La Regione vedrà convertite tre carceri del territorio in istituti per la massima sicurezza
(Nuoro) “7 istituti dedicati interamente al 41-bis, concentrati in 5 regioni italiane, gestiti unicamente dai reparti specializzati del Gom (Gruppo operativo mobile)” questa la decisione del governo comunicata da Andrea Delmastro Delle Vedove, sottosegretario alla Giustizia, nella Conferenza Stato-Regioni il 18 dicembre scorso.

Il progetto nasce con l’obiettivo di rivoluzionare il sistema penitenziario di massima sicurezza e riallinearsi al dato normativo, che prevede per i 41-bis la detenzione in istituti esclusivamente dedicati, preferibilmente in aree insulari e custoditi da reparti specializzati. Attualmente, sono presenti in Italia 750 detenuti in regime speciale 41-bis in 12 istituti di cui 11 in promiscuità con altri circuiti detentivi, ubicati in 8 regioni. Adesso, verranno concentrati solo in 5 di esse, tra cui la Sardegna, che vedrà destinati alla massima sicurezza gli istituti di Uta (Cagliari), Bancali (Sassari) e Badu e’ Carros (Nuoro).
La decisione ha trovato lo stupore e le proteste della Regione Sardegna che, attraverso la Presidente Todde, denuncia mancata collaborazione e decisioni unilaterali, nonostante le numerose richieste di chiarimenti fatte al governo nel corso dei mesi. In particolare, la presidente ha fatto presente la sua contrarietà alla scelta, contestando l’idea che l’insularità potesse essere considerata una condizione favorevole per il trasferimento dei detenuti in regime speciale. Un tale provvedimento comporta grandi cambiamenti per la Sardegna, che diventerà la regione con il maggior numero di detenuti al 41-bis, pari a 180, destinati ad aumentare ulteriormente di circa il 20%.
L’amministrazione regionale, da sola, si troverà ad affrontare problematiche in ambito sociale e sanitario. Avere strutture esclusivamente di massima sicurezza espone a maggiori rischi per la criminalità organizzata, le infiltrazioni mafiose e la corruzione. Inoltre, con l’arrivo dei nuovi detenuti in regime di 41-bis (di cui nessun sardo) si porrà anche il problema delle loro famiglie, che dovranno spostarsi nell’isola. Allo stesso modo, questo comporterà lo spostamento dei detenuti sardi in altre carceri italiane, interrompendo il rapporto con il territorio, fondamentale in un’ottica di carcere volto alla rieducazione, non solo alla funzione prettamente punitiva. Nel corso degli anni, infatti, sono nati numerosi progetti e iniziative di giustizia riparativa, volte al reinserimento nella società.

Mons. Antonello Mura, Vescovo di Nuoro e Lanusei e Presidente della Conferenza Episcopale Sarda, parla del “rischio di veder vanificato tutto il percorso di inclusione avviato dalle associazioni del territorio e dai tanti volontari, mettendo in atto un trattamento che sa più di annientamento della persona che di rieducazione”.
Dal punto di vista sanitario, si dovranno fronteggiare le spese necessarie all’istituzione di reparti destinati ai detenuti negli ospedali di ogni capoluogo, come previsto dalla legge. La Regione Sardegna però, essendo a statuto speciale, dovrà affrontare tali provvedimenti da sola, in un sistema sanitario già gravemente segnato da carenze strutturali che non riescono a sopperire alle esigenze dei cittadini.
Nonostante le proteste e la contrarietà delle varie istituzioni, il processo di attuazione del programma è già in atto: molti detenuti sardi sono già stati traferiti, e nelle carceri sono iniziati i lavori strutturali. Allo stesso modo, nelle altre strutture italiane, iniziano ad arrivare le comunicazioni di trasferimento. Comunicazioni che, come in Sardegna, distruggono gli sforzi di chi ha provato a rinascere e ricostruirsi una vita, con piccoli lavori o attraverso lo studio.
Sebbene ormai non si possa fare nulla per modificare la decisione del governo, questo caso evidenzia ancora una volta la grave situazione in cui versano le carceri italiane. Non basta prendere provvedimenti in virtù della legge: occorre un cambiamento radicale di sistema che studi anche il territorio e le sue esigenze.








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