Circa 760 gli estratti che potranno iscriversi per la gara di settembre.
(Courmayeur) 330 chilometri e 24 000 metri di dislivello positivo da completare in meno di 150 ore: è questa la sfida monumentale che attende i 1.100 atleti del Tor des Géants.
Come gli scorsi anni, il numero di preiscritti supera quello dei pettorali disponibili. I 1 900 preiscritti sono quindi stati sorteggiati per stilare una lista di priorità con cui assegnare i posti rimanenti dei 1 100 una volta sottratti i cosí detti pettorali PAX (cioè quelli riservati a chi abbia completato le gare che qualificano per l’iscrizione diretta).

In questa gara i concorrenti portano al limite il proprio corpo, non solo per lo sforzo fisico, ma anche per la deprivazione di sonno, a cui poi si aggiunge il meteo, con spesso condizioni avverse come le nevicate che non raramente caratterizzano il percorso. Il tracciato resta invariato rispetto alle edizioni precedenti: si parte da Courmayeur e si percorre l’intera Valle d’Aosta in senso antiorario lungo le due altevie, formando un anello. Si comincia con l’Alta Via 2, che attraversa la parte meridionale della regione fino a Donnas, con viste su vette come il Rutor e il Gran Paradiso.
È soprannominata “l’alta via naturalistica” poiché attraversa zone di particolare pregio ambientale come il Parco Nazionale del Gran Paradiso e il Parco del Mont Avic. Da Donnas poi si prosegue lungo l’Alta Via 1 per ritornare a Courmayeur, questa volta sul versante settentrionale, con scorci su cime come il Monte Rosa, il Cervino e il Grand Combin, valendogli l’appellativo di “alta via dei giganti”, in riferimento ai 4 000 che sfiora lungo il cammino. Da qui nasce anche il nome della gara: Tor des Géants, che nel patois valdostano significa appunto “Giro dei Giganti”.
Il record attuale è quello del vincitore dell’anno scorso, Victor Richard che ha percorso i 330 km in 66 ore e 8 minuti, battendo di mezz’ora quello conseguito nel 2023 dal gressonaro Franco Collè, costretto l’anno scorso al ritiro per problemi agli occhi.
Per i più temerari invece, dal 2019, per festeggiare la decima edizione, è stato creato il Tor Des Glaciers, sempre con partenza e arrivo a Courmayeur ma con 450km da percorrere (da cui anche il nome di Tor-450), 32 000 metri di dislivello e un tempo massimo di 190 ore.
Se già questi numeri fanno intuire la maggior difficoltà, questa è ulteriormente aumentata dal tipo di percorso. Infatti la gara si snoda in quelle che sarebbero dovute essere l’alta via 3 e l’alta via 4, ma il cui progetto fu poi accantonato per lo scarso bacino di utenza a cui si sarebbe potuto rivolgere, vista la tecnicità dei terreni. Per questo motivo, i tracciati sono meno segnalati e battuti, quindi i concorrenti devono fare affidamento alla loro capacità di orientamento e alle tracce GPX per seguire il percorso. Il vincitore della scorsa edizione è stato il francese Sébastien Raichon con un tempo di 124 ore e 53 minuti, che non è però riuscito ad abbassare il suo stesso record di 123 ore e 57 minuti.
L’attesa adesso resta per l’11 settembre con la partenza del Tor Des Glaciers e per domenica 13 settembre con il Tor Des Geants.







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