Tra previsioni sbagliate, cambiamenti climatici e incuria, la verità sulle cause delle recenti alluvioni e le colpe nascoste
Nota del Fronte del Dissenso
(Perugia) Negli ultimi giorni, la Valle Umbra Sud si è trovata nuovamente sotto i riflettori a causa delle esondazioni dei torrenti Ruicciano e Tatarena, che hanno causato danni e disagi nei comuni di Castel Ritardi, Montefalco e Trevi. Un evento che ha suscitato interrogativi e polemiche, ma anche la necessità di fare chiarezza sulle cause reali e sulle responsabilità politiche e tecniche.
Solidarietà ai cittadini colpiti. Prima di tutto, è doveroso esprimere la massima solidarietà ai cittadini e alle comunità colpite, che si sono trovate a fronteggiare danni e paura durante la notte tra il 10 e l’11 settembre. La priorità è ora capire cosa sia successo e come evitare che simili eventi si ripetano.

Le previsioni e la realtà dei fatti. Secondo il servizio di Allerta Meteo Umbria della Regione, il Documento di Allerta 254-2025 aveva previsto un rischio minimo, con un’allerta di colore giallo per la Valle Umbra. La previsione indicava precipitazioni sparse e temporalesche, ma niente di eccezionale. Eppure, nella notte, sono caduti circa 50-60 mm di pioggia, che sommati ai 50 mm delle 24 ore precedenti portano a circa 100 mm in totale.
Un quantitativo di pioggia elevato, ma non eccezionale: 100 mm in 24 ore rappresentano un dato alto, ma non sono né un nubifragio né un evento fuori dalla norma. La domanda sorge spontanea: perché, allora, si sono verificati danni così gravi?
Il ruolo dei cambiamenti climatici. L’assessore regionale de Luca ha tirato in ballo i “cambiamenti climatici” come causa delle esondazioni. Una spiegazione che, secondo molti esperti e cittadini, rischia di essere una scusa facile. La realtà è che ogni pioggia, anche intensa, può essere gestita se si adottano le misure adeguate. La vera questione è l’assenza di un Piano di Assetto Idrogeologico efficace e di interventi strutturali di prevenzione.
L’incuria e le responsabilità. La causa principale delle esondazioni, come più volte denunciato da cittadini e ambientalisti, è l’incuria delle infrastrutture idriche. I letti dei torrenti Ruicciano e Tatarena, così come di altri corsi d’acqua, sono da decenni abbandonati, invasi da vegetazione fitta e alta che ostacola il naturale deflusso delle acque.

Inoltre, il Consorzio della Bonificazione Umbra, che dovrebbe occuparsi della manutenzione, viene spesso accusato di inadempienze e di aver trascurato il proprio dovere di pulizia e manutenzione dei corsi d’acqua. La recente tesi secondo cui gli istrici che scaverebbero tane lungo gli argini sarebbero la causa delle esondazioni appare come una boutade, lontana dalla realtà dei fatti.
Le responsabilità del Consorzio della Bonificazione Umbra. Il problema risiede nell’inefficienza di un ente pubblico che, nonostante i balzelli pagati dai cittadini, non adempie ai propri doveri di manutenzione. La mancata pulizia dei corsi d’acqua e l’incuria delle sponde sono responsabilità che ricadono su chi avrebbe il compito di prevenire le emergenze, ma che spesso preferisce minimizzare o addirittura negare il problema.
È ora che le istituzioni assumano le proprie responsabilità e adottino interventi concreti, come un serio Piano di Assetto Idrogeologico, per tutelare i cittadini e prevenire future tragedie. La verità, come sempre, sta nel lavoro di prevenzione e nella volontà di affrontare i problemi alla radice, senza nascondersi dietro scuse o teorie infondate.
Moreno Pasquinelli













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