Verso il voto – intervista a Lars Regni (Anima Perugia)

Oggi abbiamo con noi Lars Regni. Grazie per il tuo tempo. Perché hai deciso di candidarti? 

«È stata una decisione che ho meditato a lungo, fino a che non ho conosciuto Vittoria  Ferdinandi, ti dico la verità… In passato mi era già stato proposto di candidarmi ma non avevo mai trovato né un programma né un progetto al quale avessi creduto fino in fondo. Questo per 46 anni, ma questa volta è diverso: con Vittoria ci siamo trovati in ciò in cui crediamo, sia per quanto riguarda le persone e i cittadini sia per il progetto di città futura che vediamo insieme. Ho avuto la fortuna di leggere un po’ prima di tutti gli altri il programma e qui ho ritrovato la mia Bergen, la città natia di mia mamma che – come potete vedere dal mio nome straniero – è norvegese. Ho ritrovato una città moderna, libera, aperta, dove c’è tanta condivisione, rispetto ed educazione civica» 

Parlami del tuo programma. 

«Quello che fondamentalmente mi piacerebbe fare è lavorare nei campi che ho toccato nella mia professione e nella mia vita, cosa che secondo me in politica dovrebbero fare a tutti i livelli. Mi piacerebbe occuparmi soprattutto di sport, sicurezza e scuola, che secondo me sono anche argomenti molto correlati tra loro. Bisognerebbe ampliare lo spettro dello sport nelle scuole, un po’ come feci io con i giochi della gioventù. Questi erano un modo per avvicinare tutti i ragazzi allo sport già da piccolissimi con esercizi semplici ma basilari; esercizi che tutti i bambini dovrebbero imparare a fare. Ora, in una società in cui i social e internet la fanno da padrone, bisognerebbe tornare a far socializzare i ragazzi, fargli capire quanta gratificazione c’è dietro lo sport e allo stare insieme.  

Mi piacerebbe partire dallo sport nella scuola per poi arrivare anche a quello agonistico a livello adolescenziale che, secondo me, è fondamentale per aiutare le nuove generazioni a venir fuori da questo momento un po’ difficile. Nei miei 25 anni da allenatore ho cresciuto diverse generazioni di atleti e ragazzi che, negli anni, sono diventate generazioni sempre più fragili. Quindi dovremmo usare la scuola, lo sport e le famiglie per rendere più forti i nostri ragazzi. 

Tema sicurezza: faccio il vigile del fuoco e noi siamo sempre al servizio dei cittadini. Penso che la sicurezza non passi attraverso la repressione, ma parta proprio dall’educazione civica, dalla scuola, dallo sport e dallo stare insieme. La politica dovrebbe riuscire a fare molte altre cose per creare dei cittadini che abbiano un percorso di vita e una forma mentis capace di fargli affrontare la vita in maniera serena, fino a trovare un lavoro gratificante. Io ho avuto la fortuna di vincere un concorso pubblico e di fare lo sport che amo; ora svolgerò la campagna elettorale nel mio tempo libero perché credo che la politica dovrebbe essere questo: dare il proprio tempo libero agli altri» 

Chi sono i tuoi riferimenti nel mondo della politica attuale e passata? 

«Non voglio sviare dalla domanda, però voglio fare un pensiero un po’ complesso. Ho vissuto anche la politica norvegese – lì c’è una monarchia costituzionale – e dunque ho una veduta ampia per quanto riguarda la politica. 

Secondo me la politica (e chi fa politica) dovrebbe essere fatta al servizio dei cittadini, per i cittadini. Non vedo la politica come una professione o un lavoro, ma come una parentesi della propria vita nel cercare di dare delle risposte agli altri. La politica è mettersi in gioco, dare il proprio tempo per supportare le persone.  

Negli ultimi anni purtroppo il divario tra i troppo ricchi e i poveri è diventato troppo ampio. Bisognerebbe cercare di dare il minimo sindacale a tutti coloro che vivono nel nostro paese, un po’ come accade in Norvegia. Tutte quelle persone che hanno delle problematiche, dalle persone fragili alle mamme single, devono essere supportate anche se, oggi come oggi, spesso vengono viste come un peso della società.  

Faccio sindacato da una decina d’anni e ho sempre lavorato per fare in modo che passasse l’idea che tutti dovessero avere le cose giuste, ciò che gli spetta, senza mai scavalcare il prossimo. Molto spesso anche nel sindacato vedo un’inversione di tendenza, ossia non si va più dal sindacalista quando i propri diritti vengono lesi, ma per chiedere più rispetto al dovuto, andare oltre e scavalcare un collega. Io invece la vedo proprio all’opposto, soprattutto perché – nel lungo termine – se oggi tu lo farai con qualcuno, prima o poi qualcuno lo farà con te. Questo purtroppo lo rivedo anche nella società e, invece, io penso che il rispetto delle regole sia alla base della felicità di una comunità» 

In che modo metterai la tua professione al servizio della città? 

«Premetto che non sono mai stato in consiglio comunale, ma sicuramente metterei a disposizione la mia passione e i valori con i quali sono cresciuto tutta la vita. Penso che solo mettendo la propria esperienza e professionalità e dedicando il proprio tempo con passione si possano riuscire a ottenere dei risultati. Oggi sento tanti che promettono l’impossibile e, in quarantasei anni, di promesse me ne hanno fatte tante; poi però quelle realizzate sono state molto poche.

Basti guardare anche i governi nazionali degli ultimi cinque anni che hanno visto avvicendarsi quattro leader politici che non hanno mantenuto tante delle promesse fatte, non so se per colpa loro o perché non ci sono riusciti. Preferisco un qualcuno che ci guardi in faccia e ci dica “questa è la situazione, bisogna tornare a fare delle scelte e delle rinunce”; ma che le rinunce partano da loro.  

Dico sempre che un consiglio, una comunità o uno stato sono come un padre di famiglia che dà l’esempio; a quel punto penso che i figli saranno disposti a fare dei sacrifici. Spesso però ciò non accade e questo è il motivo per cui tanti giovani e tante persone si sono allontanate dalla politica. Mi preoccupo nel vedere che la Basilicata va al voto con il 49% degli elettori perché per me non è più una democrazia quando neanche la metà delle persone va a votare.  

Questo perché quelle poche persone che vanno lo fanno sempre per interessi, il che è ancora peggio. Dico sempre di andare a votare perché solo cambiando e dando fiducia a delle persone nuove – come magari Vittoria che vengono dall’impresa, dalla comunità e dalla cittadinanza – potremmo provare a dare una svolta alla nostra città. Sei rimasto deluso? Bene, allora dai una possibilità a una donna giovane, con tanto entusiasmo e dai le tue preferenze a dei candidati che in politica non sono mai stati, ma che magari porteranno con le loro professionalità, passione ed entusiasmo» 

Come vedi Perugia nei prossimi cinque anni? 

«Vedo Vittoria Ferdinandi come nuova sindaca e spero di essere al suo fianco se sarò eletto. Se non sarò eletto rimarrò comunque al suo fianco perché secondo la promessa che ci siamo fatti – eletti o non eletti – continueremo a lavorare per le cose in cui crediamo, nel fare qualcosa per gli altri. 

Per quanto riguarda la città in generale, mi auspico che si torni a una socializzazione, a una condivisone, a un qualcosa che si faccia per gli altri. Nel mio piccolo spero di trovare la mia città proiettata al futuro, una città europea, una città di aree verdi in cui si faccia tanto sport e dove ci sia una mobilità sostenibile. Se ci sono riusciti in Europa, non è possibile che le nostre città siano sempre in fondo alle classifiche per quanto riguarda mobilità, ecologia e ambiente.  

Mi auguro di vedere una città che sappia attrarre il turismo perché, come dico sempre, viviamo nel paese più bello del mondo e in una città stupenda. Dobbiamo essere bravi ad attrarre turisti che vengano ad arricchire la nostra città riportandola nel mondo, perché secondo me Perugia è ancora poco conosciuta. Avendo l’aeroporto dovremmo cercare di rendere la nostra città sempre più bella, attrattiva e organizzata per i turisti che vengono, sponsorizzando tutte le cose bellissime che abbiamo: i nostri comuni – Perugia in primis – e il nostro agroalimentare. 

Questo è quello che abbiamo condiviso con Vittoria nel momento in cui, alla fine, ci siamo scelti. 

Lars grazie ancora per il tuo tempo. In bocca al lupo!

di Redazione 

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