(Perugia) La musica, finalmente, nel luogo della classicità cittadina. Al Mariotti dove per secoli si è spiegato Manzoni ma non si è mai parlato del suo contemporaneo Verdi, è arrivata stamane l’opera lirica. I docenti del liceo ad indirizzo musicale che tanto fanno per formare i propri allievi al confronto formativo con il repertorio colto. Sauretta Ragni, Alessandro Zucchetti e Stefano Franca, hanno accolto con le rispettive scolaresche la rappresentanza del Lirico Sperimentale di Spoleto costituita da Raffaella Clerici e Lucia Andreini a capo di una minima rappresentanza dei cantanti che da questo mese stanno seguendo i corsi di formazione che porteranno al debutto operistico di settembre.

La formula adottata dal presidente Roberto Calai è molto funzionale: “miniopera tour”, ovvero l’opera a scuola, secondo una logica di diffusione che, in pratica, costituisce un atto di apostolato. Se i ragazzi non hanno nessuna possibilità di accostarsi al teatro d’opera nel loro percorso didattico, sarà il teatro, nelle sue forme più elementari, ad accostarsi a loro. Per farli godere di quell’universo “di cartapesta” di cui parlava Montale nelle sue cronache giornalistiche. Che poi era anche uno dei massimi poeti italiani e un Nobel.

Ancora oggi si studia la sua produzione, e questo vale anche per l’Università, e nessuno sa della sua funzione di critico musicale esercitata per tutta la vita. Opera come passione, opera come modo di accostarsi alla vita quotidiana e di relazionarsi col mondo. Me nel mondo accademico italiano la musica è ancora un mistero.
Per fortuna al Mariotti si lavora bene con le classi a indirizzo musicale e la vasta platea di ragazzi di affollava l’aula magna era attenta e silenziosa quando Raffaella Clerici, che è anche la responsabile del Centro Studi Belli-Argiris, uno scrigno di pubblicazioni e testimonianze del teatro d’opera, spiegava ai “mariottini” la storia di una istituzione che mosse i suoi passi nel 1947, per iniziativa di un colto avvocato che amava l’opera e frequentava i grandi della sua epoca; Puccini, Mascagni, Gigli.\
La finalità del colto melomane non fu solo quella di istituire un premio, ma anche di creare le condizioni per agevolare l’ingresso in carriera dei cantanti vincitori. Una condizione che esiste ancora oggi con una squadra di ragazzi che emergono dal centinaio di candidati che si presentano: sette per questa edizione che tenderà alla presentazione di un titolo di prestigio, le “Nozze di Figaro” di Mozart con la regia di Henning Brockhaus e la direzione di Marco Angius.

Spettacoli mattutini saranno programmati proprio per gli studenti che potranno godere di un approccio privilegiato coi loro docenti. Per esemplificare quanto avviene in questi giorni a Spoleto, due cantanti del Lirico Sperimentale si sono presentati ai ragazzi per far capire loro cosa sia la riproduzione di un suono, con gli opportuni vocalizzi. Poi è stato il momento elettrizzante delle arie, con Francesca Paoletti che ha cantato in maniera semplicemente aristocratica l’aria della Contessa di “Nozze di Figaro” e del tenore italo argentino Joaquin Cangemi che si è misurato con l’aria “dell’asino” del capolavoro mozartiano. Poi lo squillo imperioso della Butterfly per la magnifica Paoletti e il delizioso Nemorino di Joaquin, una pasta timbrica “in purezza”.
Al pianoforte una delle maestro dello Sperimentale, la coreana Yseul Cha. Una vera festa per le orecchie, ma anche uno spettacolo di lieta umanità che ha visto giovani tra giovanissimi condividere un momento di convivialità che tra pochi giorni lo Sperimentale porterà anche agli studenti dell’Università per Stranieri dove sarà accolto dal direttore di Dipartimento, la professoressa Sabrina Stroppa.













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