Tra libri, scaffali e social media 

Il ruolo del libraio in un mondo sempre più connesso: un’intervista a Nicolò Lovat

(Villorba, Treviso) Le librerie sono luoghi di incontro, di dialogo e di scambio culturale, dove il libraio ascolta e accoglie.  Il mondo dell’editoria e delle librerie ha però subito una forte scossa con la nascita degli e-commerce: un rapporto dell’Associazione Italiana Editori (AIE) riporta che nel 2025 le copie comprate sono scese sotto i 100 milioni per la prima volta negli ultimi 5 anni raggiungendo il -3%. 

Due nuovi fenomeni potrebbero tuttavia dare nuovo impulso al mercato: il BookTok e il Bookstagram – ovvero le pagine social dove gli influencer consigliano titoli – generano numeri da capogiro. #BookTok conta 73,8 milioni di contenuti, #bookstagram ne conta ben 124 milioni. Un ulteriore rapporto dell’AIE che prende a campione 4.000 persone con un’età compresa tra i 15 e i 74 anni, mostra che il 41% degli intervistati tra i 17 e i 24 anni afferma di aver acquistato un libro dopo averne sentito parlare sui social. 

Intervista a Nicolò Lovat, libraio della libreria Lovat di Villorba (Treviso) 
Quella della Libreria Lovat è una storia che attraversa tre generazioni. Nasce alla fine degli anni ’80 quando Adamo Lovat decide di aprire il Centro Biblioteche Lovat. Nel 1988 si sposteranno nell’attuale sede, in via Newton 32 a Villorba (Treviso) e nel 2008 il Centro diventa Libreria Lovat, punto riferimento per la provincia di Treviso e una delle maggiori librerie indipendenti del nord-est. 
Nel 2009 apriranno un’altra sede nel centro di Trieste e nel 2023 riceveranno il “Premio per Librai Luciano e Silvana Mauri”. 

A parlare di come il ruolo del libraio sia mutato nel corso del tempo e delle nuove caratteristiche delle librerie indipendenti abbiamo Nicolò Lovat.
Potrebbe presentarsi e raccontarci come è iniziato il suo percorso in questo mondo?
Sono Nicolò Lovat e si potrebbe dire che sono nato in mezzo ai libri. Mio nonno Adamo fondò il Centro Biblioteche Lovat alla fine degli anni ’80 insieme a mio padre, mio zio e successivamente mia madre.  Nel 2008 il Centro diventa Libreria Lovat, e io inizio a lavorare dopo aver svolto degli studi in materia a Orvieto, Venezia, Roma e Milano.  Ad oggi, oltre al lavoro di libraio, mi occupo della gestione degli eventi e del brand Lovat.” 

Arrivati alla terza generazione di librai, ha notato delle differenze nel mestiere di libraio? 
Personalmente penso che sia un lavoro completamente mutato. Oltre all’avvento degli e-commerce, sono diverse le difficoltà che un libraio deve affrontare oggi. 
La profondità di catalogo ad esempio è aumentata. Una libreria come la nostra lavora sull’indicizzazione di circa un milione di titoli, con quasi settantamila titoli presenti in libreria.
Sono aumentate esponenzialmente anche le fonti dalle quali attingere e, di conseguenza, si possono commettere alcuni errori di valutazione.  Nella nostra realtà viviamo nel quotidiano la difficoltà nel prevedere le tendenze, ma è anche uno degli aspetti di cui andiamo più fieri: su mille titoli venduti, 990 sono diversi. 
Penso però che il cuore della professione sia rimasto sostanzialmente lo stesso: un buon libraio deve capire che tipo di cliente si trova davanti, saper consigliare il giusto titolo per la persona“. 

Pensa che fenomeni come il Bookstagram e il BookTok possano influire su questo aspetto? L’uso delle piattaforme social vi ha aiutato a raggiungere un pubblico più ampio?
I social sono un tipo di promozione che si muove a bolle, ma è sicuro che possano far aumentare la profondità nella richiesta di titoli. Le librerie spesso trovano difficile rispondere a questa domanda e a stare dietro ai nuovi trend.
Nel settembre del 2023 abbiamo deciso di iniziare ad utilizzare le piattaforme social in modo più assiduo. Ben consapevoli che potesse essere un’arma a doppio taglio, siamo riusciti a trovare la giusta chiave di lettura e a raggiungere un pubblico più ampio, mantenendo il nostro “taglio locale”. I social non hanno solamente portato dei riscontri commerciali, ma hanno dato nuova valorizzazione ai librai che lavorano qui e all’immagine della libreria.” 

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.