Dice: “ADISU ha impegnato risorse degli Umbri, non sentiamo gli interlocutori da più di un anno”
(Perugia) “Tanto più che (particolare non secondario) i soldi li mettiamo noi”. Ed essere bypassati, diciamolo francamente, è un fatto che brucia.
“Non si fanno sentire e ti informano a mezzo stampa”. Questa la posizionedel nuovo Amministratore Unico ADISU Giacomo Leonelli che abbiamo sentito al telefono, pacato ma abbastanza irritato.

Te lo dico… dopo. Insomma: si parla di prossima partenza dei lavori per lo studentato nell’area della stazione ferroviaria di Perugia Fontivegge, e si va dritti per la propria strada, senza interloquire con Giacomo Leonelli, malgrado egli abbia più volte contattato RFI per richiedere aggiornamenti puntuali sullo stato dei lavori e sul relativo cronoprogramma. Richieste restate senza risposta. Omissione, ma anche sgarbo istituzionale.
Dice Leonelli: “Ad oggi, non è pervenuta alcuna comunicazione e nessun riscontro concreto. L’ultima comunicazione ufficiale da parte di RFI risale al marzo 2024 e dunque prima del mio insediamento”.
Aggiunge: “Dopo oltre un anno di interlocuzioni, caratterizzate da aggiornamenti generici e non puntuali da parte di RFI, lo stato di avanzamento dei lavori viene appreso esclusivamente tramite la stampa, con modalità che evidenziano una grave carenza di coordinamento e di rispetto dei rapporti istituzionali tra i soggetti coinvolti”.
Eppure le premesse per una corretta informazione c’erano tutte. Si evidenzia come ADISU sia parte integrante dell’Accordo sottoscritto insieme a Regione Umbria, Comune di Perugia e Rete Ferroviaria Italiana per la realizzazione dello studentato, nonché “soggetto co-finanziatore dell’opera”.
Impegnati 1,7 milioni… e scusate se è poco. In particolare, l’Agenzia ha impegnato, già a partire dal 2024, risorse pari a 1,7 milioni di euro a valere sul bilancio regionale, destinate alla realizzazione dell’intervento, oltre a dover successivamente sostenere i costi per l’allestimento degli arredi e la gestione della struttura. Già perché le stanze vanno arredate e l’impegno economico pare si aggiri intorno ai 400mila euro, che andranno pur trovati.
Insomma: i nostri soldi entrano nel conto o no? Alla luce del mancato coinvolgimento e dell’assenza di qualsiasi aggiornamento ufficiale, ADISU ritiene necessario comprendere se le risorse già accantonate risultino effettivamente ancora necessarie alla realizzazione dell’opera. Domanda retorica. Forse. Perché i soldi, certamente, li vorranno.
Diversamente… ne facciamo altro. Resta da chiarire se, al contrario, in assenza di un quadro chiaro su tempi e modalità di attuazione, queste risorse debbano essere destinate ad altri interventi prioritari per il diritto allo studio.
Gimo… e io pago! Anche per l’iniziativa GIMO, “abbiamo contribuito per più della metà, ma non è stato dato alcun rilievo al nostro ruolo”. Distrazione o sottovalutazione?
Se per gli arredi fate da soli, li spenderemo utilmente in altre intraprese. L’Agenzia sottolinea inoltre come, non essendo stata messa nelle condizioni di programmare con certezza le successive fasi relative all’arredo e alla gestione dello studentato, sia logico attivare percorsi alternativi di finanziamento per il potenziamento di altre strutture, al fine di garantire risposte concrete e tempestive alla crescente domanda abitativa degli studenti universitari.
Fontivegge non entusiasma. C’è chi afferma, tra i denti, che peraltro Leonelli dà attuazione a un progetto non suo, ma partito da chi lo ha preceduto e rispetto al quale deve muoversi in linea di continuità. Non senza rilevare come la componente studentesca non sia proprio entusiasta della scelta Fontivegge. Sono troppo noti i problemi che angustiano quel quartiere perché valga la pena di elencarli.
E se fosse una buona medicina? D’altro canto, c’è anche chi considera, e auspica, che la presenza nel quartiere di una cospicua componente studentesca possa rivelarsi motore di un ripresa di cultura e sana socialità.
Lo sgarbo rimane. Resta però il fatto che lo sgarbo rimane e che i motivi per lamentarsi a Leonelli non manchino proprio.
Non resta che auspicare, come fa ADISU, “che intervenga un immediato riscontro da parte dei soggetti attuatori e istituzionali coinvolti, al fine di ristabilire un corretto livello di coordinamento, indispensabile per la realizzazione di un’opera strategica per il territorio e per la comunità studentesca”.
Insomma: aggiungi un posto… al tavolo di lavoro ché c’è un interlocutore avente titolo a dire la propria.













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