Così fan tutte… o quasi: alla chiesa di S. Antonio abate una straordinaria versione del capolavoro mozartiano [video]

“L’arte aiuta l’arte… e la bellezza” è il titolo della kermesse musicale le cui donazioni vengono utilizzate per il restauro di opere antiche 

(Inviato Cittadino)

(Perugia) Dalla collaborazione fra l’Agimus di Salvatore Silvestro (puntualmente assistito da suo vice M° Giuseppe Pelli) con l’Associazione Borgo S. Antonio-Porta Pesa di Francesco Pinelli, origina “La Grande musica al Borgo”, giunta all’ottava stagione.

Francesco Pinelli ha riferito in breve la storia del recupero di quel luogo, ridotto all’ecce homo e riportato a dignità, col restauro dell’organo e la rivalorizzazione di opere d’arte sacra ammalorate. Anticipando i prossimi eventi connessi alla festività di S. Antonio abate nel cui ambito si coglierà l’occasione per ricordare la figura del borgarolo fra’ Giacomo Paris da parte del sottoscritto.

L’opera mozartiana è stata ridotta – spiega il M° Mario Cecchetti che ne ha curata anche la regia – dalle iniziali tre ore per consentirne una fruizione, assecondata dalle sintesi in scena. Non senza il riferimento metastasiano alla “fede degli amanti /come l’araba fenice”.

Ma sarà poi vero che “così fa tutte”? scherza Cecchetti. Ricordando che l’opera, marcata da apparente misoginia, risente della temperie storico-culturale del suo tempo e che la messa in scena utilizza nella recitazione la necessaria ironia, come presa di distanza e valore aggiunto in termini di approccio divulgativo, senza rinunciare alla qualità musicale. La cui base è garantita dalla donna-orchestra Mailis Põld, estone di origine, perugina di perfetta adozione (essendo, peraltro, coniuge del raffinato poeta, in questo caso anche corista, Paolo Ottaviani).

I cantanti in scena: Veronica Marinelli, Cristina Tirigalli, Carolyn Beck, Davide Francesconi, Matteo Mencarelli, Daniele Bonacci. Il coro Octava Aurea diretto da Mario Cecchetti. Preparazione musicale della strepitosa Catharina Scharp che, durante l’esecuzione, segue con lo sguardo, col telefonino, col canto ogni minimo vocalizzo dei suoi ragazzi nella cui mission artistica e umana si compenetra in chiave dazionale come di rado capita di vedere. Notizia preziosa per la città, la sua presenza in organico della Scuola diocesana di Musica Sacra Girolamo Frescobaldi all’Auditorium Marianum di corso Cavour.

I cantanti, sebbene giovani, sono ormai “vecchie” conoscenze dei melomani, per essere stati sentiti e apprezzati in numerose circostanze, al Borgo e non solo. Dunque, tutti bravissimi, con una nota specialmente affettuosa per Matteo Mencarelli che l’Inviato Cittadino ha visto crescere a casa nostra. E una menzione speciale per il mezzosoprano Carolyn Beck, australiana di nascita, “napoletana” per espressività, irresistibile sia nel ruolo di Despina che in quello del Notaio in cui fa di tutto per mascherare la voce da vecchio… stonato.

Dire che è stato un trionfo non è affermazione lontana dal vero. Sia per l’apprezzamento e il palese affetto del pubblico (foto 5), sia per la simpatia di quanti hanno lavorato a questo spettacolo di rango, come anche per la qualità, meritevole di ben più prestigiosi palcoscenici nazionali.

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