Stavolta, riflettori puntati su Palazzo Gallenga
(Inviato Cittadino)
(Perugia) A far capo dal 20 giugno, data di forte caratura identitaria, prosegue l’iniziativa “Il Grifo a Perugia: tra mito, storia e modernità”, un ciclo di iniziative ideato da Luana Cenciaioli, archeologa e curatrice museale.
La Cenciaioli è figura di riferimento nel panorama culturale umbro e nazionale, con una lunga esperienza nella valorizzazione del patrimonio storico-archeologico.
Ha ricoperto ruoli di spessore come quelli di Direttore del Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria, dell’Ipogeo dei Volumni e Necropoli del Palazzone, del Museo Archeologico di Orvieto e di Spoleto, del Teatro Romano e Antiquarium di Gubbio, dell’Area archeologica di Casale San Fulgenzio (Otricoli).

Il Piero Angela dell’Archeologia. La particolare attitudine di Luana risiede nella capacità di unire in felice sintesi rigore scientifico e passione divulgativa, con interventi, conferenze, pubblicazioni, curatele di mostre e incarichi di direzione scientifica, come quella che svolge per l’Associazione Pro Ponte Etrusca onlus di Ponte San Giovanni.
Il progetto sul Grifo comprende mostre tematiche presso il Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria e la Galleria Nazionale dell’Umbria, ma anche attività didattiche, conferenze e incontri pubblici sulla storia e l’evoluzione del Grifo, collaborazioni istituzionali con l’Università per Stranieri di Perugia e l’Archivio di Stato, visite guidate in luoghi storici.

Nel quadro di questa ultima categoria si è collocata l’iniziativa di ieri. Stavolta è toccato al Palazzo Gallenga-Stuart, sede della storica Istituzione che nel corrente anno celebra il suo primo centenario di attività di formazione.
Tanti partecipanti. Un consistente gruppo di persone ha raggiunto Palazzo Gallenga, accolte dal vice rettore Francesco Asdrubali. Quindi, Michele Schippa ha accompagnato i visitatori per i luoghi d’eccellenza del Palazzo.
Si è partiti dall’Aula Magna con spiegazioni sulla genesi e le trasformazioni dell’affresco di Gerardo Dottori “Antiquam exquirite matrem” (Eneide III, 93). Qui sono stati analizzati i cambiamenti legati alle vicende politiche, fino alla gestione commissariale di Capitini, dopo la caduta del Regime. Senza trascurare la rimozione dei busti del Duce e del Re, riposti negli scantinati e sostituiti da quelli più acconci, e politicamente presentabili, oltre che culturalmente rappresentativi, di padre Dante e di Leonardo Da Vinci
La cancellazione del fascio che sovrastava la pittura murale, l’abrasione della data in riferimento all’era fascista (XV), la sostituzione del volto di Mussolini con quella di un anonimo biondino, dalle fattezze poco mediterranee.

La Goldoniana fra decorazioni simboliche, vetrate, allegorie. Poi un’attenta analisi della Sala Goldoniana, una visita alla ricca Biblioteca di 25 mila pezzi, dalle quattrocentine fino a volumi più recenti, sebbene di alto valore bibliografico e storico. Anche qui l’effige del nostro Grifo.
Quindi ai piani superiori, analizzandone le trasformazioni architettoniche e funzionali, dagli Ansidei fino ai Gallenga. La scalea di nuova realizzazione per accedere alle stanze degli ospiti, in sostituzione della scomoda chiocciola e un’analisi di pitture naturalistiche e trompe l’oeil.

Un terrazzo che apre al mondo. Infine, l’ascesa al terrazzo da cui pare raggiungere con mano l’Arco di Augusto e le sue pertinenze. È qui toccato a Luana Cenciaioli spendere le proprie competenze archeologiche, rispondendo in maniera esauriente ai numerosi quesiti proposti per soddisfare le tante curiosità dei partecipanti.


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