Verso il voto – intervista a Genoveffa Porpora (Forza Perugia)

Oggi abbiamo con noi Genoveffa Porpora. Grazie per il tuo tempo. Perché hai deciso di candidarti? 

«È partito tutto da un problema che è sorto nella zona dove abito – Montebagnolo – poiché sono venuta a conoscenza del fatto che, nell’arco di una cinquantina di metri, avrebbero installato un’antenna 5G. Essendo in contatto a livello nazionale con un movimento importante che si attiva per la salute umana, mi sono data da fare e ho preso parte a un comitato che è stato costituito qui per contrastare l’installazione dell’antenna» 

Parlami del tuo programma. 

«Il mio programma si basa sulla mia esperienza prima di mamma poi di nonna, nonché ovviamente su quella professionale. Originaria di Sorrento e figlia d’arte di una grande ricamatrice, sono socia e delegata esperta di Arti Tessili Italiane del Club per l’UNESCO di Perugia e di Udine, nonché presidente dell’Associazione Nazionale Arti Decorative Italiane. Anche se sono umbra d’adozione, dal ’97 mi sono accorta delle criticità che c’erano qui a Perugia. 

Tema infanzia: sul territorio ci sono pochissime strutture come i nidi dell’infanzia atte ad accogliere i più piccoli. Con la Delibera n. 513 del 16/05/2012, nell’ambito di un programma sperimentale messo in atto in Umbria per la conciliazione tra tempi di vita e lavoro, la Regione aveva attuato, di concerto con il comune – delegato ai controlli e alle autorizzazioni – un progetto molto interessante: i nidi domiciliari – noti come Tagesmutter – che al Nord vanno per la maggiore. Questa è l’assistenza domiciliare garantita dalle mamme che – dopo aver svolto un corso – potevano ospitare fino a cinque bambini in tenera età (dai tre mesi ai cinque anni). La Regione aveva attivato questo corso a cui avevano partecipato circa quaranta signore di cui alcune ancora adesso esercitano.  

La formula era quella di avviare un’attività dotandosi di partita IVA oppure in forma associazionistica o, ancora, cooperativistica. La Regione metteva a disposizione (pare) 2.500 € di contributo per l’avviamento di queste attività, previ interventi del Comune volti a effettuare gli opportuni controlli nonché l’adeguamento dei servizi igienici e le conseguenti autorizzazioni. Le periferie sono la problematica poiché qui non esistono queste strutture costringendo mamme e papà a prendere permessi o lunghe aspettative per i propri figli.

Questo l’ho vissuto sulla mia pelle essendo nonna di tre nipoti. Mi piace l’idea di essere la nonna della campagna elettorale che, in base alle proprie esperienze vissute, si sta mettendo in gioco per il bene comune…! Sarebbe dunque importante se fosse ripescato e attuato nuovamente il Programma dei nidi domiciliari.  

Tema disabili: l’altro problema che mi sta a cuore è quello dei disabili perché sono stata tutore legale di una persona disabile e interdetta completamente, non autosufficiente. Qui entra in gioco un problema: quello delle competenze. Anni fa attuarono un interessante corso a Balanzano per formare le persone che dovevano confrontarsi con questo problema sia in casa sia sul lavoro. È difatti molto difficile trovare una struttura che possa accogliere le persone non autosufficienti; in Umbria si contano sulla punta delle dita e per accedere a queste strutture ci sono lunghissime graduatorie e attese. In particolare, mi ricordo il ricovero di mia madre che ha vissuto con me per sette anni in casa, tra la pandemia e l’assenza di assistenza domiciliare adeguata da parte delle badanti.

Fortunatamente, io ero preparata perché sono una persona estremamente curiosa e con interessi poliedrici. In Valle d’Aosta, dove ho trascorso quindici anni della mia vita, avevo già frequentato un corso di 120 ore per emergenza sanitaria (118).

Ho un particolare interesse nei confronti di questo tema e soprattutto per le persone anziane. A mio avviso bisognerebbe in primis educare i parenti attuando corsi e incontri di informazione e sensibilizzazione per l’assistenza degli anziani. C’è carenza di personale formato che conosca come intervenire con i propri cari e le persone anziane per garantire loro una corretta alimentazione e mobilizzazione (a letto, in poltrona o sulla sedia a rotelle). Bisogna poi saper interpretare le ricette mediche e controllare la corretta somministrazione dei farmaci, poiché una persona anziana è molto più delicata rispetto a noi. Inoltre, occorre conoscere informazioni basilari di BLSD (supporto di base delle funzioni vitali e defribillazione) che rappresentano i primi tre fondamentali anelli della catena di sopravvivenza.

Accade che molte badanti – e non sto facendo un discorso etnico, ma di competenze – non siano abbastanza preparate per prendersi cura di persone fragili come gli anziani.  

Tema artigianato artistico: un altro argomento che mi sta particolarmente a cuore è quello che riguarda il mio lavoro: l’artigianato artistico di tradizione. Quando nel 1997 mi trasferii a Perugia, per le strade del centro esistevano ancora botteghe che rivendevano manufatti di artigianato artistico locale. Oggi non esistono più: al loro posto sono fioriti negozi zeppi di dozzinali souvenir, abbigliamento seriale casual e brand in franchising, per niente autoctoni, che si trovano ugualmente in tutte le località turistiche del Bel Paese. Hanno resistito soltanto il laboratorio di tessitura di Giuditta Brozzetti, quello delle vetrate artistiche dello Studio Moretti Caselli e l’Associazione Arti Decorative Italiane, di cui sono Presidente, che tramanda i ricami e i merletti d’arte ispirati alla pregiata collezione tessile della scuola fondata dalla marchesa Romeyne e che si trovano esposti presso la Casa Museo di Palazzo Sorbello.

Qualche anno fa, in Francia il governo ha attuato una legge che ha separato il settore dell’artigianato generico da quello artistico. Quest’ultimo riguarda tutte quelle lavorazioni d’arte come ricamo, merletto, tessitura o fattura di oggetti di uso quotidiano quotidiano, tramandatici grazie a persone che, al di fuori di qualsiasi fenomeno di massa, si concretizzano nel realizzare i propri manufatti. Questi oggetti vengono dal passato e, da antropologa e laureata in conservazione dei beni culturali, penso che non possiamo abbracciare completamente il futuro se ci dimentichiamo delle nostre tradizioni. Cultura vuol dire conoscere le proprie origini e il proprio passato, prima di poter innovare.  

L’artigianato generico invece è tutelato da associazioni – come CNA, Confartigianato e altre è rivolto prevalentemente a muratori, carpentieri, manovali, idraulici, elettricisti, autisti ecc. con le quali, come rappresentante del settore dell’Associazione di Categoria nazionale Unione Italiana Artisti Artigiani, non mi riconosco: in Italia l’artigianato artistico tradizionale e l’artigianato generico sono ancora inglobati in un unico incubatore. Sarebbe importante separare finalmente i due settori come hanno fatto in Francia.

Presso alcuni Comuni di altre nazioni (per esempio Francia e Portogallo) – cosa che potrebbero fare anche i comuni italiani – vengono rilasciate certificazioni o etichette (label) di origine di qualità di artigianato artistico e di tradizione autoctone. In sostanza tutti potrebbero realizzare quella determinata lavorazione, però non è d’origine se non ha certe caratteristiche sancite in un apposito disciplinare: a questo serve una certificazione di qualità anche a tutela del consumatore finale.

Quando abitavo in Valle d’Aosta, sono stata la prima, insieme a un funzionario, a scrivere una legge regionale proprio per l’artigianato artistico di tradizione. Si potrebbe fare anche qui di concerto con il Comune visto che adesso non c’è nessun disciplinare in materia, neanche una commissione preposta dell’artigianato artistico e di tradizione. Trovo che sia un peccato perché il turista oggi vuole una certificazione di qualità, altrimenti il rischio è quello di cadere nella contaminazione e nel pressapochismo.

Tema antenne 5G: a Perugia vogliono installare quattordici antenne 5G. La delibera parlamentare 214 del 30 dicembre 2023 ha sancito l’adeguamento dei limiti dei campi elettromagnetici a 15 V/m. Qui entra in gioco il discorso della salute umana su cui l’Istituto Ramazzini sta portando avanti uno studio. Le api si disorientano, ci sono stati dei casi accertati di sterilità e mancanza di orientamento; c’è un motivo se queste antenne non possono essere messe vicino ai centri abitati e soprattutto in prossimità degli asili nido e delle RSA. 

I sindaci avevano la possibilità – come hanno fatto in tanti comuni italiani – di opporsi all’elevazione di questi limiti pericolosissimi, ma a Perugia non è stato fatto. Noi nel nostro programma abbiamo questo punto e malgrado sia importante non fermare il progresso c’è bisogno di sottostare a certe regole. Qui a Montebagnolo c’è il progetto di mettere un’antenna 5G a una cinquantina di metri da un centro abitato pieno di bambini che – secondo gli studi compiuti – potrebbero essere soggetti a problemi di carattere cerebrale. Tutto ruota attorno a un discorso di prevenzione per la salute, perché il sindaco è il primo responsabile della salute umana della propria comunità.  

Qui a Montebagnolo abbiamo fatto ricorso al TAR perché, oltre a quello della salute umana, c’è anche da considerare il discorso di svalutazione degli immobili. 

Tema Gesenu: c’è qualcosa che non funziona perché i tempi di attesa per la raccolta sono eccessivamente lunghi, a fronte di una tassa abbastanza elevata per le famiglie. Da quello che mi risulta non è un problema di impiegati o addetti alla raccolta. Bensì a causa di esigenze personali, molte persone si sono dovute appellare alla legge 104 e quindi ci sono molti assenti. Gli impiegati rimasti che devono svolgere questi lavori sono dunque sovraccarichi. Personalmente ho dovuto aspettare quattro mesi per portar via le potature perché c’erano centinaia di persone davanti a me e questo non è possibile in una comunità come Perugia.

Tema autobus: le tariffe dei pullman sono un altro punto da considerare. Quando parliamo di periferia siamo sempre un po’ tagliati fuori ma di questo si occupa il candidato sindaco Baiocco» 

Chi sono i tuoi riferimenti nel mondo della politica attuale e passata? 

«Sinceramente non ho proprio un’ideale politico ben definito. Guardo l’uomo, guardo il pensiero che ha e che porta avanti. Mi piace Davide Baiocco perché è una persona abituata al gioco di squadra coesa, che ragiona con il cuore oltre che con la mente e al quale stanno molto a cuore gli obiettivi preposti nel nostro Programma per il bene comune della città di Perugia e circondario» 

In che modo metterai la tua professione al servizio della città?  

«Metterò a servizio della città la mia esperienza legislativa, perché sono in contatto in modo abbastanza diretto con alcuni Ministeri e abbastanza ferrata per l’interpretazione di leggi promulgate dal legislatore per quanto riguarda il mio lavoro. Tornando sul discorso della label (etichetta per garantire origine di qualità da rilasciarsi a cura del Comune), non approvo alcuna forma di contaminazione, che non vuol dire innovazione. Nel 1550 Vasari – parlando di restauro – diceva pressappoco così: “Piuttosto che metter mani a cose guaste fatte da nobili eccellenti, pittori, scultori o architettori è meglio non fare niente”.

Morale: conoscere per saper fare e la nostra squadra è composta da persone competenti e, per quanto mi riguarda, vorrei offrire alla città l’esperienza maturata nel settore culturale e artistico. Vorrei anche mettere al servizio della città che mi ha adottata così calorosamente le mie esperienze di vita, quelle che ho vissuto sulla mia pelle in prima persona come mamma e nonna»

Come vedi Perugia nei prossimi cinque anni? 

Se riuscissimo a portare a termine i nostri obiettivi, vorrei che nei prossimi cinque anni a Perugia ci fossero più percorsi turistici e culturali.

Vorrei inoltre che ci fossero più controlli andando ad aumentare la vigilanza e maggiori possibilità di collegamento tra le zone periferiche e il centro della città.

Vorrei che i posteggi fossero un po’ meno cari, soprattutto quelli del centro. Mi metto nei panni di chi vuole andare a farsi una passeggiata di qualche ora… Penso sempre che quando si va in centro bisognerebbe attivare un mutuo bancario per pagare il biglietto troppo caro del parking…!. Vorrei che ci fossero anche più punti di riferimento e sportelli dei cittadini, non soltanto in centro ma anche nelle zone limitrofe, di modo che il turista possa avvalersi di questo servizio utile. È vero che ci sono delle risorse informatiche, ma non è che tutti si possono collegare e andare a vedere. C’è Turismatica per quanto riguarda i B&B e le case vacanza, però attivando centri dislocati potrebbero essere più facilmente raggiungibili anche da chi viene a visitare la città. Sappiamo che Perugia è una città stratificamente storica e pregna d’arte, che abbraccia più epoche e che offre al turista magnifici scorci e palazzi da visitare e rivalutare di cui i propri residenti sono fieri»

Genoveffa grazie ancora per il tuo tempo. In bocca al lupo! 

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