S. Antonio al Borgo,  Francesco Conestabile della Staffa ricordato con un commovente concerto dell’Ensemble “Sine Nomine”


Un anno esatto dalla tragica data della scomparsa di Francesco Conestabile della Staffa, giovane esponente di una delle famiglia più antiche della città

(Perugia) Una scomparsa improvvisa che ha colpito quanti lo conoscevano e ne apprezzavano le doti di comunicativa, di insaziabile curiosità e di umanità. Pochi giorni prima del tragico evento, la sera di un concerto a santa Maria Nuova, lo avevamo visto aggirarsi tra le navate della antica chiesa dei Baglioni, indaffarato in quella che era una delle sue mansioni preferite: la collaborazione con Eugenio Becchetti nella manutenzione e nel restauro degli organi storici. Una estensione della sua creatività che lo aveva visto operare felicemente a fianco della sua fidanzata Elvira in un contesto di artigianato e di tecnica artistica che lo rendeva felice e proteso verso tante futura realizzazioni. Ricordarlo nella casa madre dei Becchetti, il tempio degli Olivetani al Borgo s. Antonio è stato ieri sera un momento di intensa commozione, risolto dalle ragioni della musica nella misura migliore che Francesco avrebbe forse desiderato.

Ci sono state letture risolte nella chiave di una compresenza tra coloro che sono passati nella vita della perfezione, e noi che vorremmo ancora godere della loro voce e della loro luce: ma le poesie di Frye, di Holland, del gesuita Perico e del testo del “Libro di Re” ci ricordavano  che chi non è più tra noi sa ancora guardarci con occhio affettuoso, in attesa della riconciliazione. 

Il momento della musica era sostenuto da una formazione di recente costituzione, il “Sine nomine”,  che unisce voci e strumenti sotto il magistero di Eugenio “il vecchio”, il capostipite della famiglia. Molto opportuna la scelta delle musiche che si aprivano con il vetusto “Cantico delle Creature” di padre  Domenico Stella, francescano della Cappella Musicale della Basilica papale di Assisi  fino alla sua scomparsa, nel 1956. una musica arcaica, che gronda a ogni rigo di “Laudario di Cortona”, ma che riesce, in ciascuna delle sue strofe, a rivestire il testo del Serafico padre di una autenticità propria delle anime candide. Tutti ricordiamo la forza espressiva di cui sapeva caricarlo padre Evangelista Nicolini,  musicista ispirato di inimitabile afflato  spirituale. La versione che ne ha fornito il “Sine nomine”  è propria di una generazione molto più giovane degli antichi “Cantori di Assisi”, ma con Eugenio seduto al vecchio pianoforte Bechstein, l’esecuzione è fluita nella modernità di una compagne vocale che sa vivere con competenza il tempo presente.

Alternandosi con le voci di Luana Trinari e del padre Emanuel Kirikeska, un francescano rumeno, le voci hanno dato vita al successivo percorso che attraverso una trasparente lettura dell’”Ave Verum” mozartiano, approdava al finale cantico di John Rutter “The Lord bless”. Ricordiamo queste voci che hanno preso molto sul serio il loro impegno: Angela Rossi, Erika Valeri, Emanuela Brunetti, Rosalba Petranizzi, Mari Principe, Giuseppe Codagnone, Pieri Luigi Simeoni, Paolo Checcarelli e Mauro Corazzi.

La tinta delicatissima dell’amalgama vocale non è entrato in contrasto con le parti più strumentali che i Becchetti possono mettere in campo solo utilizzando  i musicisti di famiglia. Con il violino di Claudio e il flauto di Cristina Bernardini Eugenio ha dato vita a un riuscita esecuzione di un Trio di Mélanie Bonis, una discepola di Faurè, Franck e Massenet operante nella Parigi a cavallo del secolo: musica trasparente ed elegantissima per una piacevole riscoperta. Da parte sua il patriarca si è alternato all’organo Angelo Mattioli del 1694, da lui restaurato dopo due decenni di operosità, oggi voce insostituibile della storia cittadina, al clavicembalo De Renzi 1983 e all’harmonium Kimball di Chicago per un piacevole percorso tra gli arcaismi di Fischer e Croft e le delizie di un Franck dell’Andantino il sol minore. Il testo del “Libro dei re” diceva della presenza del Divino nel sussurro di una brezza leggera. Ci ha accarezzato tutti nel ricordo di Francesco.

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