Vado al massimo con… “Perugia Maxima”, ultima guida di Repubblica

Sette secoli di storia fra radici e attuale identità

(Perugia) Sala della Vaccara (che i perugini non sanno perché così venga chiamata! Ma questa Guida glielo spiega?) con pubblico e protagonisti a far festa per l’ultimo nato delle Guide di Repubblica. Con la copertina di Mimmo Paladino, celebrato con luminarie e mostra diffusa: discutetene quanto vi pare, ma guai a sminuirne il rilievo internazionale!

Un titolo che ci piace. Perugia Maxima: storie, luoghi e segreti, per valorizzare e rendere omaggio alla nostra città. Maxima, rispetto a chi? Ma, naturalmente, ad altre città, pur blasonate, che non possono però vantare le eccellenze culturali della Vetusta.

Erano in tanti a presenziare alla festa. Che, rubando un aggettivo a Lello Rossi, si sarebbe davvero dovuta chiamata “grande” come quella di popolo che ricorda la “vittoria/sconfitta” del XX Giugno cittadino. Parterre de roi: Il direttore delle Guide di Repubblica Giuseppe Cerasa, l’assessore al turismo del Comune di Perugia Fabrizio Croce, il direttore generale di Fondazione Perugia Fabrizio Stazi, il direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria Costantino D’Orazio, il direttore del (preferisco il maschile!) Tgr Umbria Luca Ginetto e il direttore del Corriere dell’Umbria Sergio Casagrande, che ha moderato il confronto.

Punti di forza. L’Arco Etrusco, i 700 e più anni di storia dell’Università degli Studi, l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”, la Scuola di giornalismo, Umbria Jazz, Sagra Musicale Umbra, Festival del giornalismo, Eurochocolate (alla faccia dei denigratori!)…  i grandi festival e le manifestazioni che animano piazze e vicoli durante tutto l’anno.

I testimonial.  Luisa Ranieri, la Luisa cioccolatiera televisiva, Filippo Timi, ex “frego” del Ponte assurto a notorietà e fama strameritate, Serse Cosmi (calciofilo e calciologo) e Carlo Pagnotta, mister Umbria Jazz… e tanto altro.

Tante le dichiarazioni. Tutte meritevoli, anche se al limite dello scontato. Riporto, per merito, quella di Fabrizio Stazi, direttore generale di Fondazione Perugia, per ricordare il consistente patrimonio di arte e cultura custodito dalla Fondazione, a partire dal Museo di Palazzo Baldeschi, ma non solo. Costantino D’Orazio, recente innamorato della città, non ha difficoltà a parlarne come di “città dalle mille anime”.

Carlo Pagnotta (Mister Jazz), Fabrizio Stazi, Fabrizio Croce

Imperdibile la battuta di Carlo Pagnotta, nato in Porta Sole, autore di felicissime avventure imprenditoriali e artistiche, che invita a venire a Perugia, per scoprirne il cuore ruvido e insieme tenero. Come diceva Claudio Spinelli “si gratte / trove l miele e l latte”. Perché, è stato scritto, “noaltre perugini sém vertieri, no tarocchi” (ossia: autentici, non falsi, Alessandro Della Torre dixit).

Tutto ciò raccontato, è bello che i riflettori vengano puntati su Perugia, città d’Euliste, se mai κτίσις  (ctìsis = fondazione) fu più vera.

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