Trenta anni di progetto educativo che non sono passati invano. Proposte che, lustro dopo lustro hanno contribuito a formare la coscienza di tanti futuri cittadini invitati a riflettere sul progetto educativo della musica. un riflesso della tradizione occidentale del passato, aperta anche alle suggestioni della modernità. Un compito difficile quello di traghetta i giovani di oggi da Mozart alla intelligenza artificiale. Non per questo il maestro Pelli, fondatore della Gioventù Musicale fulginate si è sottratto ai suoi doveri di padre e di educatore.
Nel corso della conferenza stampa che si è svolta ieri mattina nella sala Pio La Torre del Consiglio Comunale il pianista e didatta perugino, docente in forza per anni al Conservatorio Morlacchi, ha delineato il profilo di quella che sarà la stagione di promozione musicale del 24-25 con ricchezza di particolari, illustrando le singole proposte che andranno a interessare un numero impressionante di giovani del comprensorio. I calcoli sono precisi: millecinquantotto saranno gli ascoltatori che andranno ad occupare la immensa aula del san Domenico intervenendo ai concerti didattici della Gioventù.
La precisazione è importante perché la programmazione di concerti non è un fatto spettacolare, ma è esposta secondo un criterio di didattica e di formazione all’ascolto. Ogni ospite delle mattinate musicali, infatti, si farà carico di spiegare i modi e le strutture del proprio intervento, contribuendo, nel possibile, a delineare un personal rapporto tra lo studente e il fatto musicale. Un suggerimento, dunque, un invito a perfezionare quello che è stato suggerimento, per appropriarsi del meraviglioso e misterioso percorso che la musica compie nella coscienza di ognuno di noi, certamente per renderci migliori e più partecipi del grande enigma della vita e della sua componente più gioiosa, che è appunto l’arte dei suoni e le sue infinite combinazioni.
Dal momento che di formazione si tratta è stata opportuna la presenza dell’assessore all’Istruzione Elisabetta Ugolinelli che ha assicurato l’interesse del suo dicastero e di tutta l’amministrazione comunale alla condivisione del trentennale percorso che ha visto svariate generazioni di futuri cittadini coinvolti in quello che per la maggioranza di loro è stata solo una occasione sporadica di accostarsi ala grande dimensione della classicità. Quella classicità che si insegna a scuola, ma dalla quale la musica che di diritto le appartiene, è il realtà esclusa. Paradosso che noi che siamo il paese della musica, poi in realtà non la insegnamo ai giovani.

Lacuna di cui si stanno oggi pagando le conseguenze, quando vediamo i danni che nella attualità degli eventi quotidiani, un uso della “cattiva musica” produce distonie in ragazzi ignari delle leggi del bene e del giusto. Nella musica d’arte si procede per armonie alla ricerca di un bene condivisibile e a questo tende l’ascolto di momenti sonori in cui la spiegazione si accompagna alla riflessione da interiorizzare e da elaborare. Una proposta minima nel tempo, ma di enorme valore nella durata.
L’intervento dell’architetto Paolo Verducci, docente universitario e vice presidente della Fondazione Cassa di Risparmio ha ricordato come la istituzione bancaria sia da sempre presente nei progetti della Gioventù Musicale con un intervento concreto della elargizione di borse di studio nella convinzione che il sodalizio sia sempre più una istituzione culturale vicina al territorio. Trenta sono le borse annualmente assegnate alle scolaresche che si presentano alla competizione con elaborati assegnati su tema. Due anni fa fu la Callas, poi Puccini e, ora, Pavarotti, il grande tenore che con il suo accostamento con le star della musica pop, ha cercati di dimostrare che la musica di qualità non dovrebbe conoscere confini.
Magari, alla resa dei conti, le cose non tornano, ricordando, ad esempio il confronto tra lo stellare tenore modenese e certi divi del rock, ricordiamo ad esempio Bono, che sembravano, al suo confronto, solo mummia impagliate. Ma il gesto vale, e va commentato e discusso. Per tute le scolaresche interessante, dal Frezzi all’Itc, all’Orfini, la presenza del dirigente scolastico del Piermarini, Maria Grazia Cecconi, va apprezzata come quanto si dibatte nella conferenza stampa sia condiviso da chi nella scuola ancora crede.
Quando riprende la parola il professor Pelli, si apprende che la stagione dei concerti mattutini al san Domenico inizierà il 3 ottobre con una tema originale come la ricognizione su un musicista spagnolo di primo Novecento Isaac Albeniz, un vero salotto musicale tenuto dalla famiglia Pedron, recitante, pianoforte e violoncello, quest’ultimo suonato da un ragazzino appena decenne, Ruben, un piccolo prodigio. A seguire, con scadenza mensile, flautisti, violoncellisti, il coro di voci bianche del Morlacchi, l’orchestra sinfonica del conservatorio perugino, il tradizionale omaggio alla memoria di Lyia de Barberiis, la pianista che per decenni ha rappresentato la presenza della grande storia della musica nei corsi della Gioventù Musicale.
A Natale torna in auditorium il tenore Fabio Armiliato a presentare il suo libro di memorie su quaranta anni di carriera operistica mondiale. In giugno anche la presenza del coro “Cor gentile” diretto da Stefani Cruciani. Poi, nel solstizio, per la Giornata Europea della musica, il grande allestimento di “Cavalleria rusticana” l’opera di Mascagni magistralmente diretta in luglio scorso da Alessandro Zucchetti nella sontuosa villa del Boccaglione di Bettona. In tal senso andava apprezzata, ieri, la presenza di due rappresentati dei cori, Gabriella di Maio e Marco Schippa, presidente di Controcanto che sono stati tra i protagonisti della magica serata di prima estate. Sarà ancora una volta un grande sforzo che vedrà al san Domenico la banda Concerto Musicale di Cannara, già protagonista del felice allestimento, il regista Stefano Rinaldi Miliani e i cantanti che sono presi l’applauso di centinaia di ascoltatori. Realizzare l’opera, il grande sogno del maestro Pelli che si concretizzerà grazie alla straordinaria intuizione di Zucchetti e alla sua capacità tra attrarre banda e cori nello straordinario progetto. Anche la lirica, dunque, alla Gioventù Musicale, secondo un piano di crescita che si rinnova con le energie di quanti, nel pubblico e nel privato, operano a questa grande utopia.
di Stefano Ragni













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