Il Festival Villa Solomei regala un Mendelssohn di rango all’anfiteatro Cucinelli


Ben tre cori, uno stuolo di musicisti, tre cantanti di grido per uno spettacolo irripetibile


(Inviato Cittadino)

(Corciano) Una “costosa” formazione eccezionale di oltre 100 elementi, una presentazione di alta divulgazione. Se ne è fatta carico la bravissima Silvia Paparelli, pianista e musicologa di rilievo, vincitrice del Premio Buscaroli 2024 per un raffinato saggio su Beethoven. Gli allievi del suo corso di Storia della Musica la chiamano affettuosamente “la Parodi del Briccialdi”, per la somiglianza con la nota conduttrice televisiva.

A seguire, l’entrata della pletora di coristi.  Erano infatti ben tre i cori impegnati nella straordinaria performance: il Canticum Novum di Solomeo (nell’organico anche Federica Benda, moglie di Brunello Cucinelli), la Corale Marietta Alboni di Città di Castello (M° Marcello Marini), il Coro polifonico Città di Tolentino (M° Aldo Cicconofri).

Per la sezione strumentale, l’Accademia Hermans, fondata e diretta da Fabio Ciofini il quale, nell’occasione, si è assunto l’impegno della direzione generale. Tre i cantanti solisti in scena: due soprano e un tenore. La blasonata eugubina Lucia Casagrande Raffi, attiva nel repertorio operistico, sacro, sinfonico e oratoriale. 

La perugina – anche lei formata al Conservatorio Morlacchi – Francesca Bruni che vanta un curriculum di tutto rispetto. Lo sloveno Žiga Čopi, dalla raffinata espressività vocale, vincitore di concorsi e anche compositore di livello internazionale. Eseguita la Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore, op. 52 di Felix Mendelssohn, conosciuta anche come Lobgesang (Inno di lode). Ovvio precisare che il testo è rigorosamente in lingua tedesca. Per consentirne dunque una consapevole fruizione, l’impeccabile organizzazione ha predisposto la distribuzione di un pieghevole in cui, a fronte del testo originale, figurava la versione in lingua italiana. 

Ha informato Silvia Paparelli: “Si tratta di una delle opere più ambiziose del romanticismo tedesco. Composta nel 1840 per celebrare il 400º anniversario dell’invenzione della stampa da parte di Gutenberg, fu eseguita per la prima volta il 25 giugno dello stesso anno nella chiesa di San Tommaso a Lipsia, diretta dallo stesso Mendelssohn”. Il riferimento biblico presuppone eventi storici come la nascita della Chiesa protestante e la traduzione di Lutero.  

Il tono della sinfonia, solenne e celebrativo, con momenti di intensa spiritualità e altri di esuberante gioia, ha mandato in estasi il pubblico che affollava la platea, la gradinata e lo spazio antistante il teatro.  Brunello Cucinelli ha assistito, visibilmente emozionato, al concerto dalla prima fila e, al termine, è stato invitato sul palco dal Maestro-Direttore Ciofini. Non ha rilasciato dichiarazioni.

La folla straboccante di pubblico, oltre la (pur notevole) capienza, è stata trattenuta da un servizio d’ordine che ha curato il rispetto delle norme di sicurezza ed evacuazione. Parecchi, e delusi, coloro che non ce l’hanno fatta ad entrare. Va sottolineato come il Festival, giunto XXVI edizione, goda ormai di una risonanza internazionale. È rivolto a onorare il nome di don Alberto, storico parroco di Solomeo, alla cui memoria è stato dedicato il Parco Don Alberto Seri, parte del più ampio Progetto per la Bellezza, promosso dalla Fondazione Brunello e Federica Cucinelli.

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