Il Festival delle Nazioni di Città di Castello chiude in bellezza con un concerto da non perdere [video]

Massimo Quarta, violinista di fama internazionale, e il pianista Alessandro Marangoni protagonisti di un’esibizione di alto livello nell’incantevole cornice dell’Abbazia di Montecorona

(Città di Castello)  Il Festival delle Nazioni si avvia alla conclusione con un ultimo concerto da ricordare, che ha visto protagonisti due interpreti di eccezione: il violinista Massimo Quarta e il pianista Alessandro Marangoni.

Quarta, vincitore del prestigioso Premio Paganini, è uno dei violinisti più acclamati a livello internazionale, mentre Marangoni è noto per la sua sensibilità interpretativa e la versatilità del suo repertorio. Insieme a loro, i musicisti dell’UmbriaEnsemble, hanno dato vita a un programma di rara bellezza in uno dei luoghi più affascinanti dell’Umbria: l’Abbazia di San Salvatore di Montecorona.

Fondata poco dopo l’anno Mille da San Romualdo, l’Abbazia ha attraversato i secoli passando dalle mani dei Monaci Camaldolesi a quelle dei Cistercensi, fino ad arrivare al 1523 quando divenne la casa madre dell’Ordine Benedettino di San Romualdo. Questo luogo, carico di storia e suggestione, ha fatto da cornice perfetta all’esibizione dei due straordinari interpreti.

Il concerto si è aperto con il Quartetto n. 1 op. 5 di Darius Milhaud, scritto quando il compositore francese aveva appena vent’anni e dedicato a Paul Cézanne. Una pagina fresca e vitale, con influenze popolari provenzali e accenni di sperimentazione politonale, che già lasciava intravedere il percorso personale e anticonformista di Milhaud, figura centrale del Novecento e membro del celebre Gruppo dei Sei.

La seconda parte del concerto è stata dedicata a un autentico capolavoro della musica da camera: il Concerto in re maggiore op. 21 per violino, pianoforte e quartetto d’archi di Ernest Chausson. Raffinato e poetico, l’opera rappresenta una sintesi perfetta tra la tradizione romantica francese e l’influsso wagneriano, con momenti di intensa espressività lirica e grande respiro formale. Il Grave, in particolare, è considerato uno dei vertici della letteratura cameristica ottocentesca. Il Finale, con il suo entusiasmo ritmico e il ritorno dei temi iniziali, ha chiuso l’opera con energia e slancio.

Questo concerto, che ha visto la partecipazione di due interpreti di fama internazionale, si inserisce perfettamente nel contesto del Festival delle Nazioni di Città di Castello, manifestazione che da anni si distingue per la qualità e la varietà della sua programmazione, offrendo al pubblico l’opportunità di scoprire luoghi incantevoli e ascoltare esecuzioni di altissimo livello.

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