ha fornito coordinate diverse, ciascuna orientata a un’idea di improvvisazione come costruzione modulare e non come semplice variazione.

La produzione discografica rivela un percorso coerente e stratificato.«Playin’ Tenco» del 2018, concepito in quartetto, mostra la volontà di confrontarsi con la tradizione cantautorale italiana, trasfigurandola in pagina jazzistica. «Ten Stops» del 2021 amplia la prospettiva, fa leva sulla collaborazione con Andrea Dulbecco, Bebo Ferra e Riccardo Fioravanti, delineando una scrittura che alterna episodi di contrappunto e velature acustiche. Con «Blies» del 2023, primo lavoro in piano solo, Locarni affronta la dimensione solistica con un approccio che plasma il colore sonoro in forme dall’equilibrio instabile, dove la tensione armonica rimane costantemente in bilico tra risoluzione e sospensione. La produzione discografica rivela un percorso coerente e stratificato. I riconoscimenti ottenuti tra il 2022 e il 2024 – dallo Spoleto Europe Jazz Award al premio Bettinardi, fino al prestigioso European Young Artists’ Jazz Award di Burghausen – testimoniano una maturità già riconosciuta a livello internazionale. L’apertura del festival tedesco, in dialogo con la tradizione incarnata da Ron Carter, ha rappresentato un passaggio simbolico: un giovane pianista che si colloca nel solco di una storia, ma con la capacità di articolare un linguaggio personale.
La «Suite for a Lake», presentata nel 2025 allo Stresa Festival, segna un ulteriore passo: la scrittura per pianoforte, quartetto d’archi e tromba rivela un interesse per la fusione di linguaggi e per la costruzione di spazi acustici che travalicano la dimensione jazzistica. Qui Locarni si mostra regista armonico e tessitore di trame sonore, capace di far dialogare la tradizione cameristica con la libertà improvvisativa. La sua parabola, ancora in pieno sviluppo, si colloca dunque in una prospettiva europea, dove la ricerca di nuove geometrie timbriche e la capacità di connettere discipline diverse delineano un profilo musicale eloquente e interiormente articolato.













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