Convinto pacifista, lasciò il gruppo dei Ragazzi di via Panisperna
(Inviato Cittadino)
(Pozzuolo Umbro) Cade oggi l’80.mo anniversario dal lancio della prima bomba atomica sulla città giapponese di Hiroshima. L’ordigno, chiamato Little Boy, fu sganciato dal bombardiere americano Enola Gay e esplose a circa 580 metri di altezza, sprigionando una potenza equivalente a 16.000 tonnellate di tritolo. Oggi, 6 agosto 2025, costituisce dunque proficua occasione per ricordare il fisico Franco Rasetti, nato a Pozzuolo Umbro e facente parte del nucleo di scienziati italiani (Ragazzi di via Panisperna) che svolsero ricerche atte a sviluppare quello che poi sarebbe stato il Piano statunitense denominato Progetto Manhattan (con il supporto di Regno Unito e Canada) che avrebbe poi generato la bomba medesima.
La celebrazione di una ricorrenza dalla nascita del fisico umbro che abbandonò le ricerche legate alla bomba per diventare naturalista di fama mondiale.
Il convegno si terrà a Palazzo Moretti-Costanzi, sede dell’Associazione intestata a suo nome. Lo comunica il presidente Claudio Monellini, instancabile tutore della sua memoria e delle sue avventure scientifiche e intellettuali. Prima un convegno legato alla paleontologia, poi l’inaugurazione della mostra fotografica di Francesco Rubechini. A seguire, la celebrazione della tradizione dolciaria con brindisi per calici di stelle.

Anche Perugia e l’Umbria hanno il loro Maiorana. Rasetti, come il fisico catanese, abbandonò la compagine di via Panisperna. Maiorana scomparve in circostanze mai chiarite, e pertanto oggetto di innumerevoli pubblicazioni. Rasetti, al contrario, non si eclissò, ma mutò pelle (in foto Rasetti con Fermi, al Convegno di fisica in Roma, 1931).
Franco Rasetti lasciò il gruppo di Fermi, quando intuì le potenziali applicazioni belliche di quelle ricerche. Ma non si nascose e non si congedò dal mondo della ricerca. Semplicemente mutò campo d’azione, preferendo dedicarsi a studi di carattere naturalistico per i quali divenne famoso in tutto il mondo.
Il dono al paese natale. Verso gli ultimi anni della sua esistenza, protrattasi fino al raggiungimento del secolo di vita, Franco Rasetti decise di donare al paese natale di Pozzuolo Umbro, Comune di Castiglione del Lago, il suo imponente archivio e le pregevoli collezioni naturalistiche.
Oggi esiste l’associazione intestata al nome e alla memoria del “ragazzo umbro di via Panisperna”. Scienziato di vaglia, abbandonati gli studi di fisica, in cui costituiva un’eccellenza, preferì quelli naturalistici (fossili, piante alpine), avendo intuito le possibili utilizzazioni belliche delle sue ricerche sull’atomo. Che evidentemente dovettero spaventarlo, facendogli paventare la fine dell’umanità.
Amico di Amaldi, Fermi, Pontecorvo e Maiorana (in foto 2 coi Ragazzi di via Panisperna), Rasetti se ne allontanò e seppe riciclarsi, a un livello di eccellenza mondiale, nel campo delle scienze naturali, guadagnandosi fama internazionale in Belgio, in Canada e negli Stati Uniti, dove insegnò con unanime apprezzamento.
Era nato a Pozzuolo umbro nel 1901, deceduto centenario a Waremme (Belgio) nel 2001, cittadina che gli ha intestata una strada. Franco Rasetti riposa in Umbria, dal 2002, nel cimitero del suo paese natale. E adesso anche il suo archivio sta in Umbria e ne costituisce un’importante risorsa museale.
Un archivio ricco e composito. L’archivio si compone di materiale cartaceo, di medaglie, targhe, riconoscimenti, ottenuti da parte dello Stato del Vaticano, dall’Accademia dei Lincei, dalle Università di tutto il mondo.
Miniera fotografica. Innumerevoli le foto del periodo romano, belga, canadese e statunitense, accanto a personaggi del mondo scientifico, della politica, della cultura. È infatti da sapere che il personaggio seppe ottenere unanime apprezzamento per le sue qualità scientifiche e umane.
Documenti e anticipazioni di studi su temi di grande attualità. L’archivio comprende anche registrazioni, documenti e testimonianze, interviste su temi attuali come la globalizzazione e l’effetto serra: argomenti sui quali era alta l’attenzione dell’uomo e dello studioso, anticipatore di modernissime sensibilità.













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