Va di scimitarra e di fioretto l’assessore alla mobilità del Comune di Perugia
(Perugia) Lasciamo stare le polemiche, guardiamo ai fatti! Dice Pierluigi Vossi: “Ho letto le considerazioni del consigliere Volpi sulla nuova misura regionale per gli abbonamenti scolastici Busitalia. Credo sia utile riportare il confronto sui fatti”.
… e quali sono i fatti? “La Regione Umbria ha introdotto una misura senza precedenti per dimensione e impostazione, destinando 10,4 milioni di euro di risorse del Fondo Sociale Europeo per consentire agli studenti beneficiari di acquistare l’abbonamento annuale a 70 euro. È una scelta giusta? Sì, perché concentra risorse importanti sulle famiglie che hanno maggiori difficoltà economiche”.
Allora chi ha più di 30 mila euro ISEE è un riccone? “Questo non significa affatto sostenere che chi supera i 30.000 euro di ISEE non abbia problemi. Una soglia amministrativa non rappresenta una linea magica tra chi “ha bisogno” e chi “non ha bisogno”. Significa semplicemente che, davanti a risorse pubbliche necessariamente limitate, si è scelto di partire da chi ha maggiore necessità di sostegno”.
Cosa entra nel calcolo ISEE? “L’ISEE non coincide con lo stipendio di un genitore: considera redditi, patrimoni e composizione del nucleo familiare, attraverso una scala di equivalenza. È uno strumento costruito proprio per valutare la condizione economica complessiva della famiglia”.
E l’articolo 3? Il principio che dovrebbe guidare ogni amministratore è l’articolo 3 della nostra Costituzione che non parla soltanto di uguaglianza formale, ma impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano concretamente l’uguaglianza.

Ricordiamolo in lingua perugina
Tutte le perzone ciòn la stessa dignità sociale e ènn eguale davant a la legge senza sta a guardà l sesso, la razza, la lingua, la religione, comm la pènzno n politica, comme stònno de condizzion perzonale e sociale. La Repubblica à da levà de mezzo tutt j ostacoli de natura economica e sociale, che, contrastando nti fatti la libertà e l uguajanza dle persone, blòccno l completo sviluppo dla perzona umana e la partecipazzione reale de tutt i lavoratori a l organizzazzione politica, economica e sociale del Paese.
È chiaro? [la citazione è tratta dalla Costituzzione m perugino (Morlacchi editore) di Sandro Allegrini e Beatrice Meniconi]
Afferma Vossi: “Per questo, dare di più a chi ha meno non significa discriminare chi ha di più. Significa, invece, perseguire l’uguaglianza sostanziale. E non è una scelta esclusivamente umbra: anche altre Regioni, come Emilia-Romagna e Toscana, utilizzano l’ISEE per modulare le agevolazioni sul trasporto pubblico degli studenti”.
Gli universitari senza limite. Inoltre, per gli universitari umbri è già prevista una misura a 70 euro senza limite ISEE. Parliamo quindi di interventi diversi, rivolti a platee diverse e finanziati attraverso risorse differenti. Se in futuro ci saranno risorse per ampliare ulteriormente la platea degli studenti beneficiari, sarò il primo a sostenerlo. Ma ampliare domani non significa che sia sbagliato aver cominciato oggi da chi ha maggiore bisogno”.
Scelta anche… ecologica. “Da assessore alla Mobilità del Comune di Perugia, considero questa misura un investimento concreto anche per Perugia: più studenti sui mezzi pubblici significa meno auto davanti alle scuole, meno traffico, meno emissioni e un aiuto reale alle famiglie”.
Non creare rivalità. “Il ceto medio merita certamente attenzione e risposte alle difficoltà del costo della vita. Ma non dobbiamo mettere le famiglie una contro l’altra. Aiutare maggiormente chi ha meno non significa penalizzare chi ha di più. Significa usare le risorse pubbliche per ridurre le disuguaglianze, garantire il diritto allo studio e costruire una mobilità più sostenibile. Non è assistenzialismo. È equità. È diritto allo studio. È una scelta per il futuro della nostra comunità”.
Si può essere o non essere d’accordo. Ma certo è che meglio non si poteva dire.













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