I cittadini chiedono la messa in sicurezza delle aree a rischio incendi: il Comune di  Perugia e i titolari delle zone abbandonate fanno lo scarica barile sulle competenze


Il problema della messa in sicurezza delle aree a rischio incendi, soprattutto quelle adiacenti alle zone residenziali, non viene presa in considerazione dall’amministrazione comunale di Perugia ne tantomeno dai proprietari dei terreni.

Non si parla di un singolo caso ma di numerose segnalazioni che non vengono accolte ne valutate come si dovrebbe per la tutela dei cittadini.  Anche se, per fortuna, ancora nessuna disgrazia si é verificata, sarebbe il caso che venga assunto un provvedimento in materia. Due i casi che segnaliamo.  L’area, che una volta era verde, nella zona del rione Porta Sant’Angelo , all’interno delle mura medievali.  Altra area a rischio ( che in passato in più circostanze si sono verificati incendi) è nella  zona residenziale della frazione di Casaglia.  Ė importante, in questo contesto,  richiamare, in materia di sicurezza, il Decreto Legislativo 81/2008 che, all’articolo 46, ricorda quanto la prevenzione incendi rappresenti una “funzione di preminente interesse pubblico” alla quale, gli enti pubblici, devono assumere provvedimenti, non solo per il decoro urbano. Ma questo a Perugia non accade. 

Ecco il primo caso

Da anni, l’area che era verde, ora è divenuta un bosco secco, con alberi quali pini, cipressi, avvolti da piante rampicanti che hanno fatto divenire l’area un ampio spazio impraticabile. L’ex giardino, una volta gestito dall’Adisu, da più di 5 anni ora é in stato di abbandono.  Posto all’interno di una area circondata da condomini, rappresenta un grande rischio per i cittadini. Rami e piante hanno scavalcato le recinzioni e sono arrivate ad appoggiarsi, in alcuni punti, alle pareti dei palazzi. Più volte, a fronte del rischio incendi, i residenti hanno inviato all’Adisu raccomandate sempre inevase. Giustamente l’Adisu non avendo più in gestione la struttura e il parco, non si ê piú interessata alla manutenzione. Fatta segnalazione al Comune di Perugia, tramite mail e Pec , i residenti non hanno mai ricevuto risposta. Fatto significativo ed inquietante è che le segnalazioni non sono state fate solo in questo anno, nel 2023 ma addirittura dal 2015 in poi, e tutte sono rimaste senza alcun intervento ne risposta. Da una interrogazione catastale si viene a scoprire che il parco in questione appartiene all’Università degli Studi. 

Immagini del degrado e lo stato di abbandono dell’area verde ora divenuta foresta

Quindi i residenti provvedono a trasmettere la richiesta di messa in sicurezza dell’area all’Universita. Ma nulla di fatto. Ancora oggi tutto resta in stato di abbandono. Nonostante siano state fatte richieste ai Vigili del Fuoco ( che non hanno competenza) al Comune di Perugia ( che non ha risposto perchè l’area non è di sua proprietà ma comunque avrebbe dovuto, per legge, rispondere entro 30 gg alla Pec) , l’Adisu non interviene perchè non e sua la proprietà, l’Università non provvede.  Con tutti questi scaricabarile  a chi il dovere di intervenire? Necessita sempre la disgrazia? Oltre al disagio dei residenti che si trovano i rami battere sulle pareti e finestre delle abitazioni? E poi, non in aperta campagna, ma dentro le mura della città. “ Abbiamo paura che prima o poi si sviluppi un incendio – commentano i residenti della via – e siamo allibiti dal fatto che nessuno abbia preso provvedimenti”. 

Altro singolare caso

La mancata messa in sicurezza si presenta anche  nella frazione di Casaglia. Il tratto viario di via del Trifoglio, via dei Glicini per poi scendere in via dei Mughetti,  una sorta di collegamento viario a ferro di cavallo, all’interno del quale vi sono numerose abitazioni e condomini, sono circondare da un ampio terreno agricolo lasciato abbandonato da anni e che oggi è divenuto un vero e proprio bosco.  Nel tempo si sono verificati incendi che, per fortuna, intercettati dai residenti che notavano il fumo provenire dal bosco, hanno chiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco. Oggi la vegetazione del terreno lasciato in abbandono dal proprietario è arrivata a ledere,  in alcuni punti ad invadere,  la rete di confine delle case. Nonostante le segnalazioni fatte al proprietario e agli enti, nessuna risposta è pervenuta ne tantomeno sono state fatti tagli delle piante adiacenti alle abitazioni. Il proprietario, chiamato in causa da alcuni residenti, ha risposto che essendo divenuto boschivo e non più campo agricolo, non è tenuto a pulirlo. Errato: perchè essendo confinante con le abitazioni e condomini il proprietario è obbligato a mantenere pulito per almeno quindici metri dal confine altrui con maggior ragione se area residenziale. Anche in questo caso nessuno interviene fin quando non capita una disgrazia.

Il Comune di Gualdo Tadino  ha dato prova di interesse alla tutela e alla salvaguardia delle aree residenziali adottando una serie di misure per prevenire gli incendi e garantire la sicurezza pubblica. Attraverso l’ordinanza n. 113 del 7 agosto 2024, il sindaco Massimiliano Presciutti ha disposto obblighi specifici per i cittadini e le attività commerciali, con l’obiettivo di proteggere il patrimonio ambientale e la sicurezza del territorio. L’ordinanza pone l’obbligo di mantenere pulite le aree circostanti edifici e strade, attraverso il taglio e la rimozione della vegetazione secca, altamente infiammabile. Questo è necessario per ridurre il rischio di incendi che potrebbero propagarsi rapidamente a causa della presenza di sterpaglie e vegetazione non curata. Il provvedimento impone ai proprietari, affittuari e conduttori di terreni di realizzare fasce protettive lungo i perimetri delle loro proprietà. Queste fasce, di almeno 15 metri di profondità , devono essere completamente libere da qualsiasi residuo vegetale, per evitare che eventuali incendi possano diffondersi verso aree circostanti. Basta una sigaretta gettata  che si potrebbe sviluppare un incendio. 

L’Amministrazione del Comune di Perugia dovrebbe prendere esempio dalla giunta di Gualdo Tadino, piuttosto che rimanere in silenzio, non rispondere alle segnalazioni dei cittadini e lasciare che le disgrazie si consumino dando poi la colpa “al caso”.  In sintesi, l’amministrazione comunale dovrebbe richiamare tutti i cittadini e proprietari terrieri alla responsabilità, per evitare situazioni di pericolo e preservare il territorio e l’incolumità delle persone. 

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