Viaggio nel colore con Luigi Boille: al CIAC di Foligno inaugura “Le Baroque”


In mostra oltre 40 opere dell’artista Luigi Boille, protagonista tra i maggiori dell’Informale europeo, un vortice di colori per una pittura definita, anche dallo stesso artista, “barocca”, dalla cifra stilistica precisa ed inconfondibile

(Foligno) È stata ufficialmente inaugurata al Centro Italiano Arte Contemporanea (CIAC) di Foligno la mostra intitolata “Luigi Boille: Le Baroque”, un evento che celebra la figura di uno dei protagonisti più innovativi dell’arte europea dell’Informale. Promossa e sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, l’esposizione rimarrà aperta fino al 29 giugno 2025, offrendo al pubblico un viaggio immersivo nel mondo vibrante e pulsante di colori di uno degli artisti più originali del XX secolo.

Un vortice di colori e segni : l’esposizione presenta oltre 40 opere di Luigi Boille, con una selezione accurata di 24 grandi tele che ripercorrono l’attività dell’artista dagli anni ’50 agli ’70, e dodici opere su carta degli anni ’50/’60. Questa vasta raccolta permette di apprezzare l’evoluzione del suo linguaggio artistico, caratterizzato da una pittura ricca di colori vitali e segni guizzanti, che trasmettono energia e movimento. La mostra si configura come un vero e proprio “viaggio nel colore”, in cui le opere si intrecciano per raccontare il percorso di un artista che ha saputo coniugare la libertà espressiva dell’Informale con una cifra stilistica inconfondibile.

Omaggio a un maestro dell’Informale europeo: Luigi Boille, nato nel 1925, è riconosciuto come uno dei maggiori protagonisti dell’arte informale europea, e la mostra al CIAC ne mette in luce la ricerca innovativa e la capacità di rinnovamento. La sua attività artistica si sviluppa a partire dagli anni ’50, periodo in cui si avvicina alle formulazioni europee dell’Informale, e si evolve rapidamente verso immagini particolarissime, che catturano l’attenzione sia in Italia che all’estero. La sua adesione a un linguaggio che ha segnato una parte significativa della storia dell’arte degli anni ’60 lo ha portato ad essere coinvolto in prestigiose esposizioni internazionali.

Il percorso tra teoria e pratica : il curatore della mostra, Italo Tomassoni, sottolinea come la ricerca di Boille sia stata sempre originale e stimolante, ma anche fedele a un’identità stilistica ben definita. La mostra si ispira anche a un articolato tessuto critico e storico, che include influenze dal periodo “barocco” di Fontana, le teorizzazioni di Michel Tapié sulla “Morphologie Autre” e sul “Baroque Ensembliste” del 1963, e le attività dell’International Centre of Contemporary Art (ICAR) di Torino.

Il percorso espositivo ricostruisce dettagliatamente le ragioni per cui la pittura di Boille è stata definita, anche dallo stesso artista, “barocca”. Un termine che, nel suo caso, non indica semplicemente uno stile, ma un modo di concepire l’arte come esplosione di colori, segni e vitalità, in un continuo dialogo tra tradizione e innovazione.

Riconoscimento internazionale: dopo il suo esordio con un linguaggio vicino alle formulazioni europee dell’Informale, Boille attirò l’attenzione di critici e collezionisti di tutto il mondo. Parigi fu uno dei centri di svolta, dove l’artista conquistò il favore di Pierre Restany e Michel Tapié, figure di spicco nel panorama dell’arte contemporanea internazionale. Quest’ultimo lo coinvolse nelle più importanti mostre della sua “Morphologie Autre”, portando il lavoro di Boille in Francia, negli Stati Uniti, in Italia e in Giappone, anche attraverso la collaborazione con il Gruppo Gutai di Sozo Shimamoto.

“Le Baroque” al CIAC di Foligno non è solo una mostra: è  l’occasione per riscoprire un artista capace di unire la libertà dell’Informale con un senso di teatralità e grandiosità che richiama il barocco, anche in senso contemporaneo. Un’esposizione che invita il visitatore a lasciarsi trasportare in un mondo di colori, segni e forme che sorprendono e coinvolgono, testimonianza della vitalità di un linguaggio artistico che continua a parlare al presente.

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