Fondazione Perugia Musica Classica, Amici della Musica e Sagra Musicale Umbra alla ribalta come indici di umanità e civiltà
(Perugia) Una mattinata quasi esplosiva per le molte sollecitazioni che hanno fatto ribollire di entusiasmo la sala dei Notari gremita a pochi giorni di distanza dai trionfi di Perugia 1416. Non poteva essere diversamente per una ricorrenza come quella del XX Giugno rivissuta, ogni volta, con modulazioni diverse, ma mai in totale laicità, come dovrebbe essere per le circostanze storiche. Perugia si pensa come una città “savonaroliana” e “Giordanobruniana” come attesta l’alto tasso di Libera Muratoria presente nel contesto, ma si sa che la chiesa ha lasciato tracce profondissime coi suoi tre secoli di dominazione. E poi l’Eccelsia perugina è piena di presbiteri per bene con i quali è bello confrontarsi e solidarizzare. Soprattutto quando si tratta di don Marco Briziarelli, uno dei quattro insigniti della cittadinanza.
Per molti comunque la presenza era motivata dal fatto che l’iscrizione nell’albo investiva una persona a cui noi del mondo della musica dobbiamo molto. Soprattutto per la classe, la distinzione e la determinatezza con cui ha saputo traghettare la musica classica cittadina nella modernità, facendo fronte anche alle molte difficoltà che travagliano la quotidianità di un organismo che tutela un tipo di patrimonio musicale che non è proprio condiviso dalla maggioranza. Con la necessità di portare quotidianamente nuova linfa alle strutture e produrre nuove idee per stare al passo coi tempi.

Nelle motivazioni che il primo cittadino Vittoria Ferdinandi ha esposto nel discorso di presentazione sono subito emerse le costanti di un attaccamento ai valori della civiltà e della umanità che Anna Calabro ha evidenziato nel suo ruolo di presidente della massima fondazione musicale cittadina.
La presidente di Perugia Musica Classica, ha esordito Vittoria, è una donna perugina che più di ogni altro si è messa al servizio della nostra comunità con quello che è lo strumento più importante col quale possiamo coltivarci come esseri umani, la cultura. E’ stata al servizio della nostra città con la consapevolezza, il coraggio e la certezza che la cultura rappresenti il più grande strumento per la costruzione delle nostre idee e capacità individuali e collettive. Continuando poi: “Hai saputo interpretare il tuo ruolo col profondo rispetto verso i principi della nostra Costituzione, quelli che dicono che la cultura è un diritto per tutti. Hai portato la musica classica, il più grande linguaggio universale, tra i giovani, ma anche in luoghi come il carcere, che spesso pensiamo siano luoghi senza diritto alla bellezza. Il coraggio tuo e della tua Fondazione si sono spinte anche in quei luoghi”.
La motivazioni con cui l’Amministrazione Comunale ha assegnato il riconoscimento sono state riassunte da Emilio Buchicchio dirigente del cerimoniale.
Prima di tutto una professionista di straordinaria capacità. Medico pediatra e genetista, ha dedicato la sua vita alla salute dei più piccoli con competenza, dedizione e profonda umanità. Ha saputo accompagnare e sostenere molte famiglie dimostrando come la scienza possa essere davvero al servizio della comunità. Il suo impegno, però, è andato ben oltre la professione medica. In qualità di Assessore alla Cultura del Comune di Perugia dal 1999 al 2004 ha avuto un ruolo decisivo per rendere la cultura un bene accessibile a tutti. Ha proposto progetti innovativi come la apertura di Palazzo della Penna come museo, e la nascita del Post, Museo della Tecnica e della Scienza che ha presieduto dal 2005 al 2011. Sotto la sua guida la digitalizzazione del patrimonio della Biblioteca Augusta e l’ampliamento della Galleria Nazionale dell’Umbria hanno rappresentato tappe fondamentali per la valorizzazione delle ricchezze della città.

La passione di Anna Calabro per la musica ha trovato espressione concreta come presidente della Fondazione Perugia Musica Classica, e, attualmente, come consigliere della storica Società del Quartetto di Milano. Attraverso iniziative come “Musica come dono”, “Musica per crescere” e “Ascolto consapevole”, ha saputo rendere la musica uno strumento di inclusione e di bellezza condivisa, contribuendo a renderla patrimonio di tutti. Il filo rosso che attraversa tutta la sua attività è la volontà di manifestare il ruolo di presenza attiva e consapevole nella collettività cittadina capace di coniugare scienza, cultura e arte in un progetto coerente e generoso.
La sua iscrizione all’albo d’oro rappresenta un giusto e doveroso riconoscimento ad una vita interamente dedicata al bene comune, alla produzione della conoscenza, alla valorizzazione della culture dell’arte come strumenti di crescita civile ed umana. Con intelligenza, passione e straordinaria generosità, Anna Calabro ha contribuito in modo molto significativo allo sviluppo della nostra città rendendola più aperta, più consapevole, più solidale. La sua opera è segnata da gesti concreti e lungimiranti e valori profondi destinati a vivere nel tempo e a ispirare le generazioni future.
A questo punto la dottoressa Calabro, semplicissimo vestito nero e splendida collana di coralli rossi al collo, è salita sullo scanno dei Notari per la prevista allocuzione. Per una donna solitamente sobria, misurata, gelosa della vita privata vissuta senza ostentazioni, si è trattato di un momento di raro disvelamento.
Dopo i previsti ringraziamenti a chi le attribuito la menzione, la dottoressa Calabro ha ricordato di aver conosciuto il sindaco Vittoria fin da bambina, imparando da subito a volerle bene, e intuendone da subito le enormi potenzialità. Poi la premiata ha ricordato gli anni di studio a Perugia, la laurea, la specializzazione a Roma e la professione, passata al Silvestrini accanto a tanti colleghi, alcuni dei quali non ci sono più. Poi è stata la volta del matrimonio, rapporti difficili con un marito che oggi non c’è più, ma basato sull’amore e sull’intelligenza. E poi il rapporto con i figli, che , dice, “ringrazio, soprattutto perché mi sopportano. E subiscono il mio amore strabocchevole, esageratissimo, che io riverso su di loro come se fossero ancora bambini di due anni. Ma soprattutto i ringrazio, perché mi hanno dato e mi danno la possibilità di vedere il mondo anche con i loro occhi, e di aprirmi a orizzonti più larghi. Ho avuto la possibilità di conoscere e frequentare i loro amici, molto dei quali sono diventati anche amici miei”.
“Questo momento di oggi – ha continuato- è una conquista importante, ma è anche un momento di riflessione per me, per continuare a pensare a questa città meravigliosa che sono sicura che tutti noi amiamo”.
“Certo” ha ancora ricordato Anna, io ho avuto una vita facile, nel senso che sono nata in una famiglia che mia ha dato affetto, valori e senso dell’umorismo. La mia mamma diceva che non poteva passare un giorno senza che non si fosse fatta una bella risata. E noi dovevamo cercare di farlo, perché questo aiutava a vivere meglio. Ho avuto fin da piccola, vicina a me, una persona molto semplice, che veniva da Ponte della Pietra, che grazie alla sua semplicità mi ha permesso di conoscere la ricchezza del mondo contadino umbro. Una dimensione piena di valori e di saggezza“.
” Poi ricordo i tanti studi, perché a me piace molto studiare, cosa che faccio anche oggi. Ho letto tanto. Mia sorella mi diceva che a forza di leggere libri sarei diventata orba e gobba. Studi classici, laura in medicina, specializzazione in pediatria, e la genetica medica a Roma. Un momento fondamentale nella mia formazione perché ho avuto una fortuna incredibile in quanto in quel periodo ho avuto modo di vivere una sorta di rivoluzione culturale che portava dalla citogenetica alla biologia molecolare; questa rivoluzione che io ho conosciuto nel suo farsi mi ha dato un grande amore per la scienza, e un grande rispetto per la ricerca scientifica. Quando ho lavorato in pediatria ho capito che quando ti avvicini a un paziente, un bambino, cerchi di dargli qualcosa di cui pensi lui abbia bisogno. Ma la verità è che è molto di più quello che ti da lui. Il frequentare i colleghi, i collaboratori che vedo qui e che ringrazio, è stato per me un valore di crescita esponenziale. Poi c’è stata la politica, ed è stata l’occasione di conoscere meglio questa città, nella sua profondità e nella sua estensione, perché ho apprezzato anche le periferie, dove ho incontrato tante persone che hanno saputo darmi l’idea del valore di questa città. Diciamo la verità, Perugia è una città un po’ scontrosa, ma è ricchissima non solo di storia, ma ha dentro di sé una preziosità culturale che è fatta di tanti saperi, di un senso di comunità profondo, magari un pò nascosta, perché abbiamo sempre un atteggiamento rustico, ma la verità è che questa è una comunità bellissima e ricchissima di sapere”.
” Naturalmente, come sapete, per me c’è stata anche la musica. Nel 2003 abbiamo creato la Fondazione Perugia Musica Classica. E voglio a questo unto ricordare Franco Buitoni a cui devo tutto. Franco ha spinto molto per la creazione di questo organismo che riunisse le anime musicali della città, Amici della Musica e Sagra Musicale Umbra. Con la Fondazione che allora si chiamava Cassa di Risparmio di Perugia abbiamo cominciato a fare subito un lavoro enorme di educazione all’ascolto musicale. Per i bimbi e per gli adolescenti. Questo ha portato al risultato che oggi anche i giovani vengono ai concerti. La musica classica, si sa, non è facilissima ha bisogno di un aiuto alla sua comprensione. Poi quando se ne scopre la ricchezza, non se ne esce più, perché è un mondo meraviglioso. Poi all’interno della Fondazione è nata la Orchestra da Camera di Perugia. Che ormai è autonoma, vive una vita a sé. Ma io la ringrazio, perché mi ha dato tante soddisfazioni. Naturalmente questo non è stato facilissimo, ma abbiamo sempre potuto contare su una figura di riferimento che per noi è sempre stata un sostegno sicuro e forte: l’amica Ilaria Borletti Buitoni”.
Con la evocazione di colei che porta ancora il nome della dinastia di industriali perugini che tanto ha dato alla storia della città si è concluso questo piccolo percorso nella nostra storia della musica. Tutto parti da Guido Visconti di Modrone, nobile milanese senatore del Regno, dalle sue lezioni all’Università per Stranieri. Da lì la Sagra Musicale Umbra. Indi, a Liberazione avvenuta, Capitini e Francesco Siciliani e la nascita degli Amici della Musica di Alba Buitoni. Nome indimenticato, da pronunciare con venerazione. A quasi ottanta anni Anna Calabro si inserisce in questo progresso di virtù, col suo fascino di donna e con le sue capacità professionali e umane.













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