La consigliera regionale annuncia una mozione per rendere la procedura accessibile a tutte le donne anche per motivazioni non mediche, «Nel 2025 toccato il minimo storico delle nascite: la maternità non dev’essere una pressione, ma una scelta libera da barriere economiche»
(Perugia) Ridurre le disuguaglianze economiche e garantire la libertà di scelta sul futuro riproduttivo delle donne. L’apertura del dibattito nazionale sul social freezing ( la crioconservazione degli ovociti per ragioni precauzionali e non strettamente mediche ) riaccende il confronto politico anche in Umbria. Ad annunciare un atto d’indirizzo imminente in Consiglio regionale è la consigliera del Partito Democratico Sarah Bistocchi.

L’obiettivo dell’iniziativa è far sì che la sanità pubblica regionale sostenga la pratica rendendola economicamente accessibile a tutte, valorizzando le strutture di eccellenza già presenti sul territorio. L’iniziativa della consigliera Pd muove dai dati demografici della regione, che tracciano un quadro complesso sul fronte della natalità e dell’innalzamento dell’età media delle neo-mamme.
«In Umbria la questione della natalità è particolarmente critica — sottolinea Sarah Bistocchi — Il 2025 ha registrato il minimo storico delle nascite, con l’età media delle madri sempre più alta. La scelta di avere figli deve essere sostenuta, ma la maternità non può trasformarsi in una pressione sociale. La crioconservazione consente di preservare gli ovociti in età più giovane per un eventuale utilizzo successivo. Riteniamo la pratica del social freezing un fatto di giustizia sociale, che non deve restare un privilegio per poche».
Preservazione per cause mediche. Oggi la crioconservazione gratuita nel Servizio Sanitario è garantita quasi esclusivamente per motivi oncologici o terapeutici. Estensione al Social Freezing: proposta di Legge/Atto. L’iniziativa punta a introdurre agevolazioni e coperture pubbliche per la conservazione precauzionale o personale. Valorizzazione delle eccellenze, Sfruttamento delle tecnologie d’avanguardia già operative nel centro PMA dell’Ospedale di Pantalla.
Attualmente la crioconservazione priva di indicazione clinica diretta presenta costi elevati a carico della donna e un quadro normativo frammentato tra le varie regioni. L’Umbria, tuttavia, dispone già di competenze e tecnologie di alto livello nel settore della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), in particolare presso il presidio ospedaliero di Pantalla.
Ricollegandosi al dibattito parlamentare in corso a Roma, Bistocchi auspica che la politica regionale sappia trovare una sintesi trasversale per il bene della comunità. Sostegno alle famiglie e alle donne: creare condizioni di parità di accesso alle tecnologie riproduttive. Superamento delle barriere censo-dipendenti: evitare che la preservazione della fertilità sia un’opportunità riservata solo a chi dispone di elevate capacità reddituali. Confronto senza steccati: l’auspicio è quello di avviare un dialogo sereno tra maggioranza e opposizione, focalizzato sui diritti e sui bisogni reali e distante dalle contrapposizioni ideologiche.











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