Biblioteca Carducci per Piermaurizio della Porta, Raffaella Clerici e Carla Cesarini
(Spoleto) Non poteva darsi data migliore che quella della vigilia dell’apertura del festival dei Due Mondi per vedere nella biblioteca Carducci convergere il pubblico che ha seguito tutti gli incontri promossi dal Lirico Sperimentale e dal Centro Studi Belli-Argiris, sei date che si sono snodate dallo scorso novembre inizialmente alla Sala Pegasus, e poi, da gennaio di quest’anno la conoscenza dell’archivio di Nera Marmora, indi all’Archivio di Stato per la lettera restaurata di Donizetti, i costumi della collezione Bruson-Tegano al Museo del Tessuto e del Costume, ancora alla Pegasus in maggio col direttore artistico Enrico Girardi e, ora, nella luminosa sala della Biblioteca Comunale, per conoscere le tappe della conoscenza tra i due giganti della musica spoletina, il fondatore dello Sperimentale e il creatore dei Due Mondi, Giancarlo Menotti. Tre i personaggi chiamati a una dimostrazione che sembra rispondere a una tesi: il maestro italo-americano fu letteralmente attratto dall’avvocato Belli nella città del Ponte.
Quasi un processo di seduzione con il melomane giuriesperito che fece di tutto per convincere il compositore che Spoleto era la sua città, anche se allora era praticamente sprovvista di alberghi. La parola è toccata inizialmente a Piermaurizio della Porta nella sue funzioni di musicista, di cantore, musicologo e, in professione prestigiosa, di Direttore dell’Archivio di Stato di Perugia. Una posizione apicale che gli ha consentito di parlare con assoluta competenza del progetto per la conversione, la pubblicazione e l’accesso ai dati del centro di Documentazione Belli-Argiris, che è il cuore storico del Lirico Sperimentale.

Inizialmente raccolti dalla figlia dell’avvocato Riccarda, ordinati per anno e conservati nell’abitazione romana, i documenti sono stati poi oggetto di nuovi metodi di conservazione. La applicazione degli standards descrittivi accettati per ogni singola tipologia di materiale non si è dimostrata di facile attuazione, anche perché si era in presenza non solo di atti amministrativi e carteggi, ma anche di materiale sonoro e video, fotografie, emeroteca, bozzetti di scena, e programmi di sala, questi ultimi definiti “letteratura grigia”. E’ stato necessario, secondo quanto spiegava il professore Della Porta ricorrere a un vero percorso intellettuale che ha portato i produttori dell’archivio a conservare e trasmettere la documentazione in un determinato modo.
Si è trattato di raccogliere l’immenso materiale di più collezioni, da quello della famiglia Belli, anche con manoscritti e musica a stampa, le partiture del direttore greco Spiros Argiris, la biblioteca Cuscinà, il fondo Bevilacqua, l’archivio fotografico Lucarini, la biblioteca Rossi-Profili, i dischi e cd Nazareno Pera, la discoteca Michelangelo Zurletti, l’archivio Capuana. Dalla Porta poteva elencare una base di 16.400 records in formato “mdb”, con circa 6000 documenti in formato digitale.
Creatività e fantasia utilizzata da Della Porta nella sua incisiva gestione di questo immenso patrimonio, vissuto con l’amore di chi la musica l’ha fatta, anche come componente del coro dei Cantori di Assisi nell’anno in cui Gloria Banditelli, la cantante prediletta da padre Evangelista Nicolini, debuttò nel “Dido and Aeneas”. Nel prendere la parola Raffaella Clerici, la responsabile del Belli-Argiris, e costante, preziosa presenza in tutti gli incontri citati, ha inizialmente anticipato come la serie di manifestazioni proseguirà nelle prossime stagioni, dato che è stata così apprezzata degli spoletini. Si riprenderà in ottobre con una commemorazione di Gigi Proietti che fu regista in due produzioni dello Sperimentale.

Con la prevedibile presenza di tutti gli Stati generali del Lirico, dal direttore artistico Girardi, al presidente Roberto Calai, al vice Belli, a Lucia Andreini e Gloria Bagatti, tutti seduti in Biblioteca. Ha iniziato, raffaella, a descrivere i due personaggi: Belli, classe 1877, romano di madre spoletina, e Menotti, varesotto di Cadegliano, ai confini con Canton Ticino, dove era nato nel 1911. Con un aplomb elvetico che non lo lascerà mai. L’incontro fu propiziato forse nel 1953 dal direttore d’orchestra Guido Sampaoli, di casa al Lirico. Il carteggio, esemplificato dalla dottoressa Clerici con le riproduzioni fotografiche proiettate in sala, si apre con una missiva del giugno ’53 dove Menotti parla della sua opera “Amahl” in prima italiana al Maggio Musicale Fiorentino. Seguiva una lettera da New York dove si accenna a un ipotetico festival da tenere in Italia per valorizzare i talenti americani.
Nel ’56 comincia la opera di persuasione di Belli. La prima visita di Menotti a Spoleto daterebbe 11 maggio del 1956. seguono poi richiami da New York dove Menotti esorta ad attivare una ricettività alberghiera indispensabile per attrarre turisti americani, e parla di rimettere in sesto il Teatro Romano. Nel dicembre del 57 si ha la certezza della concessione del mutuo finanziario indispensabile per l’apertura del festival che, con la dizione Dei Due Mondi, inaugurerà il 5 giugno del ‘58 con Macbeth, pronubi Luchino Visconti e Thomas Schippers. Scorrono sullo schermo altre copie di lettere dove si consolida l’amicizia tra Belli e Menotti, soprattutto con la gratitudine da parte del musicista della concessione della cittadinanza onoraria spoletina, attribuitagli il 7 marzo 1959, alla vigilia del suo quarantottesimo compleanno. Circostanza che vide onorato della concessione anche Belli che l’aveva avuta anni prima, ma mai ritirata, occasione per il sindaco Gianni Toscano di darla a entrambi.
In attesa della prevedibile pubblicazione del carteggio che Raffaella Clerici vorrà certamente curare, abbiamo seguito poi la dottoressa Carla Cesarini, la direttrice della Carducci, nella esposizione dei testi documentativi che la Biblioteca conserva in relazione alle vicende delle prime fasi del Festival. Apre l’elenco la storica edizione di Gianni Toscano del 1987, alla vigilia del trentennale, si prosegue col bello Spoleto-Story dell’82, un ricco volume in cui la storia patinata del Festival assume i suoi contorni che lo tratteggiano come una “dolce vita” dell’arte e della musica. A completare la importanza del pomeriggio passato con la velocità di un baleno le esecuzioni di due artista del Lirico che hanno reso omaggio a Menotti con due arie: erano Ariadna Vilardega Gomez e Dahyun Kang.













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