Verso il voto – intervista a Claudia Luciani (Fare Perugia con Romizi – Forza Italia)

Oggi abbiamo con noi Claudia Luciani. Grazie per il tuo tempo. Perché hai deciso di candidarti? 

«Ho deciso di candidarmi perché credo nell’impegno politico messo al servizio degli altri e perché sono cresciuta con questa frase: “puoi non fare politica, ma comunque la politica si occuperà di te”. Ho iniziato da giovanissima, faccio politica sin dai tempi dell’università.  

Ho una laurea in scienze politiche e credo ancora in quello che è il cursus honorum dei romani. Sono partita dal basso, sono stata eletta in circoscrizione, quella che c’era allora di Madonna alta, uno dei quartieri più popolosi di Perugia e in cui ancora vivo con mio marito e i miei figli. Successivamente sono stata eletta come consigliere comunale nel primo mandato Romizi e da lì ho capito quanto è importante il rapporto con il territorio e ascoltarne le istanze.  

Credo che un territorio come Perugia – che è tra i più estesi a livello geografico – abbia bisogno di ascoltare (perché per me la politica è questo) tutte le istanze presenti sul territorio» 

Parlami del tuo programma. 

«Il programma sarà – avendo fatto il consigliere comunale nel primo mandato – in continuità con quello che è stato fatto in questi dieci anni di amministrazione Romizi e in difesa di tutte quelle conquiste che sono state ottenute. Questo lo sto dicendo molto negli incontri che faccio con i cittadini sul territorio: Perugia è di tutti e deve rimanere così per i cittadini del domani. Lasciamo una Perugia con un bilancio risanato, con centinaia di milioni di euro attivati, con cantieri conclusi e con tanti che vedranno la luce da qui a un massimo di due anni. Per i prossimi anni mi immagino una Perugia che sia sempre più una città universitaria, perché la relazione con le nostre università, l’Accademia e il conservatorio è fondamentale; solo così si genera cultura e turismo poiché le due realtà non sono imprescindibili.  

Dobbiamo puntare su una città che sia sempre più attrattiva, non solo in determinati periodi dell’anno ma 365 giorni l’anno. Quindi non con un turismo “mordi e fuggi” ma continuativo. Dobbiamo confrontarci quindi con le associazioni commerciali presenti sul territorio e da qui deriva un po’ la mia professionalità, perché lavoro ormai da diversi anni come consulente presso le aziende per una SPA. Ho capito quanto sia importante la relazione con chi fa impresa sul nostro territorio e dobbiamo cercare quindi di creare un sistema che dialoghi con il cittadino.  

Avendo un territorio esteso dobbiamo confrontarci con tutte le realtà, anche quelle più periferiche che magari si sentono più abbandonate. Allo stesso tempo dobbiamo dialogare con le aziende, interfacciarci e capirci, anche perché spesso si vede una politica che è lontana dall’azienda quando invece è fondamentale avere questo tipo di relazione. Io porto un po’ la mia visione privata in una realtà pubblica, anche quindi di efficientamento della macchina comunale» 

Come vedi Perugia nei prossimi cinque anni? 

«La vedo una città sempre più attrattiva, una città che sia più green, che sia sempre più viva e allo stesso tempo una città che continui questo processo verso la sicurezza messo in atto come amministrazione Romizi.  

Ricordo com’era girare dieci anni fa per alcuni quartieri, per il centro storico, per Fontivegge, Ponte San Giovanni o per quelle realtà più periferiche. Ho amiche con figli e figlie più grandi che si sentono sicure a lasciarli girare per la nostra città e questo è importantissimo. Adesso ci siamo ripresi la nostra città sia con un dialogo con le forze dell’ordine – che è imprescindibile – sia con il dialogo con i territori. Abbiamo creato eventi, relazioni, cultura; riprendendoci ogni spazio della città siamo riusciti a renderla sempre più sicura, contemporanea e universitaria.  

Dobbiamo fare rete perché, come dicevo prima, la cultura genera turismo e il turismo genera una città che torna a essere viva e sicura. Così rendiamo Perugia una città contemporanea – come già è – mettendola al passo con altre capitali europee. Tanto è stato fatto, però la mia candidatura deriva proprio da questo: dare continuità a quei progetti che in questi dieci anni sono stati messi in atto» 

In che modo metterai la tua professione al servizio della città? 

«Il mio lavoro come commerciale è un’attività di consulenza continua. Ascolto l’imprenditore e ne capisco le esigenze; allo stesso tempo ascolto il cittadino e comprendo i suoi bisogni. La politica – come dicevo all’inizio – è ascolto ed esperienza, non c’è spazio per l’improvvisazione. È come se io mi mettessi ad aprire il concerto dei Coldplay senza aver mai suonato la chitarra. Serve soprattutto un altro aspetto fondamentale: non vivere di politica. Per me la politica non è mai stato un lavoro, è sempre stata una passione, una deformazione professionale perché ho una laurea in scienze politiche.  

Le campagne elettorali sono sempre impegnative perché togli del tempo alla tua vita privata lavorando principalmente nella fase serale. Spero però di darlo ai cittadini del domani, perché Perugia è la città nella quale sono nata, dove ho studiato e per me merita di rimanere ai livelli nei quali è attualmente. 

Claudia grazie ancora per il tuo tempo. In bocca al lupo! 

di Redazione

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.