L’opera “Le invisibili. Esistenze radicali” a Bari racconta il lavoro delle braccianti sfruttate nelle campagne del Sud

Il progetto è in mostra fino al 21 aprile alla Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto” a cura di Roberto Lacarbonara

Nella Sala del Colonnato del Palazzo della Città Metropolitana di Bari è esposta da febbraio un’installazione artistica. Sedici aste verticali in ferro, alte quasi quanto le colonne della sala, sorreggono dischi metallici e zappette forgiate in ceramica, organizzate su strutture metalliche a forma esagonale.

Non è un’opera didascalica di certo e sicuramente non è mai stata pensata per esserlo. La firma dietro “Le invisibili. Esistenze radicali” è Pamela Diamante che ebbe l’ispirazione mentre collaborava per il progetto Sweet Net di Actionaid International Italia E. T. S. e Fondazione CDP. Lo spunto è venuto dall’ascolto delle testimonianze di varie lavoratrici migranti, in prevalenza originarie dell’Est Europa, sfruttate nelle campagne del Sud. Donne che dal baratro sono risalite e che, in alcuni casi, hanno scelto di profondere il loro impegno per la causa.

Le sedici aste di metallo rappresentano proprio le lavoratrici, alte il doppio della statura dei soggetti per appunto rendere “le invisibili” visibili. La forma dell’installazione dà l’idea di un dispositivo meccanico evidenziando la condizione di sfruttamento, le zappette sono invece lo strumento simbolo del lavoro nei campi. Le strutture metalliche a forma esagonale cha fanno da base richiamano alla mente un alveare, a suggerire collaborazione e solidarietà femminile.

Il progetto insomma è un omaggio non solo alle sedici lavoratrici ma a tutte le braccianti di ieri e di oggi sfruttate e abusate nel Meridione.
Un’opera complessa che fa interrogare lo spettatore e lo invita ad osservare in modo partecipativo.

L’opera di Pamela Diamante oltretutto è tra i vincitori selezionati del PAC 2025 (Piano per l’Arte Contemporanea), progetto della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura che sceglie opere d’arte contemporanee destinate al patrimonio pubblico italiano.

Il progetto prevede l’uscita ad aprile del catalogo edito dalla casa editrice Magonza che ne documenterà la genesi, oltre all’organizzazione delle Giornate di studio presso l’Università “Paul Valéry” di Montpellier e l’Archivio di Genere “Carla Lonzi” dall’Università di Bari.

Al termine dell’esposizione l’installazione sarà esposta in vari musei per poi essere acquisita definitivamente alla collezione della Pinacoteca Metropolitana di Bari.

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.