Personaggi : dalle stalle alle stelle… con la forza della scrittura


Gianluigi Venditti lo racconta nel suo “La leggenda. Dalla strada alla penna” 


(Inviato Cittadino)

(Perugia) Come ci si riscatta dall’emarginazione. Un racconto autobiografico che propone la storia di un ragazzo alla continua ricerca di un ubi consistam. Inquietudine, insoddisfazione, mancanza di parametri valoriali intimamente assimilati. 

La ricerca di continue esperienze, anche borderline. Far parte dei warriors, ultras che ondeggiano tra violenza e aggregazione complice, all’insegna di alcool, fumo, irregolarità, arresti, rimbrotti, andate e ritorni da Latina all’Europa. Viaggiando a scrocco, elemosinando tra stazioni e piazze di Parigi e Amsterdam.  Tra barboni e drogati, fantasmi che si aggirano senza meta per la città.

Ma niente lo appaga e il giovane sbandato non trova quiete. E a nulla valgono i rimproveri dei suoi. Sono le carezze desiderate a mancare. E domina l’indifferenza. Ma non è Jack Kerouac di On the road. È un ragazzo italiano che si ispira al detto di Camus Mi ribello, dunque sono. Avverte, cioè, l’urgenza di trovare identità nella disubbidienza al conformismo e al comune sentire. Tanti gli incontri: anche quello con una ragazza che vale a cambiargli a vita.

Nel libro c’è anche Perugia e le sue strade. E la palestra, dove Gianluigi incontra Gianfranco Rosi e Parisi. Le corse con Gianfranco al Subasio. Quindi la passione per il pugilato e l’inizio di una carriera con oltre una ventina d’incontri da dilettante. Vittorie tante. E qualche ingiustizia da subire. Ma il pugilato è solo un pretesto per mettersi alla prova, per irreggimentare l’aggressività, per combattere contro i propri fantasmi. Poi c’è L’ISEF e la vocazione ad educare, a insegnare che lo sport può salvare.

È Jessica a farlo innamorare della letteratura, del rispetto di sé, contagiandolo col tarlo della scrittura. A fargli capire che il nostro miglior confidente siamo noi stessi. Che la forza non è fuori, ma dentro di noi. Così Gianluigi diventa quello che è. Spacciatore di libri (suoi): ne ha scritti tanti, di prosa e di poesia. Perfino alcuni in cui si fa filosofo, racconta la propria Weltanschauung, ossia la sua visione del mondo e dei rapporti con le persone.

Oggi, a Perugia, è un personaggio. Poeta girovago, cultore di discipline esoteriche, di yoga e danze di culto, libero pensatore. Lo conoscono e lo salutano tutti, quando gironzola per l’acropoli. Dice scherzando che è stato specialista di sport come il tiro della cinghia e il salto dei pasti. Ma la sua vera scuola è stata l’università della vita. 

Certo è che ha trovato la sua giusta dimensione. E raccoglie i frutti di un percorso di irregolare, ricco di stimoli e suggestioni. Esperienze che gli hanno fatto scoprire l’impossibilità di essere “normale”. Ma anche la gioia di una diversità regolata dalla cultura e dalla buona educazione. 

Perché – questa è la scoperta – la letteratura ci salva. La precedente edizione del libro data 1992. L’attuale esce dunque oltre 30 anni dopo. Ma senza sostanziali aggiunte o correzioni. Il disegno di copertina è di Eric Giacometti.

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