Con l’aumento delle temperature di questi giorni, stanno iniziando le prime fioriture nel parco a cavallo tra il comune di Biella e di Pollone
(Biella) Dalle radici celtiche alla visione industriale dei Piacenza: il Parco della Burcina non è solo un rilievo naturale, ma un palinsesto di storia. Vero e proprio orologio botanico, il parco fa da meridiana dei mesi che passano: se marzo inizia a punteggiare il ‘bric’ con il giallo dei narcisi, e aprile lo tinge col rosa dei ciliegi, l’attesa è tutta per maggio.

Il parco sorge sull’omonimo bric— termine locale con cui vengono indicati rilievi di ridotta altitudine— al confine tra i comuni di Biella e Pollone. Sebbene il parco sia maggiormente noto per il suo aspetto naturalistico, esso ha anche una valenza archeologica scoperta alla fine degli anni ’50, grazie a degli scavi.
Tramite essi si scoprirono vicino alla vetta i resti di quello che si ritiene fosse un antico villaggio celtico dell’età del bronzo, e fu rinvenuta anche una tomba con all’interno un corredo funerario, conservato ora nel museo del territorio di Biella.
Tuttavia, se fino al 1848 il bric Burcina era sempre stato una semplice altura senza elementi degni di nota, è in quell’anno che è iniziata la trasformazione che l’ha portato a diventare un parco naturale, con l’acquisizione delle pendici sud-ovest da parte dell’imprenditore laniero Giovanni Piacenza.
Egli volle creare su quei terreni un giardino in cui ospitare varie essenze arboree, sia autoctone che esotiche, come ad esempio le sequoie importate dalla lontana America. L’opera fu poi continuata da Felice Piacenza, che ampliò l’area aggiungendo ulteriori essenze, tra cui i rododendri, realizzando le due famose conche. Il parco passò poi nel 1935 al comune di Biella, che ne detiene tutt’ora la proprietà, e nel 1980 venne dichiarato Riserva Naturale Speciale.

Il momento più suggestivo, per visitare il parco inizia con la fine dell’inverno: mentre sulle vicine montagne splende ancora in quota il candore della neve, qui il paesaggio inizia a tingersi di svariegati colori che si susseguono in un calendario botanico fino ad ottobre. Tra i primi a fiorire ci sono i narcisi di cui alcuni sono già sbocciati in questi giorni e nelle prossime settimane si raggiungerà l’acme della fioritura.
Poi ad aprile ci sarà il turno dei ciliegi, ma il il momento più atteso resta tra maggio e giugno con la spettacolare fioritura dei rododendri, disposti scenograficamente nelle due “conche”, una superiore, vicino alla cima, ed una inferiore.












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